L’81% dei genitori intervistati a Singapore ha indicato l’esposizione a contenuti inappropriati come la principale preoccupazione legata ai social. Il gruppo di discussione del 25 luglio 2026, organizzato da MDDI e The Straits Times, era dedicato all’accesso dei minori di 13 anni e alle protezioni per gli utenti fin...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What were the key concerns about children’s social-media use in Singapore, and how did the Ministry of Digital Development and Information a. Article summary: Singapore’s central concern was that children face harmful or developmentally unsuitable online experiences while many parents feel under-equipped to manage them. The proposed response was not simply a blanket ban: MDDI . Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fa
La discussione di Singapore sulla sicurezza dei minori sui social nasce da due problemi strettamente collegati: i giovani possono imbattersi in contenuti o esperienze inadatti alla loro età, mentre molti genitori non si sentono abbastanza preparati per gestire questi rischi. La direzione proposta dal Ministero dello Sviluppo Digitale e dell’Informazione (MDDI) non si basa su un’unica misura, ma su un modello a più livelli: accesso graduato in base all’età, piattaforme progettate in modo più sicuro, regole più solide e maggiore sostegno alle famiglie.
Il Digital Parenting Survey condotto dal MDDI nel febbraio 2025 ha coinvolto 1.986 genitori residenti a Singapore con figli tra i 2 e i 17 anni. La preoccupazione più citata era l’esposizione a contenuti inappropriati, indicata dall’81% degli intervistati. Seguivano il contatto con sconosciuti (57%), il cyberbullismo (54%) e la dipendenza o l’uso eccessivo dello schermo (51%).
Tra gli altri timori figuravano la disinformazione (40%), i contenuti offensivi sul piano razziale o religioso (33%), gli effetti sul benessere fisico (31%) e la privacy (30%).
Il sondaggio ha inoltre evidenziato un divario di fiducia tra le mura domestiche: soltanto il 37% dei genitori ha dichiarato di sentirsi sicuro nel guidare le abitudini digitali dei propri figli. Chi si sentiva meno preparato ha citato la mancanza di tempo, la resistenza dei bambini alle regole o la loro capacità di aggirare i controlli, oltre alla scarsa conoscenza degli strumenti di monitoraggio. Più della metà degli intervistati ha detto di volere un maggiore sostegno da parte del Governo.
Un caso raccontato da The Straits Times ha riassunto alcune ansie legate all’uso eccessivo, al confronto sociale e all’immagine di sé: una madre ha riferito che, quando avevano meno di 12 anni, le sue figlie trascorrevano circa quattro ore al giorno sui social.
MDDI e The Straits Times avevano programmato per il 25 luglio 2026, dalle 8:45 alle 13:00, un incontro con i genitori presso il NTUC Centre, al numero 1 di Marina Boulevard. L’obiettivo era raccogliere opinioni sulle proposte del Governo per la sicurezza dei minori e aumentare la consapevolezza su cosa dovrebbe offrire un ambiente digitale davvero sicuro per i bambini.
Le domande al centro del confronto erano concrete e legate alle diverse fasce d’età:
Il panel annunciato comprendeva Josephine Teo, ministra per lo Sviluppo Digitale e l’Informazione; Rahayu Mahzam, ministra di Stato; il dottor Lim Choon Guan, responsabile del Dipartimento di Psichiatria dello Sviluppo dell’Institute of Mental Health; e James Tan, amministratore delegato di TOUCH Community Services. A moderare l’incontro sarebbe stata Karamjit Kaur, associate editor di The Straits Times.
L’iniziativa rientrava in un più ampio ciclo di gruppi di discussione con genitori e giovani organizzato dal MDDI nei mesi di giugno e luglio. Gli incontri, co-organizzati con partner della comunità, servivano sia a raccogliere contributi sia a promuovere un approccio condiviso alla sicurezza dei minori online.
Il MDDI ha presentato l’accesso graduato, o basato sull’età, come un possibile modo per riconoscere che le esigenze dei bambini cambiano con la crescita. La ministra Teo ha affermato che, al di sotto di una determinata età, impedire del tutto l’accesso potrebbe essere la soluzione migliore. Per i ragazzi più grandi, invece, potrebbero servire protezioni progressive e differenziate, anziché un’esclusione automatica da ogni servizio.
