Qualcomm dovrebbe chiarire al suo Snapdragon Summit di Maui, in programma dal 22 al 24 settembre, la strategia per la prossima generazione di top di gamma Android: non un solo Snapdragon 8 Elite, bensì due. L'azienda ha anticipato l'arrivo di due nuovi prodotti della famiglia 8 Elite; le indiscrezioni li identificano come Snapdragon 8 Elite Gen 6 (SM8950) e un SM8975 più prestigioso, chiamato a seconda delle fonti Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro oppure Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. Nome definitivo e schede tecniche complete non erano stati confermati nelle anticipazioni pre-evento.
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Gen 6 standard contro Extreme/Pro: le differenze attese
Le indiscrezioni descrivono entrambi come chip TSMC di classe 2 nm, con CPU Oryon octa-core in configurazione 2+3+3. Non c'è però pieno accordo sul processo produttivo: alcune fonti indicano il nodo N2P per entrambi, altre N2 per il modello standard e N2P per quello premium. Sarà Qualcomm a doverlo confermare.
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Le differenze riportate con maggiore coerenza sono queste:
| Caratteristica riportata |
Snapdragon 8 Elite Gen 6 |
SM8975 Extreme/Pro di fascia alta |
| GPU |
Adreno 845 |
Adreno 850 |
| Memoria grafica (GMEM) |
12 MB |
18 MB |
| Memoria supportata |
LPDDR5X |
LPDDR6, con LPDDR5X citata da alcune fonti |
| Archiviazione |
UFS 5.0 riportato |
UFS 5.0 riportato |
| Configurazione CPU |
Oryon 2+3+3 riportata |
Oryon 2+3+3 riportata |
Sono specifiche da leak, non dichiarazioni ufficiali di Qualcomm. Il disegno generale, però, appare chiaro: SM8975 sarebbe pensato per dare agli smartphone più costosi maggiori risorse grafiche e memoria più veloce, non semplicemente qualche MHz in più alla CPU.
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Il dato dei 5 GHz va letto con cautela
Nei benchmark trapelati, l'SM8975 avrebbe due core principali a circa 5,01-5,11 GHz, tre core prestazionali attorno a 4,03 GHz e tre core efficienti a circa 3,74 GHz. Se la configurazione arrivasse invariata nei prodotti in commercio, sarebbe un obiettivo di frequenza di picco estremamente aggressivo per un SoC da smartphone.
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Una frequenza massima, però, non equivale alle prestazioni sostenute. La telemetria di un precedente test Geekbench avrebbe mostrato il campione in funzione per gran parte della prova attorno a 4,59-4,60 GHz, anziché al massimo di 5,01 GHz. Non dice come si comporterà un telefono commerciale, ma spiega perché il dato di targa non possa essere scambiato per una misura diretta della velocità nell'uso quotidiano.
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Geekbench contro Apple A20 Pro: risultati ancora contraddittori
Un primo risultato Geekbench 6.7 attribuito a un campione ingegneristico Extreme riportava 3.434 punti in single-core e 9.334 in multi-core. Rispetto ai punteggi trapelati di Apple A20 Pro — 4.725 in single-core e 12.575 in multi-core — Apple risulterebbe nettamente avanti in quel singolo confronto.
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Un successivo prototipo Extreme avrebbe invece ottenuto 4.327 punti in single-core e 12.873 in multi-core. A parità di riferimento con i numeri riportati per A20 Pro, resterebbe indietro nel single-core ma supererebbe di poco Apple nel multi-core.
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Il punto decisivo è proprio la distanza fra i due risultati. Nessuno dei due è un verdetto sul chip finale, tantomeno su uno smartphone in vendita. Dispositivi ingegneristici e di riferimento possono differire dai telefoni definitivi per firmware, configurazione della memoria, gestione dei processi del sistema operativo, tensioni, raffreddamento e limiti energetici. Un benchmark misura inoltre lo specifico dispositivo e le condizioni del test, non soltanto il silicio.
I 2 nm faranno salire i prezzi dei top di gamma?
Le fonti disponibili non offrono una stima affidabile di un eventuale rincaro per uno specifico smartphone, né Qualcomm o TSMC hanno quantificato un impatto sui prezzi al pubblico. Una gamma divisa in due fasce darebbe comunque ai produttori la possibilità di riservare la configurazione più ambiziosa — in particolare quella con LPDDR6 e GMEM più ampia — ai modelli ultra-premium. È un'inferenza sul posizionamento dei prodotti, non un piano di prezzi confermato.
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Per chi acquista, la domanda utile sarà quindi se un telefono Extreme/Pro offrirà miglioramenti concreti e sostenuti in giochi, fotografia computazionale e IA, non se dichiara il picco di clock più alto.
Perché il lancio conta anche oltre gli smartphone
I chip di punta del Summit sono la parte più visibile della più ampia diversificazione di Qualcomm. Secondo i dati riportati sui risultati finanziari, il business automotive dell'azienda ha raggiunto 1,588 miliardi di dollari nel terzo trimestre fiscale 2026, in crescita del 61% su base annua.
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Sul fronte data center, Qualcomm ha annunciato ufficialmente una collaborazione pluriennale con Amazon per silicio personalizzato destinato all'infrastruttura IA di AWS, inclusi lavori sull'inferenza IA e sulla connettività ottica fino a 1,6T.
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Questo non trasforma un chip per telefoni in un processore da data center. Inserisce però l'annuncio mobile nella strategia più ampia con cui Qualcomm intende vendere tecnologie di calcolo e IA su smartphone, veicoli e infrastrutture cloud.
I primi telefoni da tenere d'occhio
Il Motorola Signature 27 è l'annuncio di dispositivo più immediato: Motorola ha comunicato che presenterà dettagli sul telefono il 22 settembre e nei teaser si leggono le diciture “200MP”, “100x Super Zoom”, “Dolby Vision” e “LYTIA” sul modulo fotocamera. L'azienda ha anche confermato l'uso di un chip Qualcomm Snapdragon, ma non ha indicato pubblicamente quale variante dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 sarà adottata.
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Un primo benchmark dell'SM8975 è stato associato a un prototipo ingegneristico di iQOO 16: iQOO è quindi una candidata credibile a un'adozione iniziale, ma non si tratta ancora della conferma di un prodotto commerciale.
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Anche la serie Xiaomi 18, la serie iQOO 16 e un futuro top di gamma OnePlus sono apparsi nelle anticipazioni come possibili utilizzatori. Scelta esatta del chip, disponibilità per mercato e tempistiche di lancio restano da considerare non confermati finché non arriveranno gli annunci dei produttori.
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Cosa attendere da Qualcomm
Gli elementi più rilevanti del Summit saranno i nomi ufficiali, il nodo produttivo, il supporto a GPU e memoria, modem e connettività, le capacità IA e i primi dispositivi commerciali nominati. Per ora, le evidenze più solide sostengono l'arrivo di una famiglia flagship a due chip; non una graduatoria definitiva delle prestazioni né un elenco certo degli smartphone che riceveranno ciascuna versione.
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