Nel terzo trimestre l’utile netto di TSMC è salito del 68,7% a 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, ma il risultato non è bastato a fermare la vendita di titoli tecnologici.[2][6] L’inflazione statunitense sopra le attese ha riacceso i timori di nuovi rialzi dei tassi, mentre le difficoltà finanziarie di CoreWeave...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: Why did the global chip-stock selloff deepen on Thursday, October 15, 2026, despite TSMC’s record third-quarter profit, and how did its earn. Article summary: The selloff deepened because investors were reassessing the financing costs and sustainability of the AI boom, rather than simply reacting to current chip-company profits: hotter inflation increased rate-hike expectation. Topic tags: general, general web, user generated, news. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts w
TSMC ha chiuso il sesto trimestre consecutivo con utili record e ha previsto ricavi in ulteriore crescita per il quarto trimestre. Eppure, giovedì 15 ottobre 2026, i titoli dei semiconduttori hanno continuato a perdere terreno. Il mercato guardava oltre i risultati appena pubblicati: a pesare erano l’inflazione statunitense, il possibile aumento dei tassi, i dubbi sui finanziamenti delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e la concorrenza cinese.1
2
6
Nel terzo trimestre TSMC, la società taiwanese che produce chip per conto di altre aziende, ha registrato un utile netto di 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, in crescita del 68,7% rispetto a un anno prima. I ricavi sono stati pari a 46,72 miliardi di dollari USA. L’utile ha superato le stime LSEG di 746,3 miliardi di dollari taiwanesi, segnando il sesto record trimestrale consecutivo.6
Per il quarto trimestre, l’azienda ha indicato ricavi tra 52,3 e 54,3 miliardi di dollari USA: al punto medio della forchetta, circa il 14% in più rispetto al trimestre precedente.6 Ma l’amministratore delegato C.C. Wei ha detto che TSMC sta pianificando con prudenza il 2027, citando l’aumento dei prezzi dei componenti e l’incertezza economica, soprattutto per i mercati più sensibili ai prezzi.
1 Gli investitori hanno quindi valutato non solo la domanda attuale, ma anche quanto a lungo potrà durare e a quali costi.
I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati più del previsto: a settembre l’inflazione generale ha raggiunto il 3,7% su base annua, contro una previsione del 3,6%. L’indice di fondo, che esclude alimentari ed energia, è salito dello 0,3% sul mese, rispetto allo 0,2% atteso.3
25 A un certo punto, i mercati dei futures hanno attribuito una probabilità fino al 50% a un nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve in ottobre.
18
Giovedì è arrivato un ulteriore segnale di pressione sui prezzi: l’indice di fondo dei prezzi alla produzione è aumentato dello 0,7% in un mese, contro una previsione dello 0,3%. Schwab ha descritto l’incremento come il più ampio degli ultimi quattro anni.21 Per gli investitori, il dato ha rafforzato il rischio che il costo del denaro resti elevato, o salga ancora: uno scenario sfavorevole per le imprese e i progetti che richiedono ingenti finanziamenti.
Un altro punto critico è diventato il finanziamento dei data center e delle altre infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale: il mercato si chiede se gli investimenti produrranno rendimenti adeguati rispetto al capitale e al debito impiegati.9
In questo clima, CoreWeave, società che gestisce data center, è finita sotto i riflettori. Un aggiornamento di mercato ha riportato un calo del 15% per le sue azioni e rendimenti superiori al 15% per le obbligazioni con scadenza nel 2032.30 La tensione sui titoli della società ha contribuito ad alimentare le preoccupazioni più ampie sul finanziamento a debito delle infrastrutture per l’IA.
9
30
Le notizie sui progressi della cinese CXMT in una nuova architettura per le memorie hanno alimentato i timori sulla concorrenza nel settore, in particolare per i produttori di chip di memoria. La debolezza non ha risparmiato neppure le aziende con risultati solidi: le notizie di mercato hanno segnalato che i buoni conti di TSMC e ASML non sono bastati a proteggere i loro titoli dalla flessione generale.11
Giovedì un indice seguito da vicino per monitorare i titoli dei semiconduttori ha perso il 2,5%, prolungando la serie negativa a sette sedute consecutive, secondo CNN.2 Il giorno prima i titoli dei chip avevano già ceduto terreno: Schwab aveva riportato un calo di circa il 4%, con l’indice Philadelphia Semiconductor oltre il 10% sotto il massimo della settimana precedente.
