La tecnologia era stata sviluppata inizialmente per la percezione dei veicoli autonomi. Ora Xavveo la sta estendendo alla difesa, alla sorveglianza delle infrastrutture e ai sistemi C-UAV, cioè le soluzioni per rilevare e contrastare i droni .
L’idea centrale è cambiare il modo in cui il segnale radar viene distribuito. Al posto dei pesanti cavi coassiali in rame, che hanno limiti nella gestione delle frequenze, Xavveo utilizza la fibra ottica e un chip monolitico in silicio fotonico .
Ogni modulo integra antenne di trasmissione e ricezione in un formato compatto e a basso consumo . I moduli remoti raccolgono i segnali, mentre l’elaborazione più complessa avviene in una centrale: i dati grezzi viaggiano via fibra e vengono combinati in modo coerente .
Questa architettura distribuita offre diversi vantaggi:
In pratica, la potenza di calcolo resta centralizzata, mentre i singoli sensori possono rimanere piccoli, efficienti e relativamente semplici da installare.
Le recenti guerre hanno reso evidente quanto siano efficaci i droni economici, piccoli e lenti quando operano a bassa quota o in gruppo. Secondo una fonte citata nel contesto, nel maggio 2026 la Russia lanciava oltre 200 droni al giorno contro l’Ucraina .
Per affrontare questo scenario, la piattaforma di Xavveo è pensata per il rilevamento a corto raggio e ad alta risoluzione di oggetti piccoli e vicini al terreno . L’azienda afferma che il sistema può distinguere i droni dagli uccelli e separare i singoli velivoli all’interno di uno sciame .
Il radar fotonico è inoltre concepito per funzionare giorno e notte e in condizioni meteorologiche avverse, senza dipendere esclusivamente da telecamere o LiDAR, che possono avere difficoltà con la luce solare diretta, la nebbia o la pioggia .
Nel giugno 2026 Xavveo ha presentato la linea orientata alla difesa con il nome PAIR. Le prime due configurazioni annunciate sono:
La piattaforma è progettata per fondere il radar con telecamere a infrarossi, telecamere ottiche e sensori acustici, così da creare un quadro operativo unificato . Un altro elemento indicato da Xavveo è la possibilità di funzionare senza fare affidamento su GPS o reti 5G, un aspetto rilevante in ambienti in cui i collegamenti possono essere degradati o negati .
Il trasporto fotonico del segnale dovrebbe inoltre permettere l’uso di frequenze più elevate rispetto ai radar basati su collegamenti in rame. Secondo le fonti, questo rende inefficaci le tecniche convenzionali di guerra elettronica rivolte ai radar tradizionali .
La traiettoria di Xavveo è quella di una tecnologia dual use, cioè utilizzabile sia in ambito civile sia nella sicurezza. La stessa combinazione di precisione, funzionamento in ogni condizione meteorologica e resistenza alle interferenze può trovare applicazione nei veicoli autonomi, nei mezzi commerciali, nell’automazione industriale e in altri sistemi di monitoraggio .
Nel 2024 la startup ha raccolto un round seed da 8,6 milioni di dollari, co-guidato da Vsquared Ventures e imec.xpand . Nel maggio 2026 Berlino l’ha inoltre riconosciuta come Deep Tech Star nella categoria dedicata a tecnologie quantistiche, fotonica e microelettronica .
L’espansione verso la difesa è arrivata dopo la domanda di clienti che, secondo le fonti, non riuscivano a rilevare con sufficiente affidabilità i piccoli droni FPV e da ricognizione presenti sui moderni campi di battaglia . I mercati indicati per la piattaforma comprendono la difesa contro i droni nelle installazioni militari, la protezione di centrali e aeroporti, la sicurezza dei perimetri sensibili e la sorveglianza dello spazio aereo su larga scala, anche in contesti urbani o nazionali .
Il progetto non elimina quindi la necessità di altri sensori o delle contromisure: punta piuttosto a rafforzare il primo anello della catena, quello del rilevamento e del tracciamento, proprio nella fascia bassa e ravvicinata dove i droni più piccoli possono risultare più difficili da individuare.
