Tesla ha rinviato dal 1° al 15 ottobre la dimostrazione all’aperto della seconda generazione della Roadster, prevista in Texas. L’azienda ha motivato la decisione con le condizioni meteo severe e con l’impossibilità di spostare l’evento al chiuso; Elon Musk ha poi indicato i forti venti. Il rinvio riguarda la data della dimostrazione, non annuncia un nuovo calendario di produzione o di consegna.
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Nel frattempo, un brevetto Tesla ha alimentato le ipotesi sulle tecnologie della vettura: descrive un sistema di ventole che può spingere l’auto verso l’asfalto. È un progetto tecnico interessante, ma non la prova che sarà presente sulla Roadster di serie. Anche le caratteristiche definitive e i tempi per i clienti restano da chiarire.
Perché l’evento è stato rinviato
Tesla ha spiegato di aver seguito le previsioni e di aver scelto una nuova data perché erano attese condizioni severe e la dimostrazione poteva svolgersi soltanto all’aperto. In seguito Musk ha menzionato i forti venti; alcune cronache hanno riportato anche piogge intense nell’area.
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La ragione dichiarata è meteorologica. Il 15 ottobre è la nuova data dell’evento, ma non basta a stabilire quando l’auto entrerà in produzione o sarà consegnata agli acquirenti.
Come funzionerebbe il sistema di ventole
Il brevetto, intitolato “Electric Fan Car”, descrive ventole elettriche canalizzate integrate nel diffusore posteriore. Il sistema aspira aria da sotto il veicolo e la espelle dietro, generando deportanza: in altre parole, una forza che contribuisce a premere l’auto sulla strada e ad aumentare l’aderenza. Il progetto è pensato per produrre questo effetto senza dipendere soltanto dalla velocità della vettura; i disegni mostrano quattro ventole.
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Non si tratta di un sistema per far volare l’auto. Inoltre, le illustrazioni del brevetto ricordano una Model S e il documento non cita la Roadster: non conferma quindi che questa tecnologia sarà montata sul modello di serie.
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Dotazioni e produzione: le ipotesi non sono conferme
Il sistema di ventole è soltanto una delle tecnologie associate alle indiscrezioni sulla Roadster. Si è parlato anche di un pacchetto SpaceX con propulsori a gas freddo, ma il brevetto non dimostra che la vettura avrà questi propulsori, né che adotterà le ventole descritte.
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Anche le previsioni sulla produzione non sono un calendario ufficiale. Tra le stime riportate figurano un avvio indicativo intorno alla metà del 2027 e l’ipotesi di una produzione iniziale 12-18 mesi dopo la presentazione. Sono scenari prospettati da fonti diverse, non una data confermata per le consegne.
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Una lunga attesa, mentre crescono le alternative
Tesla presentò il prototipo della seconda generazione nel 2017 e il progetto ha accumulato diversi rinvii. Per questo, più di un nuovo teaser, conteranno una dimostrazione funzionante e indicazioni credibili sulla produzione.
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Nel frattempo il panorama delle sportive elettriche si è ampliato. Tra i possibili concorrenti indiretti citati nelle cronache c’è la BYD Yangwang U9: un contesto che rende ancora più importante capire che cosa Tesla saprà mostrare concretamente.
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C’è anche il quadro più ampio dell’azienda: nel terzo trimestre del 2026 Tesla ha consegnato 486.532 veicoli, più delle attese degli analisti ma circa il 2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato offre un contesto per il lancio, ma non cambia la natura della Roadster: una vettura di nicchia, il cui peso è soprattutto tecnologico e d’immagine.
Quanto agli aggiornamenti recenti della Model 3, le fonti disponibili non forniscono dettagli sufficienti per stabilire quali novità siano rilevanti in questo caso. È quindi più prudente non collegarle alla presentazione della Roadster.
Per ora, i punti fermi sono pochi: l’evento è stato spostato per il rischio legato al meteo, il brevetto illustra un sistema di deportanza basato su ventole e né il documento né la nuova data confermano le dotazioni finali o i tempi di produzione.