UBS prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026 e di circa il 15% per i principali indici dell’Eurozona: un quadro che, secondo la banca, indica un rally sostenuto dai profitti e non soltanto da... Le prove più solide arrivano dalla combinazione tra utili in crescita e domanda concreta per dat...
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What is UBS’s argument that the historic global equity bull market is being driven by record corporate earnings rather than speculative hype. Article summary: UBS’s core case is that this is an earnings-led, investment-cycle bull market: companies are producing unusually strong and broad-based profit growth, while AI infrastructure and security-related capital spending are gen. Topic tags: general, news, general web, government, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermar
L’argomento centrale di UBS è semplice: il rialzo globale delle Borse sarebbe sostenuto soprattutto dalla crescita degli utili societari e da un vero ciclo di investimenti, non da investitori che comprano azioni soltanto perché i prezzi continuano a salire.
Nella sua strategia di agosto, la banca prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026, seguita da un altro anno positivo nel 2027. UBS vede inoltre un potenziale rialzo di circa il 10% per le azioni globali fino alla metà del 2027. 12
La distinzione è importante, ma non equivale a una garanzia. Utili solidi possono giustificare prezzi più elevati, mentre le valutazioni restano esposte ai tassi d’interesse, all’indebitamento, alla concentrazione del mercato e al rischio che gli investimenti nell’intelligenza artificiale producano rendimenti inferiori alle attese.
Il punto non è soltanto che le quotazioni siano salite, ma che siano aumentati anche i profitti alla base dei prezzi. Se le aziende migliorano gli utili, ampliano i margini o superano le previsioni, il rialzo ha fondamenta più solide rispetto a un movimento alimentato quasi esclusivamente dall’entusiasmo e dalla FOMO, cioè la paura di rimanere esclusi.
La ricerca più recente di UBS indica un forte slancio degli utili sui mercati globali. La banca stima una crescita del 21% nel 2026 per le azioni globali e prevede un altro anno consistente nel 2027. Per il Nasdaq 100, tuttavia, la previsione è ancora più ambiziosa: +38% degli utili nel 2026. Questo dato mostra anche quanto la tesi generale dipenda ancora dai profitti legati al settore tecnologico. 12
Negli Stati Uniti, UBS aveva già portato a 335 dollari la previsione per l’utile per azione dell’S&P 500 nel 2026, pari a una crescita annua del 20%, rispetto alla precedente stima dell’11%. 6 Il 21 agosto UBS Global Wealth Management ha inoltre alzato l’obiettivo di fine anno per l’S&P 500 da 7.900 a 8.100 punti, citando un quadro più favorevole per gli utili e la fiducia nella prosecuzione della crescita dei profitti.
1
In altre parole, le previsioni non si basano soltanto sull’ipotesi che gli investitori siano disposti a pagare un multiplo più alto per gli stessi utili. Presuppongono che gli utili continuino effettivamente a crescere. Per questo, le prossime revisioni delle stime rappresenteranno uno dei test più importanti per lo scenario rialzista.
Un rialzo concentrato su pochi colossi tecnologici statunitensi sarebbe più facile da liquidare come un fenomeno ristretto o speculativo. L’aggiornamento delle previsioni di UBS sull’Eurozona offre invece un elemento a favore di una maggiore ampiezza del ciclo.
Dopo risultati del secondo trimestre più forti e diffusi, UBS ha portato a circa 15% la previsione di crescita degli utili nel 2026 sia per l’Euro Stoxx 50 sia per gli indici più ampi dell’Eurozona. La stima per l’Euro Stoxx 50 è salita dall’8%, mentre quella per il mercato complessivo della regione è passata dall’11% a circa il 15%. Per il 2027 la banca ha lasciato invariata la previsione al 15%. 21
Un’altra analisi sullo stesso ciclo di risultati ha indicato una crescita degli utili dell’Eurozona di circa il 22% su base annua, o dell’11% escludendo il settore energetico. La disciplina sui costi ha sostenuto i margini, mentre la crescita dei ricavi dovrebbe contribuire maggiormente con il miglioramento dell’attività manifatturiera. 22
Questo non significa che tutte le regioni o tutti i settori stiano partecipando allo stesso modo. Rafforza però l’idea di UBS secondo cui il ciclo dei profitti si stia estendendo oltre un ristretto gruppo di società statunitensi a grande capitalizzazione.
