Il ragionamento di Vitalik Buterin parte da una distinzione essenziale: calcolare una verifica e trasportare i dati necessari a eseguirla sono due problemi diversi. Una precompile — un’operazione crittografica integrata nel protocollo e pensata per costare meno gas — può rendere più economico un controllo, ma non fa sparire firme, prove e altri dati che la rete deve ricevere. EIP-8288 propone invece di tenere, quando possibile, i payload crittografici più voluminosi fuori dai blocchi e di aggregare le verifiche in prove STARK ricorsive. Per ora la proposta è ancora indicata come bozza, o Draft.
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Perché non aggiungere semplicemente nuove precompile?
Le precompile riducono il costo di specifiche operazioni crittografiche. Ma, da sole, non risolvono il problema della quantità di dati da trasmettere e includere nei blocchi. Secondo Buterin, la larghezza di banda disponibile per i dati — non soltanto il gas necessario a verificarli — limita il volume di materiale crittografico che Ethereum può gestire. Ha stimato un limite pratico di circa 8 MB al secondo anche considerando PeerDAS e i blocchi con dati blob. Si tratta di una sua stima, non di un limite formale alla calldata, cioè ai dati trasportati dalle transazioni.
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C’è poi una questione di flessibilità. Integrare una precompile per ogni schema crittografico può aumentare la complessità del protocollo e richiede modifiche alle implementazioni dei client. EIP-8288 mira invece a offrire un percorso comune per verificare schemi crittografici diversi.
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Gli esempi contenuti nella bozza danno un’idea del problema: alcune firme basate su hash sono indicate come grandi circa 2–3 kB, con un costo di verifica diretta stimato tra 150.000 e 200.000 gas. Sono cifre riferite agli esempi della proposta, non valori universali per tutte le firme o implementazioni.
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Come funzionerebbe EIP-8288
La proposta ufficiale indica Vitalik Buterin e Thomas Coratger come autori e descrive EIP-8288 come un’estensione delle transazioni a frame introdotte da EIP-8141. Il progetto si articola in tre passaggi principali:
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- Le transazioni dichiarano dipendenze compatte. Ogni dipendenza identifica uno schema, l’hash dei dati e l’hash della chiave di verifica. La proposta codifica ciascuna terna in 96 byte.
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- I dati crittografici completi vengono trasmessi durante la propagazione. Firme e prove vengono fornite insieme alle transazioni mentre circolano nella rete, anziché essere inserite nei blocchi nel loro formato completo. I partecipanti al mempool — l’area in cui le transazioni attendono di essere incluse — possono combinarne le verifiche.
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- Le verifiche vengono aggregate. Il progetto prevede prove STARK ricorsive che riuniscono più controlli. L’obiettivo è inserire nel blocco una prova aggregata invece di ciascun payload crittografico originale. Questo dovrebbe ridurre la quantità di dati richiesta ai blocchi, non aumentare il limite di banda sottostante della rete.
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Gli utenti potrebbero anche eseguire i calcoli crittografici più impegnativi sui propri dispositivi e fornire prove STARK dei risultati. L’obiettivo è permettere a Ethereum di supportare una gamma più ampia di schemi crittografici senza dover creare una precompile nativa distinta per ciascuno.
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Che cosa potrebbe cambiare — e che cosa no
Se funzionasse come previsto, l’uso di dipendenze compatte e verifiche aggregate potrebbe ridurre la quantità di dati originali relativi a firme e prove da inserire nei blocchi. Il vantaggio, quindi, non è semplicemente «una crittografia più veloce»: parte del lavoro verrebbe svolta dagli utenti e dai partecipanti al mempool, mentre Ethereum limiterebbe i dati da includere on-chain.
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Questo non significa eliminare i costi della crittografia. Utenti e partecipanti alla rete dovrebbero comunque generare, propagare e verificare i dati e le prove necessarie. Le fonti disponibili non dimostrano che EIP-8288 garantirà una riduzione specifica del gas o risolverà i più ampi problemi di scalabilità di Ethereum.
Le questioni ancora aperte
Sicurezza delle prove e degli hash. La bozza elenca come ipotesi di sicurezza la correttezza dei circuiti di verifica e delle funzioni hash usate per le dipendenze. Un aggiornamento successivo lega inoltre l’hash delle dipendenze del blocco al circuito di aggregazione. Sono aspetti da valutare: non dimostrano che il sistema sia già stato verificato completamente o provato sicuro in produzione.
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Rischi di denial of service nel mempool. L’aggregazione richiede di gestire dati ed eseguire calcoli a livello di mempool, creando possibili superfici d’attacco. Il rischio è stato individuato, ma le informazioni disponibili non dimostrano che tutte le protezioni siano complete o adeguate.
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I parametri della bozza non sono regole già attive sulla rete principale. Una revisione ufficiale fissa un massimo di 16 dipendenze da firma e una dipendenza STARK per transazione. Sono parametri della proposta, non regole Ethereum già implementate sulla mainnet.
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La sicurezza delle firme basate su reticoli resta da valutare. Secondo le notizie, Buterin ha lasciato aperta la possibilità di introdurre precompile basate su crittografia reticolare per usi come account e wallet, qualora ne venga dimostrata la sicurezza. Le preoccupazioni riferite su possibili attacchi assistiti dall’IA sono questioni da esaminare, non la prova che queste firme siano state violate.
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La proposta ufficiale è ancora allo stadio Draft. Le fonti parlano di simulazioni e attività su reti di test, ma non documentano un’approvazione per la mainnet, una decisione definitiva sull’adozione o una data di attivazione.
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