L’11 settembre Jiang Zhuoer ha dichiarato di aver venduto il 100% dei suoi BTC a 77.226 dollari, dopo dati PPI statunitensi più forti del previsto. La sua stima di una probabilità del 70% di rialzo dei tassi Fed era una valutazione personale, accompagnata dal timore di un CPI sfavorevole e dalla disponibilità ad apr...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What prompted BTC.TOP founder Jiang Zhuoer to liquidate 100% of his Bitcoin holdings at $77,226 on September 11, 2026, how did stronger-than. Article summary: Jiang Zhuoer’s September 11 exit was a tactical macro-risk trade: after a hotter-than-expected U.S. PPI release, he judged the odds of a Fed rate hike at about 70% and expected the next CPI reading to be unfavorable. He . Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fa
La vendita dell’intera posizione in Bitcoin a 77.226 dollari da parte di Jiang Zhuoer è stata una mossa tattica legata al rischio macroeconomico. Il fondatore di BTC.TOP ha spiegato che un dato statunitense sui prezzi alla produzione (PPI) più forte delle attese aveva portato al 70% la sua stima della probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Si aspettava inoltre un dato sui prezzi al consumo (CPI) sfavorevole e ha dichiarato di essersi preparato ad andare short, cioè a scommettere su un calo del prezzo. 5
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È importante distinguere tra la sua lettura del mercato e una previsione ufficiale: quel 70% era una stima personale di Jiang, non un’indicazione della Fed. La sua preoccupazione era che un’inflazione ancora persistente potesse spingere la banca centrale statunitense verso una politica monetaria più restrittiva, penalizzando gli asset rischiosi, Bitcoin incluso.
La decisione dell’11 settembre si basava su un contesto ricco di rischio-evento:
In altre parole, Jiang non stava necessariamente rinnegando il valore di lungo periodo di Bitcoin: trattava i dati sull’inflazione e le possibili mosse della Fed come un catalizzatore ribassista di breve periodo.
Jiang aveva già operato al ribasso su Bitcoin una settimana prima, ma per ragioni differenti.
Il 4 settembre aveva detto di aver venduto l’intera posizione BTC attorno a 82.050 dollari e di aver aperto uno short totale sui future perpetui di Bitcoin. In quel caso la tesi riguardava soprattutto la struttura del mercato: i flussi verso gli ETF su BTC si erano indeboliti, registrando il primo deflusso netto, mentre Bitcoin era salito verso la parte alta del suo intervallo, vicino a 81.500 dollari. Secondo Jiang, circa 13 giorni di consolidamento non bastavano per superare con decisione la resistenza tra 83.000 e 84.000 dollari. 50
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Quello short durò poco. In seguito Jiang ha riferito di averlo chiuso attorno a 79.480 dollari, tornando con un’esposizione spot interamente su Ethereum, citando la forza relativa di ETH e i continui afflussi negli ETF. 49
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| Operazione | Contesto d’ingresso | Tesi principale | Sviluppo successivo |
|---|---|---|---|
| 4 settembre | BTC vicino a 82.050 dollari | Flussi ETF in indebolimento, possibile falso breakout e resistenza tra 83.000 e 84.000 dollari | Short chiuso attorno a 79.480 dollari; rotazione nuovamente su ETH spot. |
| 11 settembre | BTC a 77.226 dollari | PPI più alto, stima del 70% di probabilità di rialzo Fed e timore per il CPI | Vendita di tutti i BTC e disponibilità ad aprire uno short. |
Il primo trade era quindi una scommessa di breve termine fondata su livelli tecnici e flussi degli ETF. Il secondo era più esplicitamente una strategia di protezione dal rischio macro, centrata su inflazione e politica monetaria.