Per UBS, l’intelligenza artificiale non è soltanto una storia di Borsa: è un ciclo di investimenti e infrastrutture. La domanda si sta manifestando nei data center, nei semiconduttori, nella produzione di elettricità e nei macchinari per l’edilizia.
Quando a maggio ha alzato la previsione sull’S&P 500, UBS aveva citato la tenuta dei consumi e la forte domanda di infrastrutture per i data center. 2 Ad agosto la banca ha indicato la revisione al rialzo delle previsioni annuali sui ricavi di Palantir e Caterpillar come esempi di una domanda legata all’IA che si sta propagando oltre i produttori di chip e le società cloud. La costruzione dei data center stava sostenendo, in particolare, la domanda di apparecchiature Caterpillar per la generazione elettrica e l’edilizia.
4
Questo meccanismo di trasmissione è cruciale. Se la spesa per l’IA genera ordini, ricavi e in seguito aumenti della produttività in più comparti, può sostenere un ciclo degli utili più ampio. Se invece la spesa resta concentrata in pochi gruppi tecnologici, oppure i clienti non ottengono rendimenti adeguati dalle infrastrutture costruite, lo stesso boom degli investimenti potrebbe diventare una fonte di delusione.
La stessa UBS riconosce che l’hardware per l’IA continua a beneficiare di una forte crescita degli utili, ma avverte che posizionamenti affollati e maggiore leva finanziaria rendono necessaria la diversificazione. 5 In un commento di luglio, la banca ha inoltre indicato una possibile delusione sulla spesa in conto capitale per l’IA o sulla capacità di monetizzarla tra i rischi per le azioni globali.
14
La Corea del Sud offre uno degli esempi più chiari del confronto tra fondamentali e speculazione. Il rally del KOSPI è stato strettamente legato alla domanda di semiconduttori connessa all’IA, con Samsung Electronics e SK Hynix — due importanti produttori di chip di memoria — tra i principali motori dell’indice.
A maggio il KOSPI ha superato per la prima volta quota 7.000, mentre il rally dei semiconduttori legati all’IA portava la capitalizzazione di Samsung Electronics oltre 1.000 miliardi di dollari. 36
La ripresa non è stata soltanto una storia di prezzi speculativi: le analisi sul mercato hanno collegato il rialzo alle solide aspettative sugli utili e alla domanda di chip di memoria utilizzati nella filiera dell’IA. 32 Ma la Corea mostra anche come entusiasmo fondato sui fondamentali e speculazione possano convivere.
Reuters ha riferito che le posizioni a leva sui titoli sudcoreani legati all’IA hanno contribuito a una volatilità eccezionale. A luglio il KOSPI è sceso di circa il 20%, pur restando in rialzo del 62% da inizio anno in quel momento. 34 Dopo aver toccato un minimo il 30 luglio, l’indice ha poi recuperato circa il 22%, mentre il commercio globale dell’IA tornava a rafforzarsi, sostenuto da Samsung e SK Hynix.
32
La lezione non è che gli utili siano irrilevanti. È che una crescita reale dei profitti può attirare leva finanziaria, trading basato sul momentum e posizioni eccessivamente concentrate. Un mercato può avere fondamentali solidi e subire comunque un brusco ribasso.
La tesi più ampia di UBS ha bisogno che la crescita degli utili si estenda oltre i principali beneficiari dell’IA. La banca ha descritto la forza degli utili statunitensi come diffusa, osservando che ampiezza e dimensione delle sorprese positive nel secondo trimestre sono state migliori delle medie storiche. 3
Il settore energetico sarà uno dei comparti da osservare per valutare questa ampiezza, ma mostra anche i limiti di un’analisi basata soltanto sugli utili. Un aumento del prezzo del petrolio può sostenere i profitti dei produttori di energia, aumentando però i costi per famiglie e imprese e alimentando le pressioni inflazionistiche. UBS ha avvertito che una normalizzazione dell’offerta energetica più lenta del previsto potrebbe mantenere sostenuto il Brent e complicare il quadro dell’inflazione. 3
Si crea così una possibile contraddizione: gli utili delle società energetiche possono sostenere i profitti aggregati del mercato, mentre costi energetici più elevati rendono meno favorevoli le condizioni sui tassi per il resto dell’economia.
