Per confrontare correttamente i due asset, Pal parte dal minimo del ciclo di liquidità del 2022, raggiunto nel periodo di massima paura seguito dal fallimento di FTX. Nel novembre di quell’anno Bitcoin era sceso fino a circa 15.700 dollari .
Da quel minimo assoluto, secondo i dati citati da Pal in un post su X del 3 giugno, Bitcoin è aumentato di circa 4,1-4,3 volte, pari a un guadagno di circa 318% . Nello stesso intervallo, il Nasdaq 100 — indice fortemente esposto proprio ai grandi nomi tecnologici e all’intelligenza artificiale — è salito di circa 2,9 volte, cioè del 187% circa .
La conclusione di Pal mette quindi in discussione la cosiddetta «grande rotazione» dai criptoasset ai titoli legati a chip e IA: se il denaro fosse davvero fuggito in massa da Bitcoin verso la tecnologia, sostiene, la differenza nei rendimenti avrebbe dovuto essere opposta .
Per chi ha visto Bitcoin scendere da un massimo storico vicino a 126.000 dollari alla fascia dei 60.000, il colpo è stato tutt’altro che teorico. Pal, tuttavia, rifiuta di definire questa dinamica un nuovo mercato orso.
«È una brutta correzione in un mercato rialzista», ha dichiarato in un’intervista video dedicata all’andamento dei prezzi . La distinzione è importante: un mercato orso implica una tendenza ribassista strutturale e prolungata; una correzione all’interno di un ciclo rialzista può invece essere molto violenta senza rappresentare necessariamente la fine del trend.
L’investitore attribuisce la pressione soprattutto alla «bolla d’aria» della liquidità statunitense, collegata alla gestione della liquidità del Tesoro e alle dinamiche del debito pubblico. In questo scenario, gli asset più sensibili alla propensione al rischio — tra cui Bitcoin — sarebbero stati colpiti per primi e con maggiore intensità .
Pal ha inoltre sostenuto che il rally dell’oro abbia «risucchiato tutta la liquidità marginale» disponibile, lasciando temporaneamente meno capitale da destinare a Bitcoin .
Il quadro macroeconomico di Pal poggia su un’idea centrale: nel lungo periodo, il prezzo di Bitcoin dipenderebbe soprattutto dalle condizioni di liquidità globale, più che dal sentiment di breve termine, dai flussi degli investitori retail o dal tradizionale ciclo quadriennale del cosiddetto halving .
Tra gli indicatori più importanti cita la massa monetaria globale M2, la forza del dollaro statunitense e le decisioni delle banche centrali sui tassi d’interesse . Secondo il suo modello, la stagnazione e la correzione del 2025-2026 sarebbero coerenti con una forte sottrazione di liquidità dal sistema.
Pal fa risalire una parte di questo drenaggio al luglio 2025, quando il Tesoro statunitense avrebbe iniziato a ricostituire il proprio conto generale, ritirando circa 700 miliardi di dollari dal sistema .
In base ai suoi modelli, Bitcoin si troverebbe così a uno «sconto profondo» rispetto al valore coerente con condizioni di liquidità normali. La stima indicata è di circa 160.000 dollari, un livello che implicherebbe un forte divario rispetto alle quotazioni osservate nell’analisi . Per Pal, questa distanza sarebbe una distorsione temporanea, destinata a ridursi rapidamente se la massa monetaria globale dovesse tornare a espandersi.
Pal non si limita a difendere Bitcoin dalle critiche attuali. Da tempo parla della possibile «banana zone», un’espressione informale con cui descrive una fase di rialzo esplosivo e quasi parabolico, attesa nel momento in cui il vento contrario della liquidità dovesse invertirsi .
Il meccanismo, nella sua lettura, è semplice: quando la liquidità in dollari tornerà a crescere, il divario tra il prezzo di Bitcoin e il valore stimato dai modelli di liquidità potrebbe chiudersi rapidamente. Non si tratterebbe necessariamente di una salita graduale, ma di una possibile rivalutazione improvvisa, con un primo obiettivo di fair value vicino a 160.000 dollari .
Si tratta, va ricordato, di una previsione condizionata alle future condizioni di liquidità e non di una garanzia sul prezzo.
Quando Pal ha pubblicato la sua analisi, Bitcoin scambiava nella fascia bassa dei 62.000 dollari . Il quadro di breve periodo offriva diversi elementi capaci di alimentare la tesi secondo cui il settore fosse ormai in declino:
Nonostante questo quadro difficile, Pal è rimasto ottimista. La sua tesi è che il drenaggio di liquidità sia temporaneo e vicino alla conclusione. Se i flussi monetari dovessero tornare a sostenere gli asset rischiosi, le condizioni potrebbero — nella sua interpretazione — preparare una nuova fase di rialzo per Bitcoin e per il mercato crypto più ampio .