Android 17 (API level 37) supporta Encrypted Client Hello (ECH), che può nascondere il nome del dominio nell’handshake TLS. ECH funziona solo quando sono compatibili Android 17, la libreria di rete dell’app e il server di destinazione.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What privacy and security features will Android 17 introduce—particularly platform-wide Encrypted Client Hello (ECH), how ECH encrypts websi. Article summary: Android 17 (API level 37) adds broad platform support for Encrypted Client Hello (ECH), plus stronger controls over local-network access and certificate validation. ECH meaningfully reduces hostname exposure, but it is n. Topic tags: general, documentation, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fak
La novità più importante di Android 17 sul fronte della privacy di rete è il supporto a Encrypted Client Hello (ECH), un’estensione di TLS 1.3 che cifra il nome del server normalmente esposto all’inizio di una connessione sicura. In questo modo diventa più difficile per chi gestisce una rete Wi-Fi, per il provider Internet o per altri osservatori capire quale sito o servizio sta contattando un’app. Ma ECH non equivale a navigazione anonima. 46
La protezione entra in funzione solo quando l’intera catena è compatibile: il dispositivo deve eseguire Android 17 o una versione successiva, l’app deve usare una libreria di rete compatibile con ECH e il servizio remoto deve averlo implementato. 25
Nelle connessioni TLS tradizionali, il client invia un campo chiamato Server Name Indication (SNI), che contiene il nome host del servizio da raggiungere. ECH cifra questa parte sensibile del messaggio iniziale ClientHello usando la configurazione e il materiale crittografico pubblicati dal servizio di destinazione. Il server può decifrare le informazioni protette, mentre chi osserva il traffico vede soltanto un handshake esterno e non il nome host richiesto. 416
HTTPS già protegge il contenuto della sessione, ma non impedisce necessariamente di capire quale servizio viene contattato. ECH interviene proprio su questa forma di fuga di metadati, limitatamente alle destinazioni che lo supportano. 56
ECH non cifra ogni elemento della connessione. A seconda della posizione dell’osservatore e del tipo di traffico, possono rimanere disponibili:
Per questo ECH non va confuso con una VPN o con un sistema di anonimato. Google presenta ECH e DNS privato come protezioni complementari: ECH nasconde il nome host nell’handshake TLS, mentre il DNS cifrato protegge la fase separata in cui un nome di dominio viene convertito in un indirizzo IP. Nessuna delle due funzioni, da sola, nasconde l’indirizzo IP del dispositivo. 612
Android 17 fornisce al sistema operativo e alle librerie di rete le API necessarie per implementare ECH, inclusa la possibilità di interrogare i record DNS HTTPS che contengono le configurazioni ECH. 4
La protezione effettiva richiede comunque tre condizioni:
Per le app con targeting Android 17 o superiore, ECH viene usato nelle connessioni TLS quando sia la libreria di rete sia il server remoto supportano il protocollo. Se ECH non è disponibile, il comportamento dipende dalla politica di cifratura dei domini configurata dall’app: la connessione può proseguire con una protezione ridotta oppure essere interrotta, secondo l’impostazione scelta. 12
La politica di cifratura dei domini di Android non si limita a un interruttore “attivo” o “disattivo”. Quando la cifratura è abilitata ma il server non supporta il vero ECH, Android può inviare ECH GREASE: un’estensione volutamente non funzionante, ma costruita in modo da assomigliare al traffico ECH.
L’obiettivo è migliorare la compatibilità e rendere meno affidabile una classificazione basata soltanto sulla presenza o sull’assenza di ECH. Un osservatore non dovrebbe poter dedurre automaticamente che un client non utilizza mai ECH solo perché una determinata connessione non ha potuto stabilirlo. GREASE, tuttavia, non nasconde il nome host come fa un ECH riuscito: è un meccanismo di compatibilità, non un sostituto dell’implementazione sul server. 1
Se un’app disabilita la cifratura dei domini, la documentazione di NetworkSecurityPolicy specifica che non devono essere usati né ECH né GREASE. La stessa API espone diverse modalità, tra cui quella abilitata e quella obbligatoria. 1
Il supporto di Android 17 non protegge automaticamente il traffico di tutte le app. Gli sviluppatori devono:
Network Security Config o una politica equivalente per la cifratura dei domini; 15Anche i gestori dei server devono implementare ECH e pubblicare la configurazione necessaria ai client. Questa dipendenza dal lato servizio è il motivo principale per cui il supporto di Android 17 non nasconderà immediatamente il nome di ogni sito visitato da ogni app. 516
Google afferma di collaborare con Jigsaw, aziende del settore, fornitori di servizi e sviluppatori di app per ampliare l’adozione dello standard. L’obiettivo è rendere la protezione dei nomi host disponibile attraverso infrastrutture di rete comuni, senza limitarla a browser configurati in modo speciale. 46
Le app con targeting Android 17 o superiore devono richiedere l’autorizzazione runtime ACCESS_LOCAL_NETWORK prima di rilevare o collegarsi ai dispositivi presenti sulla rete locale. L’autorizzazione appartiene al gruppo già esistente NEARBY_DEVICES: chi ha concesso in precedenza un’altra autorizzazione dello stesso gruppo potrebbe non visualizzare una seconda richiesta a livello di gruppo. 217
La modifica mira a limitare le scansioni silenziose della rete locale, che possono essere sfruttate per il tracciamento, il fingerprinting o la ricerca di dispositivi vulnerabili. Le app che devono collegarsi legittimamente a dispositivi domotici, ricevitori per il casting o altri apparecchi della LAN dovranno dichiarare e richiedere il permesso. 1719
Android 17 abilita Certificate Transparency (CT) per impostazione predefinita nelle connessioni TLS. La tecnologia aiuta a individuare certificati pubblici rilasciati in modo improprio, richiedendo che compaiano in registri pubblici e verificabili. Le app possono disattivare CT globalmente oppure per specifici domini tramite la configurazione di sicurezza della rete. 3
Android 17 introduce anche una protezione legata alla sicurezza più debole delle reti cellulari 2G. Dove il supporto di dispositivo e operatore lo consente, gli operatori possono limitare o disabilitare di default le connessioni 2G, riducendo l’esposizione a stazioni radio contraffatte e agli attacchi che sfruttano SMS indesiderati o fraudolenti. Il comportamento preciso dipende dall’operatore e dal dispositivo. 8
ECH è un miglioramento concreto: quando client e server supportano lo standard, rimuove il nome host da una parte fondamentale dell’handshake TLS. Non rende però invisibile la navigazione. Le richieste DNS, gli indirizzi IP di destinazione, gli orari, le dimensioni dei pacchetti e il volume del traffico possono ancora offrire indizi.
Per una maggiore privacy sui domini, ECH dovrebbe essere abbinato al DNS cifrato. Chi vuole impedire anche l’identificazione tramite indirizzo IP deve ricorrere a un sistema separato, come una VPN, un proxy o Tor.
La sintesi più corretta è questa: Android 17 rende più difficile per gli osservatori della rete leggere i nomi dei siti e dei servizi contattati, ma lascia fuori dalla protezione di ECH diversi livelli di metadati della connessione.
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Android 17 (API level 37) supporta Encrypted Client Hello (ECH), che può nascondere il nome del dominio nell’handshake TLS.
Android 17 (API level 37) supporta Encrypted Client Hello (ECH), che può nascondere il nome del dominio nell’handshake TLS. ECH funziona solo quando sono compatibili Android 17, la libreria di rete dell’app e il server di destinazione.
L’indirizzo IP, i tempi di connessione, le dimensioni dei pacchetti e le richieste DNS non protette possono restare visibili.