Il Vietnam sta sollecitando le banche a ridurre di 1,5–2 punti percentuali i tassi sui prestiti destinati alla produzione, alle attività economiche e ai settori prioritari. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il costo dei finanziamenti e facilitare l’accesso al credito, in un momento in cui tassi elevati pesano sulle imprese e sull’attività economica. Tra le prime risposte figurano un programma mirato di BIDV e un impegno distinto di Vietcombank: non si tratta, però, di un taglio generalizzato per tutti i clienti.
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Perché Hanoi ha chiesto di abbassare i tassi
Durante una riunione sulla politica monetaria il 16 ottobre, il vice primo ministro Nguyen Van Thang ha affermato che gli alti tassi sui prestiti aumentano il costo del capitale, incidono sulla produzione e sulle attività economiche e rendono più difficile per imprese e cittadini ottenere credito. Ha quindi chiesto alla Banca centrale del Vietnam (SBV) di intervenire rapidamente per ridurre i tassi nei comparti produttivi, commerciali e prioritari.
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La richiesta si inserisce in un più ampio indirizzo politico. Le notizie la collegano alle indicazioni del segretario generale e presidente To Lam e alla Conclusione n. 106 del Comitato centrale del Partito, emanata il 15 ottobre.
30 Il giorno successivo, il primo ministro Le Minh Hung ha riferito all’Assemblea nazionale che gli istituti di credito avevano concordato una riduzione di 1,5–2 punti percentuali per i prestiti destinati alla produzione, alle attività economiche e ai settori prioritari.
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Il ruolo richiesto alla banca centrale
Alla SBV spetta guidare l’iniziativa e coordinarsi con le autorità competenti per favorire la discesa dei tassi. L’impostazione descritta affianca al contenimento del costo dei prestiti l’attenzione ai crediti più rischiosi, ai crediti deteriorati e alla trasparenza dei tassi: l’intento non è quindi aumentare i finanziamenti senza considerare i rischi.
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Una notizia successiva ha riferito anche di un’istruzione della SBV agli istituti di credito per ridurre di almeno 0,5 punti percentuali annui i tassi pubblicizzati sui depositi con durata pari o superiore a sei mesi, insieme all’obiettivo sui prestiti. Secondo la stessa fonte, le banche potrebbero inoltre subire una riduzione dei limiti di credito in caso di violazioni normative.
32 Le informazioni disponibili non confermano invece sanzioni specifiche per concorrenza sleale sui tassi né regole dettagliate su prestiti immobiliari, liquidità o partecipazioni incrociate: non è corretto considerarli elementi accertati delle indicazioni del 16 ottobre.
Che cosa hanno fatto BIDV e Vietcombank
Il programma di BIDV è operativo dal 15 ottobre. Prevede prestiti a breve termine in dong vietnamiti con tassi a partire dal 6% annuo e condizioni agevolate fino a 2 punti percentuali sotto i tassi ordinari, in base alla durata del finanziamento e al settore. L’offerta è rivolta ai clienti idonei nei comparti produttivi, economici e prioritari.
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La misura di Vietcombank è invece un impegno, non la conferma che tutti i clienti idonei abbiano già ottenuto un tasso più basso. Il presidente della banca ha dichiarato che i tassi sui prestiti saranno ridotti di almeno 2 punti percentuali entro la fine dell’anno.
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I due casi mostrano perché l’obiettivo non vada interpretato come una riduzione uniforme applicata a ogni finanziamento. Le misure riportate riguardano settori e clienti idonei: per capire se un’impresa può beneficiarne contano le condizioni specifiche del programma della banca.
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Perché applicare i tagli può essere difficile
Il tasso di riferimento della SBV è stato indicato come invariato. In questo scenario, secondo una delle ricostruzioni, per ridurre i tassi ai clienti le banche devono prima abbassare i propri costi di raccolta.
1 La successiva indicazione sui tassi dei depositi è coerente con questo vincolo: ridurre quanto gli istituti pagano per la raccolta può contribuire a contenere il costo dei fondi, ma le informazioni disponibili non chiariscono quanto rapidamente e in quale misura il beneficio arriverà a chi prende denaro in prestito.
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Il tasso medio sui prestiti ad agosto è stato riportato al 10,7% annuo, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a luglio e di circa 3 punti rispetto ai finanziamenti erogati un anno prima.
21 Il dato aiuta a inquadrare la pressione che ha portato alla richiesta, ma non indica quale tasso otterrà un singolo cliente: le condizioni effettive dipendono dal finanziamento e dai criteri di ammissibilità della banca.
La prova concreta della politica non sarà dunque soltanto l’annuncio di tagli, ma la possibilità per le imprese idonee di accedere davvero a prestiti meno costosi, mentre gli istituti gestiscono i costi di raccolta e i rischi di credito. Le prime misure sono un avvio, non la garanzia che ogni impresa abbia ricevuto — o possa ottenere — l’intero taglio di 1,5–2 punti percentuali.