Google aveva presentato il sito di Horndal come una possibile sede per un data center, ma inizialmente non aveva annunciato un calendario di costruzione. Nel 2025 la Corte svedese per il territorio e l’ambiente presso il tribunale distrettuale di Nacka ha concesso l’autorizzazione urbanistica al progetto, stabilendo che i lavori dovessero iniziare entro dieci anni per evitare il rischio di perdere il permesso.
L’avvio del cantiere nel 2026 porta quindi a nove anni l’intervallo tra l’acquisto del terreno e l’inizio dei lavori. Alla costruzione partecipano quasi 60 fornitori svedesi, con ulteriori opportunità occupazionali previste durante la fase di realizzazione.
Una volta operativo, il data center dovrebbe creare 100 posti di lavoro diretti a tempo pieno. Le figure ricercate comprenderanno tecnici informatici, ingegneri elettrici e meccanici, personale per la sicurezza e addetti alla gestione degli impianti.
Google ha inoltre annunciato un fondo da 5 milioni di euro destinato a iniziative locali. Le risorse sosterranno progetti nei settori dell’istruzione, della sostenibilità, dello sviluppo economico, delle competenze digitali e della formazione professionale.
Il data center di Horndal sarà raffreddato ad aria, una scelta progettuale pensata per limitare il consumo d’acqua rispetto ai sistemi che ne richiedono grandi quantità. La struttura sarà inoltre predisposta per il recupero del calore fuori dal sito: l’energia termica in eccesso potrà essere catturata e riutilizzata dalla comunità locale, invece di essere dispersa nell’atmosfera.
Sul fronte energetico, Google afferma di aver contribuito dal 2013 all’aggiunta di oltre 700 megawatt di nuova capacità rinnovabile alla rete elettrica svedese. La regione cloud svedese dell’azienda, lanciata nel 2025, dovrebbe funzionare nel suo primo anno completo con almeno il 99% di energia priva di carbonio, grazie al mix elettrico del Paese.
Il sito di Horndal rientra nella rete europea di data center di proprietà e gestione Google. La struttura dovrà sostenere la domanda crescente di Google Cloud, carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, Search, Workspace e YouTube in Europa e nel resto del mondo.
Il progetto segue il lancio, nel marzo 2025, della regione cloud di Stoccolma, denominata Europe-north2: la 42ª regione cloud di Google a livello globale e la 13ª in Europa. Insieme, la regione di Stoccolma e il nuovo impianto di Horndal rafforzano il ruolo della Svezia nella strategia infrastrutturale nordica di Google.
L’espansione si inserisce in una presenza europea che comprende anche il data center di Hamina, in Finlandia, ricavato da un’ex cartiera. La struttura finlandese opera con il 97% di energia priva di carbonio ed è spesso citata come esempio dell’approccio di Google alla progettazione sostenibile dei propri impianti.
Google aveva presentato il sito di Horndal come una possibile sede per un data center, ma inizialmente non aveva annunciato un calendario di costruzione. Nel 2025 la Corte svedese per il territorio e l’ambiente presso il tribunale distrettuale di Nacka ha concesso l’autorizzazione urbanistica al progetto, stabilendo che i lavori dovessero iniziare entro dieci anni per evitare il rischio di perdere il permesso.
L’avvio del cantiere nel 2026 porta quindi a nove anni l’intervallo tra l’acquisto del terreno e l’inizio dei lavori. Alla costruzione partecipano quasi 60 fornitori svedesi, con ulteriori opportunità occupazionali previste durante la fase di realizzazione.
Una volta operativo, il data center dovrebbe creare 100 posti di lavoro diretti a tempo pieno. Le figure ricercate comprenderanno tecnici informatici, ingegneri elettrici e meccanici, personale per la sicurezza e addetti alla gestione degli impianti.
Google ha inoltre annunciato un fondo da 5 milioni di euro destinato a iniziative locali. Le risorse sosterranno progetti nei settori dell’istruzione, della sostenibilità, dello sviluppo economico, delle competenze digitali e della formazione professionale.
Il data center di Horndal sarà raffreddato ad aria, una scelta progettuale pensata per limitare il consumo d’acqua rispetto ai sistemi che ne richiedono grandi quantità. La struttura sarà inoltre predisposta per il recupero del calore fuori dal sito: l’energia termica in eccesso potrà essere catturata e riutilizzata dalla comunità locale, invece di essere dispersa nell’atmosfera.
Sul fronte energetico, Google afferma di aver contribuito dal 2013 all’aggiunta di oltre 700 megawatt di nuova capacità rinnovabile alla rete elettrica svedese. La regione cloud svedese dell’azienda, lanciata nel 2025, dovrebbe funzionare nel suo primo anno completo con almeno il 99% di energia priva di carbonio, grazie al mix elettrico del Paese.
Il sito di Horndal rientra nella rete europea di data center di proprietà e gestione Google. La struttura dovrà sostenere la domanda crescente di Google Cloud, carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, Search, Workspace e YouTube in Europa e nel resto del mondo.
Il progetto segue il lancio, nel marzo 2025, della regione cloud di Stoccolma, denominata Europe-north2: la 42ª regione cloud di Google a livello globale e la 13ª in Europa. Insieme, la regione di Stoccolma e il nuovo impianto di Horndal rafforzano il ruolo della Svezia nella strategia infrastrutturale nordica di Google.
L’espansione si inserisce in una presenza europea che comprende anche il data center di Hamina, in Finlandia, ricavato da un’ex cartiera. La struttura finlandese opera con il 97% di energia priva di carbonio ed è spesso citata come esempio dell’approccio di Google alla progettazione sostenibile dei propri impianti.