La proposta sposta parte della responsabilità anche sulle piattaforme. Secondo il MDDI, un ambiente digitale più sicuro dovrebbe intervenire su tre aspetti: i contenuti che i minori possono vedere, le persone con cui possono interagire e il tempo che possono trascorrere sui servizi. Dopo il forum, il Governo ha precisato che il blocco dell’accesso non era l’esito preferito, ma avrebbe potuto essere preso in considerazione per le piattaforme incapaci di offrire le necessarie garanzie.
Per le famiglie, la distinzione è importante: il progetto non consiste semplicemente nello stabilire un’età oltre la quale l’accesso si attiva automaticamente. Solleva anche questioni relative alla verifica dell’età, alla progettazione dei prodotti, alla moderazione, ai controlli sulle interazioni e alla possibilità di adattare l’esperienza degli utenti più giovani.
Le consultazioni si sono svolte mentre il quadro normativo del Paese continuava ad ampliarsi.
Il Code of Practice for Online Safety – Social Media Services, introdotto nel 2023, impone ai servizi social qualificati di adottare sistemi e procedure per ridurre l’accesso degli utenti — in particolare dei minori — a contenuti dannosi.
Il codice per i servizi di distribuzione delle app, introdotto nel marzo 2025, richiede agli app store qualificati di limitare l’esposizione a contenuti dannosi e di utilizzare strumenti di verifica dell’età per impedire agli utenti sotto i 18 anni di accedere ad applicazioni non adatte alla loro fascia d’età.
La Online Safety Commission ha iniziato a operare nel giugno 2026. Offre alle vittime di danni online un canale per chiedere un intervento tempestivo; genitori e tutori possono presentare segnalazioni per conto dei minori di 18 anni.
Nel loro insieme, queste misure spostano una parte del peso dalle singole famiglie verso i servizi che progettano, distribuiscono e gestiscono i prodotti digitali. Non eliminano la necessità della guida dei genitori, ma mirano a renderla più efficace e concretamente sostenibile.
Il 17 luglio, MDDI e Institute of Policy Studies hanno organizzato il forum MDDI–IPS Fostering Child-Safe Digital Environments on Social Media. L’incontro ha riunito autorità di regolamentazione internazionali, partner della comunità e dell’industria, accademici e altri esperti. Il confronto ha esaminato i compromessi tra limiti minimi di età, progettazione più sicura delle piattaforme, alfabetizzazione digitale e responsabilità di genitori, aziende e decisori pubblici.
Il MDDI ha coinvolto anche i giovani. Una sessione del 4 luglio ha riunito circa 75 partecipanti tra i 13 e i 35 anni, chiamati a discutere se l’accesso graduato potesse rendere i social più sicuri e quali livelli di accesso fossero appropriati per le diverse fasce d’età.
Inoltre, fino alla fine di luglio, i genitori di bambini e ragazzi tra 0 e 17 anni potevano partecipare tramite Singpass al sondaggio pubblico Keeping Children Safe Online su CrowdTask. L’indagine raccoglieva opinioni sui possibili miglioramenti delle misure di sicurezza online. Il MDDI ha spiegato che i risultati del percorso di consultazione sarebbero serviti a perfezionare l’approccio del Governo e a individuare lacune nella consapevolezza del pubblico e nelle aspettative delle famiglie.
L’approccio di Singapore si sta delineando come un modello di responsabilità condivisa: i genitori accompagnano i figli, le piattaforme costruiscono servizi più sicuri, gli esperti valutano i rischi sul piano dello sviluppo e della salute mentale, mentre il Governo stabilisce tutele di base e strumenti per chiedere rimedi.
Resta da trovare l’equilibrio tra una protezione concreta e la realtà quotidiana: per molti giovani i social fanno già parte della vita sociale. Per questo le consultazioni si sono concentrate meno sulla domanda astratta se i bambini debbano stare online e più su ciò che dovrebbero poter vedere, fare e sperimentare a ogni età — e sulle protezioni che dovrebbero essere integrate direttamente nei servizi.
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L’81% dei genitori intervistati a Singapore ha indicato l’esposizione a contenuti inappropriati come la principale preoccupazione legata ai social.
L’81% dei genitori intervistati a Singapore ha indicato l’esposizione a contenuti inappropriati come la principale preoccupazione legata ai social. Il gruppo di discussione del 25 luglio 2026, organizzato da MDDI e The Straits Times, era dedicato all’accesso dei minori di 13 anni e alle protezioni per gli utenti fino a 18 anni.
Il percorso comprendeva anche il forum MDDI–IPS del 17 luglio, incontri con giovani e genitori e un sondaggio pubblico su Singpass rivolto ai genitori di bambini e ragazzi da 0 a 17 anni.