Anche le stime settimanali vanno lette con cautela. I dati di Wood Mackenzie indicavano circa 21 installazioni a settimana nel 2022, mentre informazioni successive hanno descritto un picco nell’intervallo 21-32 a settimana. Non si tratta necessariamente di una media unica per tutta la durata del programma, ma il confronto con l’obiettivo di 1.000 installazioni mostra comunque una distanza enorme.
Con volumi così bassi, Tesla non poteva distribuire facilmente i costi di produzione delle tegole, progettazione, formazione degli installatori, permessi, garanzie e pezzi di ricambio. Il risultato era un prodotto ad alta intensità di lavoro, poco compatibile con la strategia di industrializzazione su larga scala dell’azienda.
Nel 2021 Tesla introdusse un fattore legato alla complessità del tetto che fece aumentare drasticamente il prezzo di alcuni progetti, anche per clienti che avevano già firmato un contratto. Secondo le ricostruzioni dell’epoca, gli aumenti variarono dal 30% al 150% in alcuni casi.
La vicenda sfociò in una class action negli Stati Uniti e in un accordo transattivo. I documenti del procedimento indicavano un fondo di 6 milioni di dollari; le notizie sull’approvazione definitiva hanno parlato di un accordo da circa 6,08 milioni di dollari, relativo a migliaia di partecipanti.
La controversia non dimostra, da sola, che Solar Roof non avrebbe mai potuto essere redditizio. Mostra però quanto fosse difficile vendere il prodotto come un acquisto standardizzato per consumatori quando ogni tetto poteva richiedere valutazioni tecniche e lavori diversi.
Un prezzo variabile dopo la firma del contratto rende inoltre più difficile costruire fiducia nel cliente e prevedere i margini per l’azienda. In altre parole, la promessa di una soluzione tecnologica uniforme si scontrava con la realtà di un progetto edilizio diverso da casa a casa.
Il ritiro riportato non equivale a un’uscita di Tesla dal solare residenziale. Indica piuttosto un cambio di modello operativo e di design.
I pannelli convenzionali possono essere prodotti, stoccati, trasportati e installati attraverso una filiera più consolidata. Inoltre, non richiedono la sostituzione completa del tetto quando la struttura esistente è ancora utilizzabile.
Tesla ha presentato il TSP-420, un pannello assemblato presso la Gigafactory di New York, a Buffalo. L’azienda ha inoltre promosso i moduli TSP-415 e TSP-420 all’interno di un sistema energetico domestico che può includere inverter, batteria Powerwall, ricarica per veicoli elettrici e automobili Tesla.
La proposta energetica visibile diventa quindi più convenzionale:
Le modifiche al sito rafforzano questa lettura: la pagina Solar Roof è stata reindirizzata a quella dei pannelli solari e l’opzione Solar Roof è stata rimossa dal menu dei prodotti energetici.
Secondo le ricostruzioni sul ridimensionamento del progetto, Tesla ha anche smesso di riportare separatamente i dati sulle installazioni solari nelle comunicazioni trimestrali a partire dall’inizio del 2024. La scelta ha ridotto la visibilità pubblica sui volumi proprio mentre le stime evidenziavano il divario tra obiettivi e risultati.
La fine degli ordini per nuove tegole non chiarisce automaticamente come Tesla intenda gestire i sistemi già installati. L’azienda non ha reso pubblico un piano di lungo periodo per la produzione delle tegole sostitutive, un impegno sulle scorte o un programma dedicato di assistenza ai proprietari Solar Roof. La comunicazione agli installatori riportata dalle fonti riguarda la fornitura futura delle tegole, non una politica pubblica di supporto ai clienti esistenti.
Chi possiede un sistema dovrebbe conservare con cura:
In caso di riparazione o modifica, è opportuno chiedere a Tesla o all’installatore responsabile una risposta scritta su quattro aspetti:
Il rischio principale non è necessariamente un guasto immediato dell’impianto. È piuttosto la disponibilità, nel lungo periodo, di tegole sostitutive progettate per un prodotto a basso volume e con caratteristiche estetiche specifiche. Finché Tesla non pubblicherà una politica più chiara, la reperibilità di ricambi e assistenza resta una questione aperta: non si può dare per scontato che valgano le stesse procedure previste per i pannelli solari standard.
Solar Roof era un tentativo ambizioso di trasformare il tetto stesso in un impianto solare. La sua storia suggerisce però che l’integrazione estetica, da sola, non è bastata a compensare l’economia di una costruzione personalizzata.
La direzione riportata da Tesla privilegia la ripetibilità: pannelli standardizzati, installazioni più semplici e sistemi di accumulo vendibili in una gamma più ampia di abitazioni e progetti energetici.
Il verdetto strategico, quindi, è più circoscritto di “Tesla ha abbandonato il solare”. L’azienda sembra invece aver rinunciato — o almeno aver chiuso i nuovi ordini — al formato più difficile delle tegole solari integrate, concentrando l’offerta residenziale su pannelli convenzionali e Powerwall.
Il ritiro è avvenuto in modo insolitamente silenzioso, senza un annuncio pubblico dettagliato da parte di Tesla. Resta così una domanda importante per la piccola base installata: quanto sarà esteso e duraturo il supporto ai proprietari del Solar Roof, soprattutto quando serviranno ricambi specifici.