Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module. Per raggiungere Mercurio la sonda ha impiegato quasi otto anni, propulsione elettrica solare e nove sorvoli gravitazionali: uno della Terra, due di Venere e sei di Mercurio.
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BepiColombo è entrata nella fase più delicata della sua lunga missione verso Mercurio. Il 3 settembre 2026 l’Agenzia spaziale europea (ESA) ha confermato la corretta separazione del Mercury Transfer Module (MTM), il modulo che ha fornito energia e propulsione nel viaggio interplanetario. Restano ora i due orbiter scientifici, che dovranno completare cattura orbitale, separazione e messa in servizio prima dell’inizio della ricerca regolare. 5
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Il traguardo è importante, ma non è ancora l’arrivo operativo definitivo. L’inserimento in orbita attorno a Mercurio è programmato per il 21 novembre 2026; seguiranno mesi di accensioni dei motori, controlli e calibrazioni. L’avvio della fase scientifica nominale è previsto nell’aprile 2027. 5
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Andare verso il pianeta più vicino al Sole non significa semplicemente puntare la sonda verso l’interno del Sistema solare. Un veicolo partito dalla Terra possiede già una grande velocità orbitale attorno al Sole: per farsi catturare da Mercurio deve ridurre in modo sostanziale quell’energia e avvicinarsi al pianeta a una velocità relativa gestibile.
BepiColombo ha risolto il problema combinando propulsione elettrica solare e assistenze gravitazionali. Lanciata il 20 ottobre 2018, ha effettuato nove sorvoli planetari: uno della Terra, due di Venere e sei di Mercurio. Il sistema di propulsione elettrica ha concluso l’ultima fase di spinta nel giugno 2026, chiudendo una crociera durata quasi otto anni. 13
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L’MTM era il “motore di trasferimento” della missione: forniva la potenza e la spinta elettrica necessarie per il viaggio dalla Terra. Terminato quel compito, non serve più nelle operazioni di arrivo attorno a Mercurio.
Dopo la separazione, il veicolo composito è formato dal Mercury Planetary Orbiter (MPO) dell’ESA, dal Mercury Magnetospheric Orbiter giapponese, chiamato Mio, e dalla struttura protettiva MOSIF. L’ESA ha confermato il distacco tramite i segnali ricevuti dalle proprie antenne per lo spazio profondo e ha riferito che i sistemi rimanenti erano in buone condizioni. 5
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È l’inizio di una sequenza strettamente coordinata, nella quale eventi critici devono avvenire nell’ordine previsto e in un ambiente reso impegnativo dalla vicinanza al Sole. L’ESA descrive questa campagna di arrivo come una delle più complesse mai affrontate dall’agenzia nelle operazioni planetarie. 8
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La fase finale della crociera è stata complicata da un problema elettrico scoperto nel 2024. L’anomalia ha impedito al sistema di propulsione elettrica solare di erogare la spinta massima prevista, riducendo il margine disponibile per le manovre pianificate. 23
ESA e partner industriali hanno quindi elaborato una traiettoria rivista, sfruttando la propulsione disponibile e la geometria dei sorvoli per mantenere la missione sulla rotta verso Mercurio. Il caso mostra quanto sia delicata la pianificazione: anche una variazione limitata della spinta può influire in modo rilevante sul percorso e sulle condizioni di arrivo. 18
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La data dell’inserimento orbitale iniziale va distinta dall’avvio effettivo delle osservazioni scientifiche.
In breve, il 21 novembre segna l’inizio delle operazioni attorno a Mercurio, non il momento in cui BepiColombo potrà cominciare subito il suo programma scientifico completo.
La sequenza riunisce attività ad alta criticità: inserimento orbitale, ripetute manovre con propulsione chimica, separazione di veicoli rimasti uniti per anni e collocamento in orbite operative diverse. 11
I due orbiter hanno ruoli complementari. MPO studierà il pianeta, dalla superficie alla geologia, dalla composizione all’interno. Mio analizzerà invece la magnetosfera di Mercurio, cioè la regione di spazio dominata dal suo campo magnetico, e l’interazione con il vento solare. 31
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Questa fase trasforma dunque un unico veicolo composito in due osservatori coordinati. Entrambi devono raggiungere l’orbita giusta perché la missione possa produrre le misure per cui è stata progettata.
Gli obiettivi scientifici comprendono superficie, interno e ambiente spaziale di Mercurio. La missione raccoglierà mappe a diverse lunghezze d’onda, dati sulla composizione minerale ed elementare, informazioni sui processi geologici e vincoli sulla natura dell’interno del pianeta. 30
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BepiColombo studierà inoltre il campo magnetico mercuriano, la magnetosfera e la loro interazione con il vento solare. Le misure dei due orbiter sono pensate per integrarsi: MPO, in orbita più bassa, effettuerà osservazioni dettagliate del pianeta; Mio osserverà l’ambiente magnetico che lo circonda. 35
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Per il momento, la priorità resta operativa: trasformare una crociera di quasi otto anni in due veicoli sani e correttamente posizionati nelle rispettive orbite attorno a Mercurio. Se la sequenza procederà secondo programma, la scienza di routine inizierà nell’aprile 2027. 5
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Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module.
Il 3 settembre 2026 BepiColombo ha separato con successo il Mercury Transfer Module. Per raggiungere Mercurio la sonda ha impiegato quasi otto anni, propulsione elettrica solare e nove sorvoli gravitazionali: uno della Terra, due di Venere e sei di Mercurio.
Dopo la cattura orbitale sono previste 16 manovre, il rilascio di Mio a dicembre e mesi di verifica e regolazione dell’orbita.