Il dato più significativo, però, riguarda il modo in cui le imprese stanno utilizzando il servizio: molte non stanno eseguendo il modello sui propri server, ma pagano direttamente l’API ospitata da DeepSeek. In pratica, prompt e risposte passano attraverso l’infrastruttura del fornitore, con server situati in Cina .
La ragione principale è economica. Alla fine di maggio DeepSeek ha reso permanente il taglio del 75% applicato al suo modello V4-Pro, portando il prezzo a circa 0,435 dollari per un milione di token in ingresso e 0,87 dollari per un milione di token in uscita .
I prezzi hanno cambiato il calcolo economico dell’IA aziendale. GPT-5.5 di OpenAI costa 5 dollari per un milione di token in ingresso e 30 dollari per un milione di token in uscita. Secondo i confronti disponibili, DeepSeek è quindi circa sette volte più economico sugli input e fino a 17 volte sugli output rispetto ad alcune offerte di OpenAI e Anthropic .
Per un’azienda che gestisce agenti automatici, generazione di testi su larga scala o flussi di lavoro con un uso intensivo dei token, differenze di questo ordine possono trasformarsi rapidamente in risparmi annuali a cinque o sei cifre.
V4-Pro offre inoltre una finestra di contesto da un milione di token e può generare fino a 384.000 token. DeepSeek supporta anche i formati API di OpenAI e Anthropic, rendendo più semplice il passaggio tecnico da un fornitore all’altro .
Non si tratta, almeno nelle intenzioni dell’azienda, di una promozione temporanea. La scelta punta a mantenere prezzi molto bassi nel tempo e mette gli altri fornitori davanti a un bivio: abbassare le tariffe o rinunciare a una parte dei volumi più sensibili ai costi .
Il rapporto di giugno di Ramp ha analizzato i dati delle carte aziendali di oltre 50.000 imprese statunitensi presenti sulla sua piattaforma. DeepSeek è risultato il fornitore software più “di tendenza”, davanti a realtà come PheedLoop e Fireworks AI .
La classifica non misura semplicemente l’interesse dichiarato dalle aziende: registra nuovi acquisti. Per questo il primo posto di DeepSeek rappresenta un segnale concreto di adozione commerciale, non soltanto di curiosità o sperimentazione.
Il dettaglio sui pagamenti diretti è ancora più importante. Le aziende monitorate sembrano acquistare l’accesso al servizio ufficiale ospitato da DeepSeek, invece di scaricare il modello e farlo funzionare sulla propria infrastruttura . È una dinamica diversa rispetto ai precedenti picchi di interesse per i modelli open weight, spesso alimentati da sviluppatori indipendenti, appassionati e test su piccola scala .
Il primo posto nella classifica “Trending” non significa che DeepSeek abbia già superato i rivali in termini di spesa totale. Anthropic e OpenAI conservano infatti la quota dominante del mercato aziendale monitorato da Ramp, rispettivamente con il 34,4% e il 32,3% .
La distinzione è essenziale: il dato di Ramp misura soprattutto il ritmo delle nuove acquisizioni, non l’intero valore dei contratti già in essere. La maggior parte dei carichi di lavoro produttivi su larga scala continua quindi a poggiare sui fornitori statunitensi affermati. Tuttavia, le nuove decisioni d’acquisto — soprattutto nelle imprese di medie dimensioni e nei team con budget limitati — sembrano orientarsi sempre più verso l’alternativa meno costosa .
Il risparmio sui token non esaurisce il costo dell’operazione. Utilizzando l’API di DeepSeek, le imprese statunitensi inviano i propri dati a un servizio ospitato in Cina. Alcuni analisti della sicurezza hanno avvertito che le informazioni inserite dai dipendenti possono rappresentare il vero prezzo da pagare, anche quando la tariffa per l’elaborazione è molto più bassa .
Per i responsabili della conformità, questo apre interrogativi complessi: quali dati possono essere trasmessi a un endpoint di elaborazione situato in Cina? Come si concilia il servizio con il GDPR, con le regole di localizzazione dei dati specifiche di alcuni settori e con le policy aziendali di classificazione delle informazioni?
I dati sulla spesa suggeriscono che, per molte imprese, il vantaggio economico supera il rischio percepito. È anche possibile che chi utilizza le carte aziendali non abbia ancora valutato fino in fondo il percorso seguito dai dati. Senza un grave incidente di sicurezza o un intervento normativo, la tendenza potrebbe continuare.
La strategia di DeepSeek punta a conquistare volumi e a trasformare l’elaborazione dei modelli in una commodity. Il modello più piccolo V4 Flash è ancora più aggressivo sul prezzo e, per token, può costare da 10 a 25 volte meno di Claude Haiku di Anthropic .
Questo approccio comprime i margini del livello di inferenza e sposta il valore verso applicazioni specializzate, integrazione, affidabilità e garanzie di sicurezza. Per i compratori aziendali, la domanda non è più se DeepSeek offra il prezzo grezzo più basso: sotto questo profilo, il vantaggio è netto.
La questione è se il risparmio operativo giustifichi l’invio dei dati a un fornitore soggetto alle leggi cinesi in materia di dati. Secondo la classifica di Ramp, a giugno 2026 un numero crescente di aziende statunitensi ha deciso che la risposta è sì .
