Teheran ha avvertito i Paesi vicini che partecipare alla campagna economica statunitense li trasformerebbe in nemici e potrebbe esporre i loro interessi e le rotte petrolifere a ritorsioni. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha definito le sanzioni secondarie statunitensi un’illegittima pretesa...
Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What warning did Iran issue to neighboring countries that support the Trump administration’s planned “most crushing” US economic-pressure ca. Article summary: Iran warned neighboring states not to join Washington’s economic campaign: those that did would be treated as enemies, and Tehran said it would target their interests—including oil exports. [2][7] ## Rezaei’s escalation . Topic tags: general, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clic
L’Iran ha lanciato un avvertimento diretto ai Paesi che circondano il Golfo Persico: chi aderirà alla campagna di pressione economica promossa da Washington sarà considerato un nemico e potrebbe vedere colpiti i propri interessi, comprese le infrastrutture e le rotte utilizzate per esportare petrolio. 27
La minaccia è stata formulata da Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, in un’intervista alla televisione di Stato. Rezaei ha detto che, se i Paesi vicini si uniranno a quella che Teheran definisce la “guerra economica” degli Stati Uniti, dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz potrebbe non uscire più petrolio. Ha aggiunto che anche le vie alternative sviluppate per aggirare lo stretto potrebbero diventare obiettivi. 19
Rezaei ha descritto l’approccio regionale iraniano come una sequenza in tre passaggi, presentata come un’escalation graduale:
Il dirigente iraniano ha affermato che Teheran non vuole ampliare il conflitto. La sua dichiarazione, tuttavia, combina un’offerta iniziale di de-escalation con la promessa di una risposta più dura se i governi regionali dovessero sostenere le restrizioni statunitensi. 39
Si tratta di una minaccia politica e strategica, non della prova che ogni possibile ritorsione sia già stata ordinata. L’obiettivo immediato appare essere quello di dissuadere i Paesi del Golfo dal collaborare all’applicazione delle misure americane. 23
Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e rappresenta uno dei principali passaggi marittimi mondiali per le esportazioni energetiche. Per questo la dichiarazione iraniana va oltre il terreno finanziario delle sanzioni: mette in discussione anche la libertà di navigazione e la sicurezza dei flussi petroliferi.
Rezaei ha ribadito che lo stretto resta chiuso e ha avvertito che i Paesi che sosterranno Washington potrebbero subire interruzioni non soltanto a Hormuz, ma anche lungo gli itinerari alternativi utilizzati per portare il petrolio fuori dal Golfo. 19
Queste alternative, però, non sembrano in grado di sostituire completamente lo stretto. Secondo un’analisi citata da Al Jazeera, tre possibili oleodotti potrebbero trasportare complessivamente circa 9 milioni di barili al giorno, contro i circa 20 milioni di barili al giorno che transiterebbero normalmente da Hormuz. 14
Il confronto aveva già ridotto drasticamente il traffico marittimo. In una delle giornate riportate dalle fonti, attraverso lo stretto sono passate soltanto quattro navi commerciali; non risultavano invece transitate grandi petroliere per il greggio né navi per il gas naturale liquefatto. 19
La risposta di Teheran si è concentrata anche sulle cosiddette sanzioni secondarie: misure con cui gli Stati Uniti cercano di colpire banche, aziende o altri soggetti di Paesi terzi che continuano a commerciare con l’Iran.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha definito la politica americana un’“affermazione di sovranità extraterritoriale” sugli Stati indipendenti membri delle Nazioni Unite. Secondo Baghaei, Washington non avrebbe il diritto di costringere banche, imprese o aeroporti stranieri ad abbandonare scambi commerciali legittimi con l’Iran. 1726
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha respinto a sua volta la strategia delle sanzioni, sostenendo che sia destinata a fallire e che rappresenti una nuova versione di una politica di pressione già sperimentata. 1
Con queste dichiarazioni, Teheran ha cercato di presentare la disputa non come un semplice confronto bilaterale sulle sanzioni, ma come una questione di sovranità nazionale. La tesi iraniana è che gli Stati Uniti stiano tentando di imporre ad altri governi la propria linea commerciale e politica nei confronti dell’Iran. 38
Gli avvertimenti sono arrivati mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran risultavano bloccati, dopo l’inizio della guerra il 28 febbraio, e la crisi si era estesa al traffico marittimo regionale. La chiusura dello Stretto di Hormuz aveva contribuito a comprimere ulteriormente i passaggi commerciali. 169
Washington, intanto, stava spingendo gli altri governi a scegliere se adeguarsi alla campagna americana. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha sintetizzato questa impostazione con l’ultimatum: “O siete con noi o siete contro di noi”. 1
Teheran interpreta la pressione economica statunitense come un tentativo di isolare il Paese, spezzare la coesione interna e alimentare disordini parallelamente alla pressione militare. Si tratta della lettura dichiarata dalle autorità iraniane sugli obiettivi di Washington, non di un fatto dimostrato autonomamente dalle fonti. 9
Il messaggio ai vicini dell’Iran è quindi duplice: prima vengono negoziato e persuasione diplomatica, ma l’adesione alla campagna americana potrebbe portare alla riclassificazione di quei governi come “nemici” e a ritorsioni contro i loro interessi e le loro infrastrutture energetiche.
Studio Global AI
This page includes a source-backed answer you can continue inside Studio Global.
Teheran ha avvertito i Paesi vicini che partecipare alla campagna economica statunitense li trasformerebbe in nemici e potrebbe esporre i loro interessi e le rotte petrolifere a ritorsioni.
Teheran ha avvertito i Paesi vicini che partecipare alla campagna economica statunitense li trasformerebbe in nemici e potrebbe esporre i loro interessi e le rotte petrolifere a ritorsioni. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha definito le sanzioni secondarie statunitensi un’illegittima pretesa di sovranità extraterritoriale.
La minaccia arriva mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran sono bloccati e il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz è drasticamente diminuito.