21
La pressione si è vista anche in Asia e in Europa. In Corea del Sud il Kospi ha chiuso in ribasso del 7,6% dopo l’attivazione di una sospensione temporanea delle contrattazioni, un meccanismo volto a contenere movimenti bruschi del mercato.23 In Europa, nel pomeriggio di giovedì, ASML ha perso il 6,5% e STMicroelectronics il 7%.
11 Negli Stati Uniti, il Nasdaq era in calo di circa lo 0,8% poco dopo l’apertura delle contrattazioni.
46
Il quadro, quindi, non indica una smentita dei risultati di TSMC: mostra piuttosto un mercato che sta rivalutando i rischi legati al boom dell’IA. Gli investitori si trovano a bilanciare una domanda attuale robusta con costi di finanziamento più alti, incertezza sulla spesa futura e maggiore concorrenza. Le informazioni disponibili non quantificano con precisione il contributo di altri fattori, come gli sviluppi in Medio Oriente, e non permettono di ricostruire l’intera sequenza dei successivi movimenti di mercato.
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Nel terzo trimestre l’utile netto di TSMC è salito del 68,7% a 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, ma il risultato non è bastato a fermare la vendita di titoli tecnologici.[2][6]
Nel terzo trimestre l’utile netto di TSMC è salito del 68,7% a 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, ma il risultato non è bastato a fermare la vendita di titoli tecnologici.[2][6] L’inflazione statunitense sopra le attese ha riacceso i timori di nuovi rialzi dei tassi, mentre le difficoltà finanziarie di CoreWeave hanno alimentato i dubbi sul costo delle infrastrutture per l’IA.[18][21][30]
La flessione si è estesa ai mercati internazionali: il Kospi sudcoreano ha perso il 7,6% dopo l’attivazione di un meccanismo di sospensione degli scambi, mentre ASML e STMicroelectronics sono scese in Europa.[11][23]
Nel terzo trimestre l’utile netto di TSMC è salito del 68,7% a 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, ma il risultato non è bastato a fermare la vendita di titoli tecnologici.[2][6] L’inflazione statunitense sopra le attese ha riacceso i timori di nuovi rialzi dei tassi, mentre le difficoltà finanziarie di CoreWeave...
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TSMC ha chiuso il sesto trimestre consecutivo con utili record e ha previsto ricavi in ulteriore crescita per il quarto trimestre. Eppure, giovedì 15 ottobre 2026, i titoli dei semiconduttori hanno continuato a perdere terreno. Il mercato guardava oltre i risultati appena pubblicati: a pesare erano l’inflazione statunitense, il possibile aumento dei tassi, i dubbi sui finanziamenti delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e la concorrenza cinese.1
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Nel terzo trimestre TSMC, la società taiwanese che produce chip per conto di altre aziende, ha registrato un utile netto di 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, in crescita del 68,7% rispetto a un anno prima. I ricavi sono stati pari a 46,72 miliardi di dollari USA. L’utile ha superato le stime LSEG di 746,3 miliardi di dollari taiwanesi, segnando il sesto record trimestrale consecutivo.6
Per il quarto trimestre, l’azienda ha indicato ricavi tra 52,3 e 54,3 miliardi di dollari USA: al punto medio della forchetta, circa il 14% in più rispetto al trimestre precedente.6 Ma l’amministratore delegato C.C. Wei ha detto che TSMC sta pianificando con prudenza il 2027, citando l’aumento dei prezzi dei componenti e l’incertezza economica, soprattutto per i mercati più sensibili ai prezzi.
1 Gli investitori hanno quindi valutato non solo la domanda attuale, ma anche quanto a lungo potrà durare e a quali costi.
I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati più del previsto: a settembre l’inflazione generale ha raggiunto il 3,7% su base annua, contro una previsione del 3,6%. L’indice di fondo, che esclude alimentari ed energia, è salito dello 0,3% sul mese, rispetto allo 0,2% atteso.3
25 A un certo punto, i mercati dei futures hanno attribuito una probabilità fino al 50% a un nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve in ottobre.
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Giovedì è arrivato un ulteriore segnale di pressione sui prezzi: l’indice di fondo dei prezzi alla produzione è aumentato dello 0,7% in un mese, contro una previsione dello 0,3%. Schwab ha descritto l’incremento come il più ampio degli ultimi quattro anni.21 Per gli investitori, il dato ha rafforzato il rischio che il costo del denaro resti elevato, o salga ancora: uno scenario sfavorevole per le imprese e i progetti che richiedono ingenti finanziamenti.
Un altro punto critico è diventato il finanziamento dei data center e delle altre infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale: il mercato si chiede se gli investimenti produrranno rendimenti adeguati rispetto al capitale e al debito impiegati.9
In questo clima, CoreWeave, società che gestisce data center, è finita sotto i riflettori. Un aggiornamento di mercato ha riportato un calo del 15% per le sue azioni e rendimenti superiori al 15% per le obbligazioni con scadenza nel 2032.30 La tensione sui titoli della società ha contribuito ad alimentare le preoccupazioni più ampie sul finanziamento a debito delle infrastrutture per l’IA.
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Le notizie sui progressi della cinese CXMT in una nuova architettura per le memorie hanno alimentato i timori sulla concorrenza nel settore, in particolare per i produttori di chip di memoria. La debolezza non ha risparmiato neppure le aziende con risultati solidi: le notizie di mercato hanno segnalato che i buoni conti di TSMC e ASML non sono bastati a proteggere i loro titoli dalla flessione generale.11
Giovedì un indice seguito da vicino per monitorare i titoli dei semiconduttori ha perso il 2,5%, prolungando la serie negativa a sette sedute consecutive, secondo CNN.2 Il giorno prima i titoli dei chip avevano già ceduto terreno: Schwab aveva riportato un calo di circa il 4%, con l’indice Philadelphia Semiconductor oltre il 10% sotto il massimo della settimana precedente.
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La pressione si è vista anche in Asia e in Europa. In Corea del Sud il Kospi ha chiuso in ribasso del 7,6% dopo l’attivazione di una sospensione temporanea delle contrattazioni, un meccanismo volto a contenere movimenti bruschi del mercato.23 In Europa, nel pomeriggio di giovedì, ASML ha perso il 6,5% e STMicroelectronics il 7%.
11 Negli Stati Uniti, il Nasdaq era in calo di circa lo 0,8% poco dopo l’apertura delle contrattazioni.
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Il quadro, quindi, non indica una smentita dei risultati di TSMC: mostra piuttosto un mercato che sta rivalutando i rischi legati al boom dell’IA. Gli investitori si trovano a bilanciare una domanda attuale robusta con costi di finanziamento più alti, incertezza sulla spesa futura e maggiore concorrenza. Le informazioni disponibili non quantificano con precisione il contributo di altri fattori, come gli sviluppi in Medio Oriente, e non permettono di ricostruire l’intera sequenza dei successivi movimenti di mercato.
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Nel terzo trimestre l’utile netto di TSMC è salito del 68,7% a 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, ma il risultato non è bastato a fermare la vendita di titoli tecnologici.[2][6]
Nel terzo trimestre l’utile netto di TSMC è salito del 68,7% a 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, ma il risultato non è bastato a fermare la vendita di titoli tecnologici.[2][6] L’inflazione statunitense sopra le attese ha riacceso i timori di nuovi rialzi dei tassi, mentre le difficoltà finanziarie di CoreWeave hanno alimentato i dubbi sul costo delle infrastrutture per l’IA.[18][21][30]
La flessione si è estesa ai mercati internazionali: il Kospi sudcoreano ha perso il 7,6% dopo l’attivazione di un meccanismo di sospensione degli scambi, mentre ASML e STMicroelectronics sono scese in Europa.[11][23]