Il dato più significativo, però, riguarda il modo in cui le imprese stanno utilizzando il servizio: molte non stanno eseguendo il modello sui propri server, ma pagano direttamente l’API ospitata da DeepSeek. In pratica, prompt e risposte passano attraverso l’infrastruttura del fornitore, con server situati in Cina .
La ragione principale è economica. Alla fine di maggio DeepSeek ha reso permanente il taglio del 75% applicato al suo modello V4-Pro, portando il prezzo a circa 0,435 dollari per un milione di token in ingresso e 0,87 dollari per un milione di token in uscita .
I prezzi hanno cambiato il calcolo economico dell’IA aziendale. GPT-5.5 di OpenAI costa 5 dollari per un milione di token in ingresso e 30 dollari per un milione di token in uscita. Secondo i confronti disponibili, DeepSeek è quindi circa sette volte più economico sugli input e fino a 17 volte sugli output rispetto ad alcune offerte di OpenAI e Anthropic .
Per un’azienda che gestisce agenti automatici, generazione di testi su larga scala o flussi di lavoro con un uso intensivo dei token, differenze di questo ordine possono trasformarsi rapidamente in risparmi annuali a cinque o sei cifre.
V4-Pro offre inoltre una finestra di contesto da un milione di token e può generare fino a 384.000 token. DeepSeek supporta anche i formati API di OpenAI e Anthropic, rendendo più semplice il passaggio tecnico da un fornitore all’altro .
Non si tratta, almeno nelle intenzioni dell’azienda, di una promozione temporanea. La scelta punta a mantenere prezzi molto bassi nel tempo e mette gli altri fornitori davanti a un bivio: abbassare le tariffe o rinunciare a una parte dei volumi più sensibili ai costi .
Il rapporto di giugno di Ramp ha analizzato i dati delle carte aziendali di oltre 50.000 imprese statunitensi presenti sulla sua piattaforma. DeepSeek è risultato il fornitore software più “di tendenza”, davanti a realtà come PheedLoop e Fireworks AI .
La classifica non misura semplicemente l’interesse dichiarato dalle aziende: registra nuovi acquisti. Per questo il primo posto di DeepSeek rappresenta un segnale concreto di adozione commerciale, non soltanto di curiosità o sperimentazione.
Il dettaglio sui pagamenti diretti è ancora più importante. Le aziende monitorate sembrano acquistare l’accesso al servizio ufficiale ospitato da DeepSeek, invece di scaricare il modello e farlo funzionare sulla propria infrastruttura . È una dinamica diversa rispetto ai precedenti picchi di interesse per i modelli open weight, spesso alimentati da sviluppatori indipendenti, appassionati e test su piccola scala .
Il primo posto nella classifica “Trending” non significa che DeepSeek abbia già superato i rivali in termini di spesa totale. Anthropic e OpenAI conservano infatti la quota dominante del mercato aziendale monitorato da Ramp, rispettivamente con il 34,4% e il 32,3% .
La distinzione è essenziale: il dato di Ramp misura soprattutto il ritmo delle nuove acquisizioni, non l’intero valore dei contratti già in essere. La maggior parte dei carichi di lavoro produttivi su larga scala continua quindi a poggiare sui fornitori statunitensi affermati. Tuttavia, le nuove decisioni d’acquisto — soprattutto nelle imprese di medie dimensioni e nei team con budget limitati — sembrano orientarsi sempre più verso l’alternativa meno costosa .
Il risparmio sui token non esaurisce il costo dell’operazione. Utilizzando l’API di DeepSeek, le imprese statunitensi inviano i propri dati a un servizio ospitato in Cina. Alcuni analisti della sicurezza hanno avvertito che le informazioni inserite dai dipendenti possono rappresentare il vero prezzo da pagare, anche quando la tariffa per l’elaborazione è molto più bassa .
Per i responsabili della conformità, questo apre interrogativi complessi: quali dati possono essere trasmessi a un endpoint di elaborazione situato in Cina? Come si concilia il servizio con il GDPR, con le regole di localizzazione dei dati specifiche di alcuni settori e con le policy aziendali di classificazione delle informazioni?
I dati sulla spesa suggeriscono che, per molte imprese, il vantaggio economico supera il rischio percepito. È anche possibile che chi utilizza le carte aziendali non abbia ancora valutato fino in fondo il percorso seguito dai dati. Senza un grave incidente di sicurezza o un intervento normativo, la tendenza potrebbe continuare.
La strategia di DeepSeek punta a conquistare volumi e a trasformare l’elaborazione dei modelli in una commodity. Il modello più piccolo V4 Flash è ancora più aggressivo sul prezzo e, per token, può costare da 10 a 25 volte meno di Claude Haiku di Anthropic .
Questo approccio comprime i margini del livello di inferenza e sposta il valore verso applicazioni specializzate, integrazione, affidabilità e garanzie di sicurezza. Per i compratori aziendali, la domanda non è più se DeepSeek offra il prezzo grezzo più basso: sotto questo profilo, il vantaggio è netto.
La questione è se il risparmio operativo giustifichi l’invio dei dati a un fornitore soggetto alle leggi cinesi in materia di dati. Secondo la classifica di Ramp, a giugno 2026 un numero crescente di aziende statunitensi ha deciso che la risposta è sì .