I prezzi azionari riflettono sia gli utili attesi sia il tasso utilizzato per attualizzare quei profitti futuri. Anche un ciclo degli utili eccellente potrebbe non impedire un calo delle Borse se i rendimenti obbligazionari a lunga scadenza salissero abbastanza da ridurre il valore attribuito dagli investitori agli utili futuri.
UBS Asset Management ritiene che il mercato rialzista possa resistere a tassi più elevati grazie a una crescita degli utili forte e sempre più ampia. Allo stesso tempo, prevede che l’inflazione core statunitense resti persistente e alta, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. 5
Il mercato obbligazionario è già diventato un rischio centrale. Reuters ha riferito che il primo discorso programmatico di Kevin Warsh a Jackson Hole, previsto per il 28 agosto, attirava l’attenzione degli investitori, interessati a indicazioni sull’aumento dei rendimenti, sull’inflazione e sull’indipendenza della Federal Reserve. 47 A un certo punto il rendimento dei Treasury statunitensi a 30 anni ha raggiunto il livello più alto dal 2007, secondo Bloomberg.
49
Rendimenti più elevati possono comprimere le valutazioni azionarie e aumentare il costo del debito per famiglie e imprese. Possono inoltre rendere le obbligazioni più attraenti rispetto alle azioni. In termini pratici, la tesi di UBS funziona meglio se la crescita degli utili resta abbastanza forte da compensare la pressione sulle valutazioni esercitata dai tassi.
Le prove disponibili sostengono una conclusione più sfumata rispetto a due slogan opposti: “è una bolla” oppure “gli utili rendono il rally sicuro”. Diversi rischi potrebbero indebolire lo scenario rialzista:
UBS presenta un caso fondamentale credibile: il mercato rialzista globale sembra essere sostenuto dalla crescita degli utili e da un ciclo concreto di investimenti, più che dalla sola paura di restare fuori. Gli elementi più convincenti sono la previsione di una crescita del 21% degli utili globali nel 2026, il forte rialzo delle stime per l’Eurozona, la solidità degli utili statunitensi e la domanda visibile collegata a data center e infrastrutture per l’IA. 12
21
3
4
Queste prove, tuttavia, non eliminano il rischio di una bolla. La Corea del Sud dimostra che profitti reali legati all’IA possono coesistere con leva finanziaria e volatilità estrema, mentre l’aumento dei rendimenti a lunga scadenza può danneggiare le valutazioni anche quando gli utili restano robusti. 34
49
Il test pratico per la tesi di UBS sarà triplice: capire se la crescita degli utili continuerà ad ampliarsi, se gli investimenti nell’IA produrranno ricavi e guadagni di produttività duraturi e se i rendimenti obbligazionari riusciranno a stabilizzarsi. Se queste condizioni si verificheranno, il rally avrà fondamenta più solide di un boom puramente speculativo. Se invece verranno meno, anche utili recenti molto forti potrebbero non bastare a evitare una brusca correzione guidata dal comparto tecnologico.
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UBS prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026 e di circa il 15% per i principali indici dell’Eurozona: un quadro che, secondo la banca, indica un rally sostenuto dai profitti e non soltanto da...
UBS prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026 e di circa il 15% per i principali indici dell’Eurozona: un quadro che, secondo la banca, indica un rally sostenuto dai profitti e non soltanto da... Le prove più solide arrivano dalla combinazione tra utili in crescita e domanda concreta per data center, semiconduttori, impianti di generazione elettrica e macchinari per l’edilizia.
