Il sistema utilizza gli Agentic Token, un’evoluzione della tokenizzazione già impiegata da Mastercard. Invece di consegnare all’agente AI un numero di carta riutilizzabile, il token può collegare la credenziale di pagamento allo specifico agente, all’ambito del commerciante e alle regole di consenso applicabili alla transazione.
La differenza è sostanziale. Una normale credenziale della carta risponde soprattutto alla domanda: «Quale conto deve essere addebitato?». Una credenziale agentica deve contribuire a chiarire anche:
Per questo il modello di Mastercard tratta registrazione, verifica, gestione dei permessi e tracciabilità dell’agente come funzioni centrali del pagamento, non come accessori.
Nel giugno 2026 Mastercard ha presentato Agent Pay for Machines, o AP4M. Il servizio si basa su Agent Pay, ma punta a un caso d’uso diverso: agenti autonomi e sistemi connessi che effettuano pagamenti frequenti, rapidi e di piccolo importo senza chiedere a una persona di approvare ogni singola operazione.
Un agente AI potrebbe, per esempio, acquistare all’occorrenza l’accesso a dati, API o capacità di calcolo. Invece di sottoscrivere un abbonamento ampio o fermarsi a una procedura di checkout manuale, potrebbe pagare le risorse in modo incrementale, alla velocità delle macchine. I materiali di lancio indicano il supporto a carte, conti bancari e stablecoin, anche per transazioni del valore di frazioni di centesimo.
Gli elementi chiave di AP4M non sono soltanto autorizzazioni più rapide. Comprendono:
La proposta di Mastercard è offrire un livello di rete comune per queste funzioni, evitando che ogni piattaforma AI, commerciante o fornitore di infrastrutture debba creare un sistema chiuso e incompatibile con gli altri.
AP4M è stato lanciato con oltre 30 partecipanti e sostenitori provenienti dai pagamenti, dalle infrastrutture crypto, dai servizi cloud e dalle reti blockchain. Tra i nomi indicati figurano Stripe, Coinbase, Ripple, la Solana Foundation, Polygon e Cloudflare.
La composizione dell’ecosistema riflette la complessità del problema. Il commercio tra macchine richiede infatti:
Più operatori adottano le stesse convenzioni di fiducia e pagamento, minore è il rischio che il mercato si divida in economie di agenti incompatibili tra loro. Il numero di partner al lancio, però, non equivale ancora alla prova di volumi di transazioni elevati: AP4M resta un’infrastruttura agli inizi, il cui impatto commerciale dipenderà dall’adozione effettiva e dall’interoperabilità.
L’argomento di Miebach sulle stablecoin è più circoscritto rispetto all’idea che le criptovalute possano sostituire le valute nazionali. Il CEO ha descritto le stablecoin denominate in dollari come potenzialmente utili ai fornitori che operano in economie ad alta inflazione e nei corridoi internazionali in cui il cambio tra valute può essere lento o imprevedibile. Il dollaro può essere rappresentato da una stablecoin da un lato della transazione e riconvertito in valuta fiat dall’altro.
In questa prospettiva, le stablecoin sono complementari alla strategia più ampia di Mastercard. Offrono un altro modo per trasferire e regolare il valore, mentre Mastercard fornisce identità, controlli, connessione alla rete e accettazione. Le stablecoin potrebbero quindi ampliare l’accesso ai pagamenti basati sul dollaro, invece di sostituire il dollaro stesso.
Mastercard partecipa inoltre all’iniziativa Open Standard, dedicata alle stablecoin, insieme ad altri grandi operatori dei pagamenti, del settore bancario, della tecnologia e delle criptovalute. Secondo Reuters, il consorzio riunisce oltre 140 aziende e prevede l’emissione di una stablecoin ancorata al dollaro statunitense, chiamata Open USD, con lancio atteso più avanti nel 2026.
Per Mastercard, il significato è strategico: l’azienda non sta legando il proprio futuro a un solo strumento di pagamento. Si sta preparando a un mercato in cui credenziali delle carte, conti bancari e token digitali garantiti dal dollaro potrebbero essere utilizzati dallo stesso agente software, a seconda di costi, velocità, area geografica e regole della transazione.
Le iniziative sull’intelligenza artificiale e sulle stablecoin vengono sviluppate insieme all’attività tradizionale di Mastercard, non al suo posto. Nel secondo trimestre del 2026 la società ha riportato 9,3 miliardi di dollari di ricavi e un utile rettificato per azione di 5,04 dollari; secondo la copertura dei risultati, entrambe le cifre hanno superato le attese degli analisti. A sostenere il trimestre sono stati la maggiore spesa dei consumatori, i volumi transfrontalieri e la crescita dei servizi a valore aggiunto.
Il contesto è rilevante. Mastercard tratta il commercio agentico come un’opportunità di crescita di lungo periodo, mentre il circuito esistente continua a generare le risorse necessarie agli investimenti. AP4M, quindi, non deve per ora sostituire un modello di business in difficoltà.
La roadmap è coerente dal punto di vista tecnico, ma il suo successo non è garantito. Le difficoltà principali sono commerciali e istituzionali:
La scommessa di Mastercard è che identità verificabile e autorizzazione programmabile diventino per il commercio agentico importanti quanto l’accettazione delle carte lo è stata per il commercio umano. Agent Pay affronta il primo problema: un assistente AI che acquista per conto di una persona. AP4M punta al passaggio successivo: sistemi autonomi che acquistano continuamente risorse gli uni dagli altri.
Per ora, la conclusione più prudente non è che le macchine abbiano già sostituito carte o dollari. È che Mastercard sta cercando di rendere la propria rete utilizzabile dai sistemi automatici, mantenendo verifica, gestione dei permessi, tokenizzazione e regolamento al centro della transazione.
