Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al presidente statunitense Donald Trump di imporre sanzioni alle aziende russe e cinesi che, secondo lui, partecipano allo sviluppo di Rassvet, una rete di comunicazioni satellitari pensata come alternativa a Starlink. Kiev teme che il sistema possa fornire alle forze russe un collegamento utile alle operazioni sul campo e all’impiego dei droni. La rete è in fase di dispiegamento, ma le date previste cambiano a seconda che per «operativa» si intenda un uso ancora limitato o l’avvio del servizio commerciale.
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Perché l’Ucraina chiede le sanzioni
Kiev vuole colpire le aziende coinvolte nello sviluppo di Rassvet per ostacolare il progetto prima che possa offrire alla Russia una rete satellitare più capace. Zelensky ha dichiarato di aver sollevato più volte la questione con Trump.
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Il timore non riguarda soltanto la tecnologia: le comunicazioni satellitari possono sostenere i collegamenti sul campo e le operazioni con i droni. L’Ucraina teme che una costellazione Rassvet completata aiuti le forze russe a coordinarsi e a condurre attacchi. Si tratta di rischi legati alle capacità potenziali della rete, non di una prova della portata delle sue capacità attuali.
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Il ruolo della Cina, secondo Zelensky
Zelensky afferma che la Cina lavora sui satelliti e valuta come aiutare la Russia a realizzare un sistema simile a Starlink. Per questo ha invocato sanzioni anche contro aziende cinesi che, a suo dire, sono coinvolte. Le notizie disponibili attribuiscono questa affermazione a Zelensky, ma non verificano in modo indipendente la natura o l’entità dell’assistenza cinese.
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A che punto è Rassvet e quando potrebbe essere pronta
Bureau 1440, l’azienda russa che sviluppa Rassvet, ha lanciato 32 satelliti di produzione in due gruppi, dopo sei satelliti sperimentali lanciati nel 2023 e nel 2024. Secondo un tracker satellitare, al 14 settembre 2026 il dispiegamento era ancora in corso e l’obiettivo dichiarato dall’azienda per il servizio commerciale era il 2027.
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Zelensky ha avvertito che Rassvet potrebbe diventare operativa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Questa previsione non è necessariamente in contrasto con l’obiettivo del servizio commerciale nel 2027: un uso limitato o intermittente può precedere l’avvio completo del servizio. Janes ha riferito che, secondo l’intelligence militare ucraina, entro la fine di luglio 2026 le forze russe avevano usato per alcune ore il primo gruppo di satelliti per comunicazioni sopra l’Ucraina.
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L’avvertimento di Medvedev sul blocco della rete
Dopo la richiesta ucraina di misure contro le aziende coinvolte in Rassvet, Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha avvertito che bloccare la rete equivarrebbe a distruggerla e potrebbe portare a una «guerra spaziale su vasta scala». Ha anche minacciato che i satelliti Starlink potrebbero essere abbattuti. Sono dichiarazioni e minacce da lui formulate, non prove che una simile risposta sia pianificata o imminente.
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La distinzione è importante: l’Ucraina chiede sanzioni contro le aziende, mentre l’avvertimento di Medvedev riguarda il blocco della rete satellitare. Le notizie collegano le due dichiarazioni alla stessa controversia, ma si tratta di azioni diverse.
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