Il dato è arrivato durante la 90ª e ultima conference call di Tim Cook come amministratore delegato. Il mercato, però, non si è fermato ai numeri record: dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Apple sono scese nel dopoborsa, mentre gli investitori valutavano quanto del miglioramento fosse destinato a ripetersi e quanto fosse legato a fattori straordinari .
I ricavi hanno superato la stima media degli analisti, pari a circa 108,86 miliardi di dollari. Anche l’utile per azione ha battuto il consenso di 1,89 dollari . L’utile netto trimestrale è stato di 29,8 miliardi di dollari .
La crescita è stata sostenuta soprattutto dall’hardware:
La base installata di dispositivi Apple attivi ha inoltre superato quota 2,5 miliardi . Tutte le aree geografiche in cui l’azienda opera hanno segnato un record di ricavi per il trimestre di giugno, India compresa .
Il margine lordo complessivo è stato del 50,1%. Una parte rilevante di questo risultato, tuttavia, deriva dall’impatto favorevole di circa due punti percentuali dei rimborsi sui dazi .
Secondo le stime riportate, i rimborsi hanno contribuito per circa 0,11 dollari all’utile per azione, equivalenti a un beneficio complessivo vicino ai 2,19 miliardi di dollari . Il direttore finanziario di Apple ha spiegato che, senza tale effetto, il margine lordo si sarebbe collocato intorno al punto centrale della forchetta prevista dalla società .
In altre parole, il trimestre resta molto solido, ma il vantaggio rispetto alle attese appare meno ampio se si esclude questa componente una tantum. I rimborsi risalgono a una sentenza della Corte Suprema statunitense di febbraio, che ha annullato il regime globale di dazi della Casa Bianca; secondo alcuni analisti, è improbabile che un beneficio di questa portata si ripeta .
La principale incognita per i prossimi mesi riguarda il costo e la disponibilità dei chip di memoria. La domanda legata all’intelligenza artificiale sta assorbendo componenti a ritmi elevati e aumentando la concorrenza tra produttori di dispositivi e aziende che costruiscono infrastrutture per l’IA.
Durante la call, Tim Cook ha descritto l’attuale scenario dei prezzi della memoria come una «piena che si verifica una volta ogni cento anni», sottolineando l’impatto sui costi di produzione di iPhone, Mac e iPad . Apple ha accumulato scorte per prepararsi a quelle che definisce «significative limitazioni dell’offerta» e a giugno ha aumentato i prezzi di alcuni prodotti per compensare il rincaro della memoria .
La società si aspetta che la situazione peggiori. La pressione non riguarda soltanto i costi: la disponibilità dei componenti sta mettendo alla prova la capacità di Apple di garantire forniture sufficienti proprio mentre la domanda di hardware legata all’IA continua a crescere .
Alle difficoltà industriali si è aggiunto un confronto politico sulla provenienza dei chip. Il 30 luglio, lo stesso giorno della pubblicazione dei risultati, alcuni senatori statunitensi hanno chiesto ad Apple di interrompere entro il 21 agosto gli acquisti di chip di memoria dai fornitori cinesi YMTC e CXMT .
La richiesta aumenta la pressione sulla catena di approvvigionamento di Apple e potrebbe favorire Micron, indicata come il principale fornitore nazionale statunitense di componenti di memoria . In seguito alla notizia, il titolo Apple ha perso lo 0,92%, chiudendo a 335,07 dollari .
Il calo nel dopoborsa, indicato in alcuni resoconti intorno al 6%, è arrivato nonostante il doppio superamento delle stime su ricavi e utile per azione. A pesare sono state soprattutto le prospettive più caute sulle vendite, in un contesto di carenze di componenti e aumento dei costi della memoria .
Per gli investitori, il quadro è quindi a due facce: la domanda per iPhone e Mac resta robusta, ma i margini futuri potrebbero subire la pressione combinata di:
Il risultato record dimostra la forza del business Apple, ma la reazione del mercato segnala che le aspettative per il prossimo trimestre contano più del bilancio appena chiuso.
La call del 30 luglio è stata anche un passaggio simbolico: la 90ª e ultima trimestrale di Tim Cook alla guida di Apple . Circa cinque settimane dopo, il 1° settembre 2026, Cook dovrebbe lasciare l’incarico a John Ternus, attuale vicepresidente senior dell’Hardware Engineering .
Cook lascia al successore un’azienda con una base di oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi e un trimestre da record, ma anche un ambiente molto più complesso rispetto al passato: tensioni commerciali, catene di fornitura sottoposte a pressioni geopolitiche e il più difficile scenario dei prezzi della memoria della storia recente del settore .