La controversia ruota attorno a come la F1 controlla la velocità in pit lane. Il sistema non usa pistole radar; calcola la velocità media di un'auto misurando il tempo impiegato per percorrere la distanza tra due anelli di cronometraggio e dividendolo per la distanza nota tra di essi.
Dopo il GP di Monaco, il ricorso di Alpine ha rivelato che la distanza registrata da FOM per la prima zona di cronometraggio — 2.692 cm — era sbagliata. Una scansione LIDAR post-evento ha mostrato che la distanza più breve tra il primo e il secondo anello era in realtà più corta. La discrepanza, descritta come dell'ordine di centimetri, ha causato un sovrastima delle velocità medie da parte del sistema. Cinque piloti hanno ricevuto penalità basate su questi dati errati: Gasly (due volte), George Russell, Lewis Hamilton, Oscar Piastri e Franco Colapinto.
Alpine ha presentato questa nuova prova ai commissari, che l'hanno ritenuta "significativa e rilevante" e hanno annullato le due penalità di 5 secondi a Gasly, restituendogli il terzo posto.
La Mercedes ha formalmente presentato una petizione per un diritto di revisione del risultato modificato di Monaco, e la FIA ha confermato un'udienza virtuale sabato per ascoltare le argomentazioni del team. L'interesse del team è diretto: George Russell era uno dei piloti penalizzati per la stessa infrazione di eccesso di velocità in pit lane, poi rivelatasi basata su misurazioni errate.
Ma Russell non può semplicemente ricevere lo stesso rimedio di Gasly. La differenza procedurale cruciale è come ciascuna penalità è stata applicata. Le due penalità di 5 secondi di Gasly sono state aggiunte dopo la gara, quindi il diritto di revisione di Alpine ha potuto semplicemente rimuoverle dalla classifica finale. La penalità di Russell, al contrario, era già stata applicata durante la gara, rendendo proceduralmente molto più difficile annullarla. Ecco perché la Mercedes sta chiedendo una revisione separata dell'intero risultato modificato, piuttosto che un'applicazione automatica del rimedio di Gasly.
McLaren e Red Bull hanno entrambi notificato alla FIA la loro intenzione di appellare la reintegrazione di Gasly. La loro argomentazione è semplice e radicata nell'equità sportiva: se l'errore di cronometraggio ha colpito tutti e cinque i piloti penalizzati, correggere il risultato per uno solo di loro è incoerente.
McLaren ha citato pubblicamente preoccupazioni per "l'equità sportiva" e "l'integrità" nel suo appello. Red Bull ha un interesse competitivo più diretto: quando Gasly era stato inizialmente retrocesso al settimo posto, Isack Hadjar aveva ereditato il terzo posto e quello che sarebbe stato il suo primo podio in Red Bull. Quando Gasly è stato reintegrato, Hadjar ha perso quel risultato.
Alcune fonti indicano che fino a tre team — Mercedes, McLaren e Red Bull — hanno ora attivato una procedura di diritto di revisione sul risultato di Monaco.
Il caos legale di Monaco è lungi dall'essere finito. Con quattro team ora formalmente coinvolti nel processo, la FIA affronta una prova su come gestire un caso in cui il proprio sistema di cronometraggio ha prodotto il risultato sbagliato — e solo un pilota ha finora beneficiato della correzione.
La controversia ruota attorno a come la F1 controlla la velocità in pit lane. Il sistema non usa pistole radar; calcola la velocità media di un'auto misurando il tempo impiegato per percorrere la distanza tra due anelli di cronometraggio e dividendolo per la distanza nota tra di essi.
Dopo il GP di Monaco, il ricorso di Alpine ha rivelato che la distanza registrata da FOM per la prima zona di cronometraggio — 2.692 cm — era sbagliata. Una scansione LIDAR post-evento ha mostrato che la distanza più breve tra il primo e il secondo anello era in realtà più corta. La discrepanza, descritta come dell'ordine di centimetri, ha causato un sovrastima delle velocità medie da parte del sistema. Cinque piloti hanno ricevuto penalità basate su questi dati errati: Gasly (due volte), George Russell, Lewis Hamilton, Oscar Piastri e Franco Colapinto.
Alpine ha presentato questa nuova prova ai commissari, che l'hanno ritenuta "significativa e rilevante" e hanno annullato le due penalità di 5 secondi a Gasly, restituendogli il terzo posto.
La Mercedes ha formalmente presentato una petizione per un diritto di revisione del risultato modificato di Monaco, e la FIA ha confermato un'udienza virtuale sabato per ascoltare le argomentazioni del team. L'interesse del team è diretto: George Russell era uno dei piloti penalizzati per la stessa infrazione di eccesso di velocità in pit lane, poi rivelatasi basata su misurazioni errate.
Ma Russell non può semplicemente ricevere lo stesso rimedio di Gasly. La differenza procedurale cruciale è come ciascuna penalità è stata applicata. Le due penalità di 5 secondi di Gasly sono state aggiunte dopo la gara, quindi il diritto di revisione di Alpine ha potuto semplicemente rimuoverle dalla classifica finale. La penalità di Russell, al contrario, era già stata applicata durante la gara, rendendo proceduralmente molto più difficile annullarla. Ecco perché la Mercedes sta chiedendo una revisione separata dell'intero risultato modificato, piuttosto che un'applicazione automatica del rimedio di Gasly.
McLaren e Red Bull hanno entrambi notificato alla FIA la loro intenzione di appellare la reintegrazione di Gasly. La loro argomentazione è semplice e radicata nell'equità sportiva: se l'errore di cronometraggio ha colpito tutti e cinque i piloti penalizzati, correggere il risultato per uno solo di loro è