Ecco tutto ciò che Google ha ufficialmente confermato sul Tensor G6: il suo processo produttivo, i numeri di performance che contano e la logica strategica dietro una scelta che ha sorpreso molti addetti ai lavori.
Il Tensor G6 è prodotto da TSMC con un processo a 3nm, molto probabilmente lo stesso nodo N3P utilizzato per il precedente Tensor G5 . Questa notizia smentisce direttamente le numerose indiscrezioni pre-lancio, tra cui un rumor del luglio 2026 del Economic Daily News che dava per certo l'adozione del processo N2 a 2nm
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La conferma di Peng Yu-chun, riportata sia da CNA che da Economic Daily News, ha chiarito ogni dubbio: il Tensor G6 è un chip a 3nm . Questo lo rende il secondo chip Tensor consecutivo costruito con la litografia a 3nm di TSMC, dopo la transizione del Tensor G5 da Samsung Foundry nel 2025
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Google ha annunciato specifici miglioramenti delle prestazioni per il Tensor G6 in diversi sottosistemi :
Google ha anche introdotto una configurazione personalizzata dei core CPU basata su architettura Arm. Secondo la pagina Wikipedia di Pixel 11 (che cita specifiche pubblicate), il Tensor G6 adotta una disposizione 1+4+2: un core Arm C1-Ultra a 4,11 GHz, quattro core Arm C1-Pro a 3,38 GHz e due core Arm C1-Pro a 2,65 GHz . La GPU è una Imagination Technologies PowerVR CXTP-48-1536
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Google non ha pubblicato una formale giustificazione strategica, ma l'analisi di diverse testate punta a tre ragioni coerenti :
Costo contro volumi. Google vende molti meno telefoni Pixel rispetto a Samsung o Apple. Adottare il nodo a 2nm di TSMC, che ha un costo per wafer molto più alto, sarebbe stato difficile da giustificare dato il volume di vendite dei Pixel . Il costo dei wafer a 2nm è significativamente superiore a quello dei wafer a 3nm maturi, e per Google l'impatto sul costo unitario è più marcato
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Filosofia di progettazione contro leadership di processo. Google non progetta i chip Tensor per vincere gare di benchmark grezzi di CPU o GPU. Le priorità dell'azienda sono le prestazioni dell'AI on-device (tramite la TPU), l'elaborazione fotografica (tramite l'ISP) e una stretta integrazione hardware-software . Per questi obiettivi, il processo N3P a 3nm offre già guadagni sufficienti in efficienza e densità, senza la spesa extra di un salto su un nodo 2nm ancora acerbo
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Sufficienza del 3nm. Il processo N3P di TSMC (utilizzato anche dal Tensor G5) garantisce già un miglioramento del 5% nella frequenza a parità di consumo rispetto al nodo N3 base, come mostrato da documenti trapelati e riportati da Android Authority . Google ha probabilmente ritenuto che il beneficio incrementale di passare al 2nm (maggiore densità di transistor ed efficienza) non giustificasse i costi più alti, i vincoli di fornitura e lo sforzo di progettazione aggiuntivo
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Per gli acquirenti del Pixel 11, la differenza pratica è modesta. Il Tensor G6 offre comunque guadagni anno su anno significativi: navigazione e avvio app più veloci nella vita di tutti i giorni, molta più potenza di calcolo per l'AI, elaborazione fotografica migliorata e una maggiore sicurezza . La riduzione del numero di core CPU (da 8 a 7) potrebbe incidere leggermente sui benchmark multi-core, ma Google sostiene che l'efficienza energetica complessiva sia aumentata del 20%
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La notizia più importante è ciò che il Pixel 11 non farà: non sfiderà i chip Snapdragon 8 Elite o Apple Serie A in termini di densità di transistor o leadership nei benchmark. Questo, per scelta progettuale di Google, non è mai stato l'obiettivo . Il Tensor G6, invece, raddoppia su ciò che rende i Pixel unici: l'AI on-device tramite Gemini Nano, la fotografia computazionale e l'ottimizzazione a livello di sistema.
In breve, la decisione di restare sul 3nm riflette un compromesso pragmatico: rimanere su un nodo maturo ed economico, reinvestendo i risparmi nella progettazione delle funzionalità che differenziano l'esperienza Pixel.