Secondo l’impostazione dell’IMDA, coordinare questi aspetti in anticipo potrebbe ridurre le trattative dell’ultimo minuto, i costosi interventi di adeguamento e i disagi per chi occupa l’edificio. Gli operatori avrebbero inoltre un percorso più chiaro per attivare la copertura man mano che arrivano residenti e attività commerciali.
La proposta mantiene il principio secondo cui, quando tecnicamente possibile, lo spazio per le installazioni mobili dovrebbe trovarsi sul tetto. Per gli apparati mobili interessati, questo spazio sarebbe messo a disposizione senza canone. Le stazioni radio sul tetto potrebbero servire sia l’edificio sia, quando appropriato, le aree circostanti, ampliando la copertura.
L’obbligo di pianificazione non significa però che ogni tetto riceverà necessariamente un’antenna. Spetterebbe agli MNO valutare l’idoneità tecnica del sito e decidere come sviluppare la propria rete.
La consultazione prevede anche garanzie per la sicurezza strutturale. Prima di iniziare i lavori, gli operatori dovrebbero incaricare a proprie spese un professionista qualificato affinché certifichi la sicurezza strutturale dell’installazione proposta.
L’IMDA sta valutando anche la disponibilità di spazi senza canone su strutture stradali, tra cui i lampioni. Queste posizioni offrirebbero agli operatori un’alternativa quando i tetti non sono disponibili o non garantiscono la copertura necessaria a livello della strada.
Il tema è particolarmente rilevante per le reti 5G ad alta densità, che possono richiedere installazioni più ravvicinate per sostenere la capacità in aree esterne affollate. I materiali della consultazione citano, tra gli ambiti interessati, parchi, corridoi verdi e autostrade.
La pianificazione non riguarderebbe quindi soltanto gli edifici. I proprietari delle strutture urbane interessate dovrebbero prevedere gli apparati telecom e coordinare l’accesso, mentre gli MNO resterebbero responsabili dell’installazione e della gestione delle proprie reti.
Per i nuovi edifici, la proposta prevede di estendere i montanti per le telecomunicazioni e installare canaline portacavi telecom fino al parcheggio del primo piano interrato, noto a Singapore come livello B1, affiancandole alle canaline elettriche.
I montanti sono percorsi verticali che ospitano e proteggono i cavi tra i diversi piani; le canaline consentono invece di distribuirli lungo gli spazi dell’edificio. Portare entrambe le predisposizioni fino al B1 renderebbe più semplice migliorare la connettività mobile e fissa nei parcheggi senza dover rompere strutture già completate o ricorrere a interventi di retrofit rilevanti.
Il B1 ha un ruolo pratico in molti edifici: può essere utilizzato per i punti di prelievo dei servizi di trasporto con conducente, le consegne di cibo e pacchi e l’accesso ai soccorsi. Una connessione affidabile sarebbe quindi utile a residenti, inquilini, visitatori e fornitori di servizi. Per ora la proposta non estende lo stesso requisito ai livelli inferiori al B1, dove il flusso di persone è in genere più ridotto e occasionale.
In base all’approccio proposto, proprietari e sviluppatori dovrebbero:
Si tratta di obblighi relativi a spazi, percorsi e infrastrutture dell’edificio. Non spetterebbe al proprietario scegliere gli apparati dell’operatore o progettare la rete al suo posto.
Gli MNO dovrebbero partecipare prima alla progettazione, indicare le posizioni tecnicamente adeguate e installare nei luoghi riservati gli apparati della propria rete. Dovrebbero inoltre rispettare le verifiche di sicurezza strutturale prima di eseguire i lavori.
La divisione dei compiti riflette i ruoli delle parti: il proprietario prepara l’ambiente edilizio, mentre l’operatore decide come progettare e realizzare la propria rete.
La revisione mira a facilitare l’aggiornamento e la diffusione delle infrastrutture mobili e fisse, anche negli edifici che ospitano servizi essenziali.
La pianificazione anticipata potrebbe contribuire a:
Per residenti e inquilini, il vantaggio concreto potrebbe essere una connessione mobile più affidabile fin dal trasferimento nell’edificio: per coordinare traslochi e tecnici, ricevere consegne, lavorare o restare in contatto. La predisposizione del B1 potrebbe inoltre rendere più semplice intervenire sui problemi di segnale nelle aree usate per il trasporto con conducente, le consegne e gli accessi di emergenza.
La consultazione collega una maggiore densità di rete e una migliore capacità a livello stradale a un futuro più connesso, citando anche applicazioni come veicoli autonomi e robot per le consegne. Si tratta però di esempi di servizi che potrebbero beneficiare di infrastrutture migliori, non di una garanzia che le modifiche al COPIF li renderanno automaticamente disponibili.
La distinzione è importante: le proposte riguardano soprattutto le condizioni fisiche necessarie alla diffusione delle reti — spazio, accesso e percorsi per i cavi. Copertura effettiva, capacità e nuovi servizi dipenderanno comunque dagli investimenti degli operatori, dalla progettazione tecnica, dalla domanda e da altri fattori.
Nei materiali della consultazione del 2026 citati non compare una data di avvio definitiva. L’IMDA dovrà prima esaminare i commenti ricevuti e pubblicare, se deciderà di procedere, una versione modificata del COPIF. Fino ad allora, le proposte non devono essere considerate già obbligatorie. Il COPIF 2018 e le relative linee guida restano indicati dall’IMDA come in vigore dal 15 dicembre 2018.
Per i team che progettano nuovi edifici, il messaggio immediato è quindi prepararsi alla possibile direzione normativa: considerare fin dall’inizio lo spazio per le telecomunicazioni, l’accesso ai tetti e le predisposizioni fino al B1. I requisiti finali e la data di entrata in vigore, tuttavia, restano ancora da definire.