La tecnologia era stata sviluppata inizialmente per la percezione dei veicoli autonomi. Ora Xavveo la sta estendendo alla difesa, alla sorveglianza delle infrastrutture e ai sistemi C-UAV, cioè le soluzioni per rilevare e contrastare i droni .
L’idea centrale è cambiare il modo in cui il segnale radar viene distribuito. Al posto dei pesanti cavi coassiali in rame, che hanno limiti nella gestione delle frequenze, Xavveo utilizza la fibra ottica e un chip monolitico in silicio fotonico .
Ogni modulo integra antenne di trasmissione e ricezione in un formato compatto e a basso consumo . I moduli remoti raccolgono i segnali, mentre l’elaborazione più complessa avviene in una centrale: i dati grezzi viaggiano via fibra e vengono combinati in modo coerente .
Questa architettura distribuita offre diversi vantaggi:
In pratica, la potenza di calcolo resta centralizzata, mentre i singoli sensori possono rimanere piccoli, efficienti e relativamente semplici da installare.
Le recenti guerre hanno reso evidente quanto siano efficaci i droni economici, piccoli e lenti quando operano a bassa quota o in gruppo. Secondo una fonte citata nel contesto, nel maggio 2026 la Russia lanciava oltre 200 droni al giorno contro l’Ucraina .
Per affrontare questo scenario, la piattaforma di Xavveo è pensata per il rilevamento a corto raggio e ad alta risoluzione di oggetti piccoli e vicini al terreno . L’azienda afferma che il sistema può distinguere i droni dagli uccelli e separare i singoli velivoli all’interno di uno sciame .
Il radar fotonico è inoltre concepito per funzionare giorno e notte e in condizioni meteorologiche avverse, senza dipendere esclusivamente da telecamere o LiDAR, che possono avere difficoltà con la luce solare diretta, la nebbia o la pioggia .
Nel giugno 2026 Xavveo ha presentato la linea orientata alla difesa con il nome PAIR. Le prime due configurazioni annunciate sono:
La piattaforma è progettata per fondere il radar con telecamere a infrarossi, telecamere ottiche e sensori acustici, così da creare un quadro operativo unificato . Un altro elemento indicato da Xavveo è la possibilità di funzionare senza fare affidamento su GPS o reti 5G, un aspetto rilevante in ambienti in cui i collegamenti possono essere degradati o negati .
Il trasporto fotonico del segnale dovrebbe inoltre permettere l’uso di frequenze più elevate rispetto ai radar basati su collegamenti in rame. Secondo le fonti, questo rende inefficaci le tecniche convenzionali di guerra elettronica rivolte ai radar tradizionali .
La traiettoria di Xavveo è quella di una tecnologia dual use, cioè utilizzabile sia in ambito civile sia nella sicurezza. La stessa combinazione di precisione, funzionamento in ogni condizione meteorologica e resistenza alle interferenze può trovare applicazione nei veicoli autonomi, nei mezzi commerciali, nell’automazione industriale e in altri sistemi di monitoraggio .
Nel 2024 la startup ha raccolto un round seed da 8,6 milioni di dollari, co-guidato da Vsquared Ventures e imec.xpand . Nel maggio 2026 Berlino l’ha inoltre riconosciuta come Deep Tech Star nella categoria dedicata a tecnologie quantistiche, fotonica e microelettronica .
L’espansione verso la difesa è arrivata dopo la domanda di clienti che, secondo le fonti, non riuscivano a rilevare con sufficiente affidabilità i piccoli droni FPV e da ricognizione presenti sui moderni campi di battaglia . I mercati indicati per la piattaforma comprendono la difesa contro i droni nelle installazioni militari, la protezione di centrali e aeroporti, la sicurezza dei perimetri sensibili e la sorveglianza dello spazio aereo su larga scala, anche in contesti urbani o nazionali .
Il progetto non elimina quindi la necessità di altri sensori o delle contromisure: punta piuttosto a rafforzare il primo anello della catena, quello del rilevamento e del tracciamento, proprio nella fascia bassa e ravvicinata dove i droni più piccoli possono risultare più difficili da individuare.