Microsoft ha riportato 76,4 miliardi di dollari di ricavi, con un aumento del 18% su base annua, pari al 17% a valuta costante. Il dato ha superato la stima LSEG di circa 73,81 miliardi di dollari.
L’utile diluito per azione è stato di 3,65 dollari, in crescita del 24% rispetto ai 2,95 dollari dell’anno precedente e sopra le previsioni degli analisti, comprese tra 3,35 e 3,37 dollari.
Anche gli altri principali indicatori hanno mostrato una crescita robusta: l’utile operativo è salito del 23% a 34,3 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è aumentato del 24% a 27,2 miliardi.
| Indicatore | Risultato | Stima degli analisti | Scostamento | Variazione annua |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 76,4 mld $ | 73,79–73,81 mld $ | +3,4% | +18% (+17% a valuta costante) |
| Utile diluito per azione | 3,65 $ | 3,35–3,37 $ | +0,28 $ | +24% |
| Utile operativo | 34,3 mld $ | — | — | +23% |
| Utile netto | 27,2 mld $ | — | — | +24% |
| Ricavi Microsoft Cloud | 46,7 mld $ | — | — | +27% |
| Ricavi Intelligent Cloud | 29,9 mld $ | — | — | +26% |
Fonti:
La performance più osservata è stata quella di Azure, la piattaforma cloud di Microsoft. I ricavi del servizio sono cresciuti del 39% a valuta costante, accelerando rispetto al 34% del trimestre precedente e superando le attese, che si collocavano in una fascia compresa tra il 37% e il 38%.
I servizi Azure basati sull’intelligenza artificiale hanno contribuito per circa 13 punti percentuali alla crescita complessiva. È un segnale importante: l’AI non appare più soltanto come una voce di costo o una promessa futura, ma come un elemento già rilevante per i ricavi del cloud.
Per l’intero esercizio fiscale 2025, Azure ha superato per la prima volta i 75 miliardi di dollari di ricavi annuali, mentre Microsoft Cloud ha oltrepassato quota 168 miliardi.
Anche le attività legate alla produttività hanno mantenuto un buon ritmo. Il segmento Productivity & Business Processes ha generato circa 21,1 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 13%; i ricavi cloud commerciali di Microsoft 365 sono cresciuti del 15% e il numero di licenze commerciali del 6%. Anche Dynamics 365 ha registrato una performance positiva.
Il comparto More Personal Computing è invece risultato il più lento, ma il margine operativo complessivo dell’azienda ha raggiunto il 45%, due punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.
Per il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2026, la direttrice finanziaria Amy Hood ha indicato una previsione di ricavi compresa tra 74,7 e 75,8 miliardi di dollari. Per Azure, Microsoft si attende una crescita del 37% a valuta costante, superiore alla stima StreetAccount del 33,7%.
Il punto medio della guidance, circa 75,25 miliardi di dollari, è leggermente inferiore al risultato del quarto trimestre e ad alcune previsioni del mercato. Il messaggio complessivo, tuttavia, resta quello di una domanda cloud ancora solida e di una crescita sostenuta.
Il bilancio trimestrale ha dato agli ottimisti un argomento concreto: gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno contribuendo alla crescita di Azure. Ma proprio la dimensione di questi investimenti sta spostando l’attenzione degli investitori dal conto economico alla sostenibilità del progetto.
La traiettoria delle spese in conto capitale di Microsoft è stata particolarmente rapida:
La pressione sulla spesa ha già avuto ripercussioni sul titolo. Nel gennaio 2026 le azioni Microsoft sono scese di oltre il 6% nelle contrattazioni after-hours, dopo che la crescita del cloud aveva mostrato segnali di rallentamento nonostante gli investimenti record nell’AI.
Ad aprile 2026 il titolo ha perso quasi il 5% anche dopo risultati trimestrali superiori alle stime, con gli investitori concentrati sulla previsione di 190 miliardi di dollari di capex. A marzo 2026 le azioni erano scambiate intorno ai 374 dollari, circa il 21% in meno dall’inizio dell’anno rispetto ai massimi di fine 2025.
Il giudizio degli analisti è prudente, ma non uniforme. UBS ha mantenuto una raccomandazione Buy, prevedendo una maggiore spesa in conto capitale insieme a una domanda cloud stabile.
Altri osservatori hanno invece descritto per Microsoft una fase di “digestione della valutazione”: il mercato deve capire se la velocità con cui l’AI viene monetizzata sia sufficiente a compensare il costo di GPU, processori, data center e capacità cloud.
A favore di Microsoft c’è un portafoglio ordini molto consistente. Gli obblighi di performance commerciali rimanenti — il valore dei contratti già sottoscritti che dovrebbe trasformarsi in ricavi futuri — hanno raggiunto circa 625 miliardi di dollari nel secondo trimestre fiscale 2026. Circa il 45% sarebbe legato a OpenAI.
Questo arretrato contrattuale indica una domanda già impegnata, ma non risolve la questione centrale per gli azionisti: quando e con quali margini gli investimenti si tradurranno in ricavi duraturi?
Il Q4 FY2025 è stato una vittoria chiara per Microsoft. Ricavi, utili e margini hanno superato le aspettative, Azure ha accelerato al 39% e i servizi AI hanno dimostrato di poter alimentare concretamente la crescita del cloud.
La prospettiva cambia, però, quando si guarda al capitale necessario per sostenere questa espansione. La cifra di circa 120 miliardi di dollari inizialmente associata alla spesa AI del 2026 è stata superata dalle indicazioni successive, fino ad arrivare a una previsione di circa 190 miliardi di dollari.
Per questo ogni nuova trimestrale Microsoft è diventata anche un referendum sulla corsa all’AI: si tratta di un investimento capace di generare rendimenti proporzionati oppure di una scommessa su una capacità infrastrutturale che potrebbe rimanere inutilizzata? Finché Microsoft non offrirà prove più nette sui ritorni e sui margini, il mercato resterà nella fase del “prima fammi vedere i risultati”.
Articolo aggiornato per includere i successivi risultati dell’esercizio fiscale 2026 e le indicazioni sul capex disponibili fino a luglio 2026.