Il successo interrompe il dominio recente della Ferrari e vale a Toyota la sesta vittoria assoluta a Le Mans, oltre al ritorno sul gradino più alto del podio per la prima volta dal 2022 .
| Posizione | Numero | Team | Piloti | Vettura | Distacco dal vincitore |
|---|---|---|---|---|---|
| 1ª | 7 | Toyota Racing | Mike Conway, Kamui Kobayashi, Nyck de Vries | Toyota TR010 Hybrid | — |
| 2ª | 20 | BMW M Team WRT | Robin Frijns, René Rast, Sheldon van der Linde | BMW M Hybrid V8 | +10,9 secondi |
| 3ª | 8 | Toyota Racing | Sébastien Buemi, Brendon Hartley, Ryō Hirakawa | Toyota TR010 Hybrid | +20,4 secondi |
| 4ª | 12 | Cadillac Hertz Team JOTA | Louis Delétraz, Will Stevens, Norman Nato | Cadillac V-Series.R | +32,4 secondi |
| 5ª | 51 | Ferrari AF Corse | Alessandro Pier Guidi, James Calado, Antonio Giovinazzi | Ferrari 499P | — |
Il margine finale è stato il più ridotto dal 2011: un risultato che premia la gestione della strategia, dei pit stop e del traffico da parte del costruttore giapponese.
Per gran parte delle 24 ore, la leadership è passata di mano tra Toyota, BMW e Cadillac. Inizialmente la Toyota numero 8 sembrava la principale candidata della squadra giapponese, ma una modifica al fissaggio del tamburo del freno, effettuata nelle ore del mattino, le ha fatto perdere tempo prezioso . La vettura gemella numero 7 ha così potuto portarsi davanti.
La sfida è rimasta aperta fino alle battute conclusive. La numero 7 è salita stabilmente in testa durante la 22ª ora, anche se il cambio di posizioni tra le due Toyota ha creato qualche tensione interna: secondo i resoconti, la numero 8 non avrebbe seguito immediatamente le indicazioni del team .
Per l’ultimo stint è salito in macchina Kobayashi, chiamato a difendere il primato dagli attacchi della BMW numero 20, con Robin Frijns alla guida nella fase finale. Il pilota giapponese ha gestito la pressione senza sbavature, portando la Toyota al traguardo con poco più di dieci secondi di vantaggio .
Uno degli aspetti più notevoli dell’edizione 2026 è stato il lungo periodo di gara a bandiera verde. La prima e unica Safety Car è entrata in pista soltanto dopo quasi otto ore, poco prima di mezzanotte, in seguito a un incidente che ha coinvolto la Ferrari numero 54 Vista AF Corse e la Ford Mustang numero 88 di Proton Competition alle Forest Esses .
La neutralizzazione ha ricompattato un gruppo di 14 vetture a pieni giri, azzerando parte dei distacchi costruiti con ritmo, risparmio di carburante e strategie diverse. Da quel momento, la corsa ha assunto ancora di più i contorni di una partita a scacchi ad alta velocità .
Ferrari arrivava a Le Mans da vincitrice delle tre edizioni precedenti: nel 2023, nel 2024 e nel 2025 . Nel 2026, però, il marchio italiano non è riuscito a entrare nella lotta per il podio.
La Ferrari 499P numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi è stata la migliore vettura del Cavallino, ma ha chiuso soltanto quinta. La Ferrari ufficiale numero 50, affidata ad Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, si è ritirata senza concludere la gara .
Anche la Ferrari gialla numero 83 di AF Corse, vincitrice dell’edizione precedente, è rimasta lontana dalle posizioni di vertice e ha terminato settima .
BMW è stata una delle grandi protagoniste della gara. Il costruttore bavarese aveva conquistato la pole position con la numero 15 e ha mostrato per tutto il fine settimana di poter competere ai massimi livelli dell’endurance . La vettura partita davanti, tuttavia, si è ritirata nelle fasi finali per problemi meccanici .
A raccogliere il testimone è stata la numero 20, impegnata in un duello praticamente continuo con Toyota. Il secondo posto le ha impedito di diventare la prima Hypercar con specifiche LMDh a vincere la 24 Ore di Le Mans, ma ha confermato il ritorno di BMW nella sfida per il vertice .
Anche Cadillac Hertz Team JOTA è rimasta nel gruppo di testa per gran parte della corsa. La Cadillac V-Series.R numero 12 di Louis Delétraz, Will Stevens e Norman Nato ha chiuso quarta, a 32,4 secondi dalla Toyota vincitrice .
Il risultato conferma quanto sia stata equilibrata la gara: tre costruttori diversi hanno lottato per la vittoria e, dopo 24 ore, le prime quattro vetture sono state separate da poco più di mezzo minuto.
Per Kobayashi e Conway si tratta della seconda vittoria alla 24 Ore di Le Mans, dopo il successo conquistato insieme nel 2021 . Per Nyck de Vries, ex pilota di Formula 1, è invece il primo trionfo nella più famosa gara di durata del mondo .
La Toyota numero 7 ha così trasformato una gara rimasta incerta per quasi un giorno intero in un successo costruito sul sangue freddo: 381 giri, una strategia impeccabile e appena 10,9 secondi a separarla dalla BMW al traguardo .