Il punto della dichiarazione è questo: se i modelli di intelligenza artificiale più avanzati diventano rapidamente più capaci, i controlli non possono dipendere soltanto dalle singole aziende o dalle regole di un solo Paese. L’appello A Call for Control of Frontier AI Models è stato lanciato il 21 settembre 2026 a New York, durante la settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
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Perché Singapore ha aderito
Per il primo ministro Lawrence Wong, l’AI offre grandi opportunità, ma deve rimanere sotto il controllo e la supervisione delle persone. Singapore era l’unico Paese del Sud-est asiatico fra i sostenitori iniziali dell’appello.
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La dichiarazione riconosce che l’AI può migliorare la vita delle persone, far progredire la scienza e rafforzare le economie. Avverte però che la velocità di sviluppo dei modelli più avanzati comporta rischi per la sicurezza che le misure nazionali, da sole, potrebbero non gestire adeguatamente. Chiede inoltre che l’AI sia sviluppata e utilizzata nel rispetto del diritto internazionale.
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Che cosa propone, in concreto
Non è stato creato un regolatore mondiale. Il testo indica piuttosto tre ambiti di intervento:
- Alle aziende chiede protocolli di sicurezza trasparenti, test obbligatori prima della diffusione dei modelli e valutazioni indipendenti. I valutatori qualificati dovrebbero avere accesso sufficiente per esaminare i rischi.
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- Ai governi e alle organizzazioni regionali chiede standard coordinati e maggiore trasparenza, anche attraverso la condivisione delle segnalazioni sugli incidenti gravi. Le proposte riportate comprendono un accesso più ampio alle competenze scientifiche e a valutazioni affidabili.
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- Agli Stati membri dell’ONU chiede di partire dai meccanismi esistenti e valutare un’istituzione internazionale capace di definire standard, consentire verifiche e riunire i Paesi quando i sistemi superano determinate soglie di capacità. È una possibilità da esaminare, non un organismo già istituito.
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L’accento è quindi su test e controlli condivisi, non su una richiesta esplicita, nelle proposte citate, di fermare lo sviluppo dell’AI avanzata.
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Chi c’era al lancio
L’iniziativa è stata avviata dal presidente finlandese Alexander Stubb e dal primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. Secondo la presidenza finlandese, i sostenitori iniziali erano Finlandia e Norvegia, insieme a Danimarca, Islanda, Estonia, Lettonia, Paesi Bassi, Irlanda, Germania, Spagna, Moldova, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kazakistan, Singapore, Kenya, Sudafrica, Canada e Australia, oltre alla Commissione europea. In seguito si sono aggiunti altri sostenitori: l’elenco del lancio non è dunque quello definitivo.
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Stati Uniti e Cina non figuravano tra gli aderenti iniziali. Stubb ha detto di voler coinvolgere altri partecipanti, ma la loro assenza non basta a stabilire perché i due governi non abbiano aderito.
9 Il segretario generale dell’ONU António Guterres ha accolto favorevolmente l’iniziativa e la proposta di esplorare standard, verifiche e un modo per convocare gli Stati al superamento di determinate soglie di capacità.
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L’appello si inserisce in un periodo di maggiore attenzione alla sicurezza dei modelli avanzati: Microsoft aveva pubblicato principi guida per i propri modelli, mentre Anthropic aveva annunciato con Accenture una collaborazione sulle valutazioni indipendenti. Sono sviluppi di contesto, non prove che abbiano determinato la decisione dei governi.
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