Nel loro insieme, queste azioni stanno dando vita alla visione dell'"EuroStack". L'iniziativa EuroStack, portata avanti da una coalizione di accademici, leader industriali e decisori politici, fornisce il progetto strategico: un ecosistema digitale europeo sovrano che copre tutto, dalla connettività al cloud, dall'IA alle piattaforme di dati . Lo stesso braccio operativo per le politiche digitali della Commissione Europea ha citato il rapporto EuroStack come un argomento convincente per rimodellare l'ecosistema digitale europeo, rendendolo più resiliente e meno dipendente dalle Big Tech
. Ecco come il continente sta passando dalle parole ai fatti.
A partire dal 4 giugno 2026, le ricerche effettuate tramite la barra degli indirizzi sui browser Firefox ed Edge dei dispositivi del Parlamento Europeo utilizzeranno di default Qwant, il motore di ricerca con sede a Parigi che fa della privacy e della conformità alle normative europee sui dati il suo cavallo di battaglia . Un'email interna al personale, riportata da Politico, afferma che il cambiamento è stato fatto "in linea con l'impegno del Parlamento per la sovranità digitale e la protezione dei dati personali degli utenti"
.
Il passaggio da Google a Qwant è una mossa concreta e pratica a livello del "tassello ricerca" dello stack digitale. Segue anni di attenzione da parte dell'UE sul potere delle impostazioni predefinite, con ricerche che dimostrano come il 95% degli utenti mantenga il motore di ricerca preimpostato . Il governo francese aveva già fatto mosse simili in passato, con l'Assemblea Nazionale e il Ministero dell'Esercito che avevano adottato Qwant per timori legati alla sorveglianza americana
.
Il cambio del motore di ricerca arriva proprio mentre la Commissione Europea finalizza una serie di misure ben più incisive. Il Pacchetto per la Sovranità Tecnologica, la cui pubblicazione formale è prevista per il 3 giugno 2026, contiene due strumenti legislativi di punta :
Questo pacchetto non rappresenta un divieto generalizzato. Le restrizioni più severe riguardano solo i carichi di lavoro governativi e del settore pubblico dove la sovranità dei dati è considerata più critica; l'uso del cloud nel settore privato rimane per ora inalterato . La Commissione aveva già gettato le basi assegnando un appalto da 180 milioni di euro della durata di sei anni per servizi cloud sovrani, con l'idoneità subordinata a rigorosi livelli di garanzia di sovranità dei dati che limitano il controllo da parte di soggetti terzi extra-UE
.
Il concetto di EuroStack, coniato da Glen Weyl nel 2024 e sviluppato in un importante progetto politico da Francesca Bria e Paul Timmers, richiede la mobilitazione di 300 miliardi di euro in 10 anni per costruire un'infrastruttura digitale europea indipendente . Inquadra l'infrastruttura digitale come una necessità strategica, paragonabile alle reti energetiche o alle telecomunicazioni
. La pagina della Commissione Europea dedicata ai "DIGITAL Building Blocks" approva esplicitamente il rapporto EuroStack perché presenta "un argomento convincente sul fatto che l'Europa debba investire nella propria sovranità digitale, rimodellando attivamente l'ecosistema digitale europeo per renderlo più resiliente e meno dipendente dalle BigTech"
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L'impatto pratico può essere compreso attraverso i livelli specifici dello stack digitale che vengono affrontati:
Ciò che distingue il momento attuale è il passaggio dai documenti programmatici a strumenti vincolanti. La Commissione Europea non si limita più a descrivere gli obiettivi di sovranità digitale. Attraverso il suo Quadro per la Sovranità del Cloud (che ha introdotto il sistema di punteggio SEAL nel settembre 2025), l'appalto per il cloud sovrano da 180 milioni di euro assegnato nel maggio 2026 e il pacchetto legislativo presentato il 27 maggio e formalmente pubblicato il 3 giugno, il blocco sta rendendo operativa la sua strategia .
L'impatto immediato sui giganti tecnologici statunitensi è significativo, data la loro quota di mercato dominante del 70% nel cloud europeo. Tuttavia, è anche importante notare che le regole non costituiscono un divieto assoluto. Le tecnologie non europee possono ancora soddisfare i requisiti minimi di sovranità, se gestite all'interno di un quadro rigoroso e appropriato che soddisfi il livello SEAL-2 . Anche il percorso dalla proposta all'implementazione resta lungo; la Legge sullo Sviluppo del Cloud e dell'IA richiederà l'approvazione unanime di tutti i 27 Stati membri prima di entrare in vigore
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Il passaggio a Qwant è la punta istituzionale e visibile di questo iceberg. Le regole per gli appalti cloud e i poteri di deroga sui chip rappresentano l'applicazione profonda e strutturale. Insieme, dimostrano che l'EuroStack non è più un documento di presentazione o un rapporto accademico: è una realtà legislativa con un reale potere di spesa alle spalle.
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