La Corea del Sud mostra entrambe le facce del fenomeno: i profitti legati ai chip per l’intelligenza artificiale hanno spinto il mercato, ma la leva finanziaria ha amplificato volatilità e vendite forzate.
UBS prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026 e di circa il 15% per i principali indici dell’Eurozona: un quadro che, secondo la banca, indica un rally sostenuto dai profitti e non soltanto da... Le prove più solide arrivano dalla combinazione tra utili in crescita e domanda concreta per dat...
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L’argomento centrale di UBS è semplice: il rialzo globale delle Borse sarebbe sostenuto soprattutto dalla crescita degli utili societari e da un vero ciclo di investimenti, non da investitori che comprano azioni soltanto perché i prezzi continuano a salire.
Nella sua strategia di agosto, la banca prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026, seguita da un altro anno positivo nel 2027. UBS vede inoltre un potenziale rialzo di circa il 10% per le azioni globali fino alla metà del 2027. 12
La distinzione è importante, ma non equivale a una garanzia. Utili solidi possono giustificare prezzi più elevati, mentre le valutazioni restano esposte ai tassi d’interesse, all’indebitamento, alla concentrazione del mercato e al rischio che gli investimenti nell’intelligenza artificiale producano rendimenti inferiori alle attese.
Il punto non è soltanto che le quotazioni siano salite, ma che siano aumentati anche i profitti alla base dei prezzi. Se le aziende migliorano gli utili, ampliano i margini o superano le previsioni, il rialzo ha fondamenta più solide rispetto a un movimento alimentato quasi esclusivamente dall’entusiasmo e dalla FOMO, cioè la paura di rimanere esclusi.
La ricerca più recente di UBS indica un forte slancio degli utili sui mercati globali. La banca stima una crescita del 21% nel 2026 per le azioni globali e prevede un altro anno consistente nel 2027. Per il Nasdaq 100, tuttavia, la previsione è ancora più ambiziosa: +38% degli utili nel 2026. Questo dato mostra anche quanto la tesi generale dipenda ancora dai profitti legati al settore tecnologico. 12
Negli Stati Uniti, UBS aveva già portato a 335 dollari la previsione per l’utile per azione dell’S&P 500 nel 2026, pari a una crescita annua del 20%, rispetto alla precedente stima dell’11%. 6 Il 21 agosto UBS Global Wealth Management ha inoltre alzato l’obiettivo di fine anno per l’S&P 500 da 7.900 a 8.100 punti, citando un quadro più favorevole per gli utili e la fiducia nella prosecuzione della crescita dei profitti.
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In altre parole, le previsioni non si basano soltanto sull’ipotesi che gli investitori siano disposti a pagare un multiplo più alto per gli stessi utili. Presuppongono che gli utili continuino effettivamente a crescere. Per questo, le prossime revisioni delle stime rappresenteranno uno dei test più importanti per lo scenario rialzista.
Un rialzo concentrato su pochi colossi tecnologici statunitensi sarebbe più facile da liquidare come un fenomeno ristretto o speculativo. L’aggiornamento delle previsioni di UBS sull’Eurozona offre invece un elemento a favore di una maggiore ampiezza del ciclo.
Dopo risultati del secondo trimestre più forti e diffusi, UBS ha portato a circa 15% la previsione di crescita degli utili nel 2026 sia per l’Euro Stoxx 50 sia per gli indici più ampi dell’Eurozona. La stima per l’Euro Stoxx 50 è salita dall’8%, mentre quella per il mercato complessivo della regione è passata dall’11% a circa il 15%. Per il 2027 la banca ha lasciato invariata la previsione al 15%. 21
Un’altra analisi sullo stesso ciclo di risultati ha indicato una crescita degli utili dell’Eurozona di circa il 22% su base annua, o dell’11% escludendo il settore energetico. La disciplina sui costi ha sostenuto i margini, mentre la crescita dei ricavi dovrebbe contribuire maggiormente con il miglioramento dell’attività manifatturiera. 22
Questo non significa che tutte le regioni o tutti i settori stiano partecipando allo stesso modo. Rafforza però l’idea di UBS secondo cui il ciclo dei profitti si stia estendendo oltre un ristretto gruppo di società statunitensi a grande capitalizzazione.
Per UBS, l’intelligenza artificiale non è soltanto una storia di Borsa: è un ciclo di investimenti e infrastrutture. La domanda si sta manifestando nei data center, nei semiconduttori, nella produzione di elettricità e nei macchinari per l’edilizia.
Quando a maggio ha alzato la previsione sull’S&P 500, UBS aveva citato la tenuta dei consumi e la forte domanda di infrastrutture per i data center. 2 Ad agosto la banca ha indicato la revisione al rialzo delle previsioni annuali sui ricavi di Palantir e Caterpillar come esempi di una domanda legata all’IA che si sta propagando oltre i produttori di chip e le società cloud. La costruzione dei data center stava sostenendo, in particolare, la domanda di apparecchiature Caterpillar per la generazione elettrica e l’edilizia.
4
Questo meccanismo di trasmissione è cruciale. Se la spesa per l’IA genera ordini, ricavi e in seguito aumenti della produttività in più comparti, può sostenere un ciclo degli utili più ampio. Se invece la spesa resta concentrata in pochi gruppi tecnologici, oppure i clienti non ottengono rendimenti adeguati dalle infrastrutture costruite, lo stesso boom degli investimenti potrebbe diventare una fonte di delusione.
La stessa UBS riconosce che l’hardware per l’IA continua a beneficiare di una forte crescita degli utili, ma avverte che posizionamenti affollati e maggiore leva finanziaria rendono necessaria la diversificazione. 5 In un commento di luglio, la banca ha inoltre indicato una possibile delusione sulla spesa in conto capitale per l’IA o sulla capacità di monetizzarla tra i rischi per le azioni globali.
14
La Corea del Sud offre uno degli esempi più chiari del confronto tra fondamentali e speculazione. Il rally del KOSPI è stato strettamente legato alla domanda di semiconduttori connessa all’IA, con Samsung Electronics e SK Hynix — due importanti produttori di chip di memoria — tra i principali motori dell’indice.
A maggio il KOSPI ha superato per la prima volta quota 7.000, mentre il rally dei semiconduttori legati all’IA portava la capitalizzazione di Samsung Electronics oltre 1.000 miliardi di dollari. 36
La ripresa non è stata soltanto una storia di prezzi speculativi: le analisi sul mercato hanno collegato il rialzo alle solide aspettative sugli utili e alla domanda di chip di memoria utilizzati nella filiera dell’IA. 32 Ma la Corea mostra anche come entusiasmo fondato sui fondamentali e speculazione possano convivere.
Reuters ha riferito che le posizioni a leva sui titoli sudcoreani legati all’IA hanno contribuito a una volatilità eccezionale. A luglio il KOSPI è sceso di circa il 20%, pur restando in rialzo del 62% da inizio anno in quel momento. 34 Dopo aver toccato un minimo il 30 luglio, l’indice ha poi recuperato circa il 22%, mentre il commercio globale dell’IA tornava a rafforzarsi, sostenuto da Samsung e SK Hynix.
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La lezione non è che gli utili siano irrilevanti. È che una crescita reale dei profitti può attirare leva finanziaria, trading basato sul momentum e posizioni eccessivamente concentrate. Un mercato può avere fondamentali solidi e subire comunque un brusco ribasso.
La tesi più ampia di UBS ha bisogno che la crescita degli utili si estenda oltre i principali beneficiari dell’IA. La banca ha descritto la forza degli utili statunitensi come diffusa, osservando che ampiezza e dimensione delle sorprese positive nel secondo trimestre sono state migliori delle medie storiche. 3
Il settore energetico sarà uno dei comparti da osservare per valutare questa ampiezza, ma mostra anche i limiti di un’analisi basata soltanto sugli utili. Un aumento del prezzo del petrolio può sostenere i profitti dei produttori di energia, aumentando però i costi per famiglie e imprese e alimentando le pressioni inflazionistiche. UBS ha avvertito che una normalizzazione dell’offerta energetica più lenta del previsto potrebbe mantenere sostenuto il Brent e complicare il quadro dell’inflazione. 3
Si crea così una possibile contraddizione: gli utili delle società energetiche possono sostenere i profitti aggregati del mercato, mentre costi energetici più elevati rendono meno favorevoli le condizioni sui tassi per il resto dell’economia.
I prezzi azionari riflettono sia gli utili attesi sia il tasso utilizzato per attualizzare quei profitti futuri. Anche un ciclo degli utili eccellente potrebbe non impedire un calo delle Borse se i rendimenti obbligazionari a lunga scadenza salissero abbastanza da ridurre il valore attribuito dagli investitori agli utili futuri.
UBS Asset Management ritiene che il mercato rialzista possa resistere a tassi più elevati grazie a una crescita degli utili forte e sempre più ampia. Allo stesso tempo, prevede che l’inflazione core statunitense resti persistente e alta, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. 5
Il mercato obbligazionario è già diventato un rischio centrale. Reuters ha riferito che il primo discorso programmatico di Kevin Warsh a Jackson Hole, previsto per il 28 agosto, attirava l’attenzione degli investitori, interessati a indicazioni sull’aumento dei rendimenti, sull’inflazione e sull’indipendenza della Federal Reserve. 47 A un certo punto il rendimento dei Treasury statunitensi a 30 anni ha raggiunto il livello più alto dal 2007, secondo Bloomberg.
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Rendimenti più elevati possono comprimere le valutazioni azionarie e aumentare il costo del debito per famiglie e imprese. Possono inoltre rendere le obbligazioni più attraenti rispetto alle azioni. In termini pratici, la tesi di UBS funziona meglio se la crescita degli utili resta abbastanza forte da compensare la pressione sulle valutazioni esercitata dai tassi.
Le prove disponibili sostengono una conclusione più sfumata rispetto a due slogan opposti: “è una bolla” oppure “gli utili rendono il rally sicuro”. Diversi rischi potrebbero indebolire lo scenario rialzista:
UBS presenta un caso fondamentale credibile: il mercato rialzista globale sembra essere sostenuto dalla crescita degli utili e da un ciclo concreto di investimenti, più che dalla sola paura di restare fuori. Gli elementi più convincenti sono la previsione di una crescita del 21% degli utili globali nel 2026, il forte rialzo delle stime per l’Eurozona, la solidità degli utili statunitensi e la domanda visibile collegata a data center e infrastrutture per l’IA. 12
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Queste prove, tuttavia, non eliminano il rischio di una bolla. La Corea del Sud dimostra che profitti reali legati all’IA possono coesistere con leva finanziaria e volatilità estrema, mentre l’aumento dei rendimenti a lunga scadenza può danneggiare le valutazioni anche quando gli utili restano robusti. 34
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Il test pratico per la tesi di UBS sarà triplice: capire se la crescita degli utili continuerà ad ampliarsi, se gli investimenti nell’IA produrranno ricavi e guadagni di produttività duraturi e se i rendimenti obbligazionari riusciranno a stabilizzarsi. Se queste condizioni si verificheranno, il rally avrà fondamenta più solide di un boom puramente speculativo. Se invece verranno meno, anche utili recenti molto forti potrebbero non bastare a evitare una brusca correzione guidata dal comparto tecnologico.
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UBS prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026 e di circa il 15% per i principali indici dell’Eurozona: un quadro che, secondo la banca, indica un rally sostenuto dai profitti e non soltanto da...
UBS prevede una crescita del 21% degli utili azionari globali nel 2026 e di circa il 15% per i principali indici dell’Eurozona: un quadro che, secondo la banca, indica un rally sostenuto dai profitti e non soltanto da... Le prove più solide arrivano dalla combinazione tra utili in crescita e domanda concreta per data center, semiconduttori, impianti di generazione elettrica e macchinari per l’edilizia.
La Corea del Sud mostra entrambe le facce del fenomeno: i profitti legati ai chip per l’intelligenza artificiale hanno spinto il mercato, ma la leva finanziaria ha amplificato volatilità e vendite forzate.