Il successo delle riedizioni di Call of Duty: Black Ops e Black Ops 2 su PlayStation ha portato Gavin Goslin a sollevare una questione che va oltre le classifiche: chi ha lavorato ai giochi originali dovrebbe partecipare ai ricavi quando quei titoli vengono venduti di nuovo? L’ex level designer di Treyarch è contento che il lavoro del suo team trovi ancora pubblico, ma definisce «difficile da guardare» il fatto che i dirigenti incassino mentre, a suo dire, i creatori non ricevono nulla.
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Una richiesta nata dal ritorno commerciale dei giochi
Activision ha pubblicato le versioni per PS4 e PS5 il 9 luglio 2026. Le riedizioni, secondo Goslin, sono molto simili agli originali e non introducono cambiamenti sostanziali. Per questo ha sostenuto che i membri dei team originali meritino royalties sulle nuove vendite.
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La soddisfazione per il successo è accompagnata dal ricordo di uno sviluppo impegnativo, segnato anche da periodi di crunch: fasi in cui il team lavora a ritmi intensi e per molte ore per rispettare le scadenze. Goslin ha descritto la risposta del pubblico come agrodolce: vedere i giochi continuare a essere apprezzati è motivo di orgoglio, ma a suo parere chi li ha realizzati non partecipa ai nuovi ricavi.
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Le cifre sono notevoli, ma restano stime
A luglio Black Ops 2 ha guidato la classifica statunitense dei giochi più venduti secondo Circana, società che monitora il mercato videoludico negli Stati Uniti.
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23 Stime di Alinea Analytics riprese da diverse testate attribuiscono ai due port circa 11,2 milioni di copie vendute complessivamente nel mese e ricavi per circa 435 milioni di dollari.
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È importante distinguere questi numeri: si tratta di stime di terze parti, non di risultati finanziari ufficiali di Activision. I ricavi, inoltre, non equivalgono ai profitti e non indicano quanto — se qualcosa — sia stato riconosciuto ai singoli sviluppatori. Goslin ha presentato il successo come prova del valore commerciale ancora considerevole dei giochi storici e della domanda per esperienze che definisce «compatte e di alta qualità».
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Una questione di equità, non una causa legale accertata
La sua proposta è che i creatori dei giochi ricevano una quota quando il loro lavoro continua a generare entrate attraverso nuove edizioni. Ma le fonti disponibili riportano un appello a cambiare il modo in cui vengono distribuiti i ricavi, non dimostrano che Activision o Microsoft abbiano violato obblighi contrattuali. Non chiariscono neppure quali accordi regolassero il lavoro dei singoli membri dei team di Black Ops e Black Ops 2.
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Il successo dei port rende quindi più visibile una domanda ancora aperta: quando un videogioco continua a vendere molti anni dopo la sua uscita, il compenso di chi lo ha creato dovrebbe esaurirsi con lo sviluppo iniziale? Goslin sostiene di no; le fonti non stabiliscono però quale forma concreta potrebbe avere un sistema di royalties né chi ne avrebbe diritto.