La figura più attesa alla conferenza era senza dubbio Yao Shunyu, il 28enne ex ricercatore di OpenAI nominato Chief AI Scientist lo scorso 17 dicembre 2025 . Un curriculum d'élite: un passato alla 'Yao Class' della Tsinghua University — fucina di talenti informatici cinesi — e un dottorato a Princeton, dove ha proposto framework pionieristici come ReAct e Tree of Thoughts
. In OpenAI, ha contribuito a progetti core come Operator e Deep Research, prima di approdare a Shenzhen
.
Quella di Pechino è stata la sua prima uscita pubblica dopo quasi sei mesi dall'ingresso in azienda. La sala gremita ha testimoniato il peso delle aspettative sul 'ragazzo prodigio' . A marzo 2026, Tencent aveva già dato un segnale forte, sciogliendo il suo storico AI Lab — un centro con oltre 70 PhD e 300 ingegneri — per consolidare il futuro dell'intelligenza artificiale proprio sotto la guida di Yao
.
In un dialogo con Tang Daosheng, Vicepresidente Esecutivo e CEO del Cloud & Smart Industries Group, Yao ha risposto alla narrativa di un Tencent in ritardo nella corsa all'AI . Ha definito l'IA una "maratona" e ha spiegato che il settore è solo "all'inizio del secondo tempo" — una fase in cui non conta più trovare la formula magica, ma risolvere problemi concreti e reali
.
Yao è stato netto su un punto cruciale: né ChatGPT né Claude diventeranno l'unica app dominante. Questa tesi è il pilastro su cui Tencent sta costruendo la sua strategia: incastonare l'AI in ogni anfratto del proprio ecosistema digitale, anziché provare a vincere una singola gara di benchmark .
Tang Daosheng non è stato meno diretto. Ammettendo che “la gente ama trovare il singolo punto debole per criticarci”, ha riconosciuto che un portafoglio così diversificato ha inevitabilmente “aree dove si può migliorare” . Ma ha poi rilanciato, invitando i critici ad avere “aspettative ancora più alte” e ribadendo che Tencent non aveva alcuna fretta di monetizzare prematuramente. Il messaggio era chiaro: abbiamo preso “alcune deviazioni e sperimentato molto”, ma ora navighiamo con una rotta precisa
.
Una delle rivelazioni più sorprendenti è arrivata proprio da Tang: gran parte del codice di Tencent, in questo 2026, è generato dall'intelligenza artificiale . Gli ingegneri, da meri scrittori di righe di codice, si sono trasformati in supervisori: progettano l'architettura e dirigono gli 'agenti programmatori' IA, limitandosi a correggerli e guidarli
. È un aumento di produttività radicale, che dimostra come l'AI abbia già invaso le viscere operative dell'azienda, anche mentre all'esterno si dubitava della sua competitività.
Il contesto in cui si è tenuta la conferenza era già rovente. Il 2 giugno, la notizia dell'agente IA in prova su WeChat — capace di navigare tra i 3,8 milioni di mini-program della piattaforma con un semplice swipe e un comando — aveva fatto esplodere il titolo, chiudendo a 481,60 HK$ e segnando il record di guadagno in una seduta dal 2022 .
Gli analisti hanno interpretato il rally come una scommessa su un vantaggio incolmabile: i 1,4 miliardi di utenti WeChat e la sua integrazione profonda tra pagamenti, commerce e servizi. Un ecosistema che nessun modello linguistico, da solo, può replicare .
Durante la conferenza è arrivata anche la conferma di partnership strategiche tra l'agente di WeChat e gli assistenti vocali a livello di dispositivo di colossi come Huawei, Xiaomi, OPPO e vivo . Il piano di Tencent non si limita alle proprie app: mira a una presenza ambientale e ubiqua, annidata direttamente nell'hardware.
A rendere tutto più autentico è stato un raro momento di sincerità da parte del CEO. All'assemblea annuale degli azionisti, il 13 maggio 2026, Pony Ma Huateng (Ma Huateng, fondatore e guida carismatica) ha risposto così a chi chiedeva se Tencent fosse in ritardo sull'AI :
“Un anno fa pensavamo di essere saliti a bordo. Poi abbiamo scoperto che la nave faceva acqua. Ora sentiamo di essere in piedi, ma non possiamo ancora sederci. Speriamo solo che la nave ora possa andare più veloce.”
Una confessione di hybris iniziale, di instabilità attuale e di una ripresa ancora incompleta. Ma anche il segnale che la fase di negazione è finita. Il 5 giugno, da Pechino, il messaggio è stato che la nave si è stabilizzata, la rotta è tracciata e il vento della prossima era digitale soffia sull'ecosistema, più che sui titoli da prima pagina.
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