Il nome “Ram Altman” è stato uno scherzo con cui Sam Altman ha risposto alle critiche per le sue osservazioni sulla memoria dei computer. Il CEO di OpenAI sosteneva che, in un periodo di scorte limitate, la memoria condivisa nei data center cloud può essere sfruttata più intensamente. Non stava dicendo che le persone dovrebbero rinunciare alla RAM nei propri PC: in seguito ha affermato di volerne in abbondanza anche per i consumatori.
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Che cosa aveva detto sulla memoria dei PC
Nella puntata del 29 ottobre del podcast Cheeky Pint, condotto dal cofondatore di Stripe John Collison, Altman ha definito «piuttosto terribile» dal punto di vista dell’allocazione globale il fatto che una parte consistente delle scorte limitate di DRAM resti nei computer personali, che a suo dire vengono usati circa il 5% del tempo. Ha contrapposto a questo scenario la possibilità di concentrare la memoria nel cloud, per aumentarne l’utilizzo.
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La DRAM è un tipo di memoria usato nei computer e nelle schede grafiche dei data center. Il ragionamento di Altman riguardava come distribuire una risorsa scarsa, ma le sue parole sono state lette anche come un giudizio sui PC dei consumatori, compresi quelli usati per giocare o eseguire modelli di intelligenza artificiale in locale. Le critiche contestavano l’idea che la memoria dei singoli utenti fosse uno spreco mentre i data center AI ne rappresentassero un impiego preferibile. Anche Elon Musk si è unito alle prese in giro, secondo le ricostruzioni.
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Da dove arriva “Ram Altman”
Il soprannome è nato online, dopo la circolazione di un meme sui chip di memoria e la proposta di un utente di X di cambiare nome al profilo. Altman ha risposto «OK yeah» e ha modificato il nome visualizzato in “Ram Altman”, lasciando invariato il suo handle, @sama.
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La battuta è arrivata mentre contestava l’interpretazione delle sue parole. Su X ha scritto di volere «un sacco di memoria» per il mondo, che ciascuno potesse installarne quanta ne desiderava nel proprio computer e che le persone avessero «tantissima RAM».
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Le due posizioni non sono del tutto incompatibili: Altman ha sostenuto che i data center cloud possano utilizzare la memoria condivisa con maggiore intensità, ma ha anche detto di volere molta RAM per i computer personali. Le ricostruzioni riportano inoltre il suo appello ad aumentare la produzione di memoria.
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Quando è tornato al nome originale
Secondo una ricostruzione, alle 11:00 del 4 novembre, ora della costa orientale degli Stati Uniti, sul profilo di Altman era già ricomparso il nome “Sam Altman”. Non è stato chiarito perché abbia ripristinato il nome originale; OpenAI ha declinato la richiesta di commento.
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La polemica sullo sfondo della carenza di chip
La discussione ha avuto risonanza perché la domanda legata all’intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione le forniture di DRAM e NAND, facendo salire i costi per i produttori di dispositivi e riducendo la memoria disponibile per l’elettronica di consumo.
39 Alcune ricostruzioni collegano la crisi anche ai rincari dell’hardware da gioco, ma questo non dimostra che il costo della memoria, da solo, spieghi il prezzo di un singolo prodotto.
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Anche le previsioni sulla durata della carenza restano incerte. Un articolo del 31 ottobre riportava che SK Hynix si aspettava problemi di approvvigionamento fino al 2030 e che l’amministratore delegato di Intel condivideva una prospettiva che arrivava alla fine del decennio. Sono stime riportate, non una data certa per la fine della crisi.
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