Il posizionamento di Jiang contrasta con quello espresso da Mark Sishka, responsabile globale dell’operatività OTC di Blockchain.com. Il 10 settembre Sishka ha affermato che il rialzo di Bitcoin verso 80.000 dollari aveva spostato molti trader dalla logica del «vendere sui rialzi» a quella del «comprare sui ribassi». Ha però avvertito che la ricostruzione della leva long poteva provocare una rapida fase di liquidazioni fino a 70.000-72.000 dollari. 19
Le due letture non si escludono a vicenda, ma portano a strategie molto diverse:
A inizio settembre, anche il mercato delle opzioni mostrava call più costose delle put, un segnale di domanda relativamente più forte per l’esposizione al rialzo. Non è una garanzia di rialzo, ma aiuta a spiegare perché alcuni operatori restassero costruttivi nonostante il rischio di una correzione alimentata dalla leva. 20
La fascia tra 70.000 e 72.000 dollari aveva un significato diverso per i due schieramenti.
Dopo la vendita del 4 settembre, Jiang aveva già indicato quell’area come livello da monitorare nel caso la resistenza avesse tenuto e il mercato fosse sceso. 50
61 Sishka, al contrario, descriveva un eventuale passaggio in quell’area come una pulizia della leva nel breve termine che gli acquirenti avrebbero potuto sfruttare.
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Il disaccordo centrale, dunque, non riguarda tanto la possibilità di una discesa marcata, quanto il modo in cui interpretarla: un movimento da seguire con uno short oppure un livello in cui acquistare.
Nel 2026 Jiang ha modificato più volte il proprio scenario, in modo molto condizionale.
A fine giugno aveva previsto un possibile minimo di Bitcoin tra 42.000 e 44.000 dollari nel quarto trimestre del 2026, usando un modello basato sui cicli e sull’mNAV di Strategy, ossia il rapporto tra il valore di mercato della società e il valore delle sue attività sottostanti. 35
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A fine agosto aveva invece cambiato nettamente posizione. Dopo l’avvicinamento di Bitcoin a 79.500 dollari, aveva detto di essere sicuro al 90% che il bear market crypto fosse terminato e aveva sostenuto che Ethereum potesse sovraperformare Bitcoin. Il suo piano prevedeva di allocare altro capitale su ETH in caso di discesa di BTC verso 67.000-72.000 dollari. 33
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La liquidazione dell’11 settembre appare quindi più come una reazione di breve periodo al cambiamento del quadro macro che come un ritorno integrale alla previsione di giugno sui 42.000-44.000 dollari. Le sue operazioni mostrano un trader pronto a modificare l’esposizione in base ai flussi ETF, ai livelli tecnici, ai dati sull’inflazione e alla forza relativa di ETH.
Jiang Zhuoer ha venduto tutti i suoi Bitcoin a 77.226 dollari perché riteneva che il PPI più elevato avesse aumentato sensibilmente la probabilità di un rialzo dei tassi Fed e che il dato CPI successivo potesse confermare quel rischio. La probabilità del 70% era una sua valutazione, e la vendita rappresentava una scelta tattica per evitare — o cercare di trarre vantaggio da — un possibile ribasso nel breve termine. 5
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La posizione differiva dallo short del 4 settembre, basato soprattutto sull’indebolimento dei flussi ETF e sulla resistenza tra 83.000 e 84.000 dollari. Era inoltre opposta alla lettura più costruttiva di Sishka: una flessione verso 70.000-72.000 dollari poteva verificarsi, ma per lui avrebbe potuto offrire un’opportunità d’acquisto anziché segnalare l’avvio di un bear market prolungato. 19
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L’11 settembre Jiang Zhuoer ha dichiarato di aver venduto il 100% dei suoi BTC a 77.226 dollari, dopo dati PPI statunitensi più forti del previsto.
L’11 settembre Jiang Zhuoer ha dichiarato di aver venduto il 100% dei suoi BTC a 77.226 dollari, dopo dati PPI statunitensi più forti del previsto. La sua stima di una probabilità del 70% di rialzo dei tassi Fed era una valutazione personale, accompagnata dal timore di un CPI sfavorevole e dalla disponibilità ad aprire uno short.
Il precedente short vicino a 82.050 dollari puntava soprattutto su flussi ETF più deboli e sulla resistenza tra 83.000 e 84.000 dollari; Mark Sishka di Blockchain.com vede invece eventuali ribassi come possibili occas...