La controversia si è sviluppata su diversi fronti interconnessi:
Rimozione del video di Modi (23 luglio 2026): Facebook ha rimosso brevemente un video in cui Modi parlava agli studenti delle riforme degli esami, in un periodo di proteste per le fughe di notizie degli esami NEET. Il video è stato ripristinato dopo circa sei ore. Meta ha parlato di "errore tecnico", ma il governo e la commissione parlamentare hanno respinto questa spiegazione .
CSAM su Instagram: Il governo ha fatto pressione su Meta per la proliferazione di materiale pedopornografico (Child Sexual Abuse Material, CSAM) su Instagram e per la mancata rilevazione e rimozione proattiva. Le scuse di Zuckerberg hanno coperto esplicitamente i fallimenti legati al CSAM .
Fallimenti nella rilevazione dei deepfake: Meta ha ammesso carenze nella rilevazione e rimozione di contenuti deepfake generati dall'intelligenza artificiale sulle sue piattaforme, una questione che il governo indiano ha sollevato come problema di sicurezza nazionale e ordine pubblico .
Pregiudizio algoritmico (Algorithmic bias): La commissione parlamentare e il Ministero dell'Elettronica e dell'IT (MeitY) hanno interrogato Meta sulle accuse secondo cui i suoi algoritmi mostrano pregiudizi, incluso il sospetto che la moderazione algoritmica dei contenuti possa aver avuto un ruolo nella rimozione del post del premier. Il governo ha convocato il team globale di Meta proprio per discutere del bias algoritmico e delle sue implicazioni per l'ordine pubblico .
La sfida al 'safe harbour': L'India ha sostenuto che la selezione algoritmica dei contenuti e la promozione a pagamento rendono Meta un editore (publisher) piuttosto che un semplice intermediario passivo, sostenendo che Meta dovrebbe perdere l'immunità del 'safe harbour' prevista dalla Section 79. La commissione ha avvertito esplicitamente che, in assenza di scuse entro tre giorni, la protezione legale di Meta sarebbe stata revocata .
Entro la fine del 5 agosto 2026, lo stesso giorno dell'ultimatum, Mark Zuckerberg ha inviato le sue scuse al governo indiano. Le scuse hanno riguardato la rimozione del video di Modi, la proliferazione di CSAM, i fallimenti sui deepfake e gli errori di piattaforma, rispettando così la scadenza dei tre giorni .