Il sistema utilizza gli Agentic Token, un’evoluzione della tokenizzazione già impiegata da Mastercard. Invece di consegnare all’agente AI un numero di carta riutilizzabile, il token può collegare la credenziale di pagamento allo specifico agente, all’ambito del commerciante e alle regole di consenso applicabili alla transazione.
La differenza è sostanziale. Una normale credenziale della carta risponde soprattutto alla domanda: «Quale conto deve essere addebitato?». Una credenziale agentica deve contribuire a chiarire anche:
Per questo il modello di Mastercard tratta registrazione, verifica, gestione dei permessi e tracciabilità dell’agente come funzioni centrali del pagamento, non come accessori.
Nel giugno 2026 Mastercard ha presentato Agent Pay for Machines, o AP4M. Il servizio si basa su Agent Pay, ma punta a un caso d’uso diverso: agenti autonomi e sistemi connessi che effettuano pagamenti frequenti, rapidi e di piccolo importo senza chiedere a una persona di approvare ogni singola operazione.
Un agente AI potrebbe, per esempio, acquistare all’occorrenza l’accesso a dati, API o capacità di calcolo. Invece di sottoscrivere un abbonamento ampio o fermarsi a una procedura di checkout manuale, potrebbe pagare le risorse in modo incrementale, alla velocità delle macchine. I materiali di lancio indicano il supporto a carte, conti bancari e stablecoin, anche per transazioni del valore di frazioni di centesimo.
Gli elementi chiave di AP4M non sono soltanto autorizzazioni più rapide. Comprendono:
La proposta di Mastercard è offrire un livello di rete comune per queste funzioni, evitando che ogni piattaforma AI, commerciante o fornitore di infrastrutture debba creare un sistema chiuso e incompatibile con gli altri.
AP4M è stato lanciato con oltre 30 partecipanti e sostenitori provenienti dai pagamenti, dalle infrastrutture crypto, dai servizi cloud e dalle reti blockchain. Tra i nomi indicati figurano Stripe, Coinbase, Ripple, la Solana Foundation, Polygon e Cloudflare.
La composizione dell’ecosistema riflette la complessità del problema. Il commercio tra macchine richiede infatti:
Più operatori adottano le stesse convenzioni di fiducia e pagamento, minore è il rischio che il mercato si divida in economie di agenti incompatibili tra loro. Il numero di partner al lancio, però, non equivale ancora alla prova di volumi di transazioni elevati: AP4M resta un’infrastruttura agli inizi, il cui impatto commerciale dipenderà dall’adozione effettiva e dall’interoperabilità.
L’argomento di Miebach sulle stablecoin è più circoscritto rispetto all’idea che le criptovalute possano sostituire le valute nazionali. Il CEO ha descritto le stablecoin denominate in dollari come potenzialmente utili ai fornitori che operano in economie ad alta inflazione e nei corridoi internazionali in cui il cambio tra valute può essere lento o imprevedibile. Il dollaro può essere rappresentato da una stablecoin da un lato della transazione e riconvertito in valuta fiat dall’altro.
In questa prospettiva, le stablecoin sono complementari alla strategia più ampia di Mastercard. Offrono un altro modo per trasferire e regolare il valore, mentre Mastercard fornisce identità, controlli, connessione alla rete e accettazione. Le stablecoin potrebbero quindi ampliare l’accesso ai pagamenti basati sul dollaro, invece di sostituire il dollaro stesso.
Mastercard partecipa inoltre all’iniziativa Open Standard, dedicata alle stablecoin, insieme ad altri grandi operatori dei pagamenti, del settore bancario, della tecnologia e delle criptovalute. Secondo Reuters, il consorzio riunisce oltre 140 aziende e prevede l’emissione di una stablecoin ancorata al dollaro statunitense, chiamata Open USD, con lancio atteso più avanti nel 2026.
Per Mastercard, il significato è strategico: l’azienda non sta legando il proprio futuro a un solo strumento di pagamento. Si sta preparando a un mercato in cui credenziali delle carte, conti bancari e token digitali garantiti dal dollaro potrebbero essere utilizzati dallo stesso agente software, a seconda di costi, velocità, area geografica e regole della transazione.
Le iniziative sull’intelligenza artificiale e sulle stablecoin vengono sviluppate insieme all’attività tradizionale di Mastercard, non al suo posto. Nel secondo trimestre del 2026 la società ha riportato 9,3 miliardi di dollari di ricavi e un utile rettificato per azione di 5,04 dollari; secondo la copertura dei risultati, entrambe le cifre hanno superato le attese degli analisti. A sostenere il trimestre sono stati la maggiore spesa dei consumatori, i volumi transfrontalieri e la crescita dei servizi a valore aggiunto.
Il contesto è rilevante. Mastercard tratta il commercio agentico come un’opportunità di crescita di lungo periodo, mentre il circuito esistente continua a generare le risorse necessarie agli investimenti. AP4M, quindi, non deve per ora sostituire un modello di business in difficoltà.
La roadmap è coerente dal punto di vista tecnico, ma il suo successo non è garantito. Le difficoltà principali sono commerciali e istituzionali:
La scommessa di Mastercard è che identità verificabile e autorizzazione programmabile diventino per il commercio agentico importanti quanto l’accettazione delle carte lo è stata per il commercio umano. Agent Pay affronta il primo problema: un assistente AI che acquista per conto di una persona. AP4M punta al passaggio successivo: sistemi autonomi che acquistano continuamente risorse gli uni dagli altri.
Per ora, la conclusione più prudente non è che le macchine abbiano già sostituito carte o dollari. È che Mastercard sta cercando di rendere la propria rete utilizzabile dai sistemi automatici, mantenendo verifica, gestione dei permessi, tokenizzazione e regolamento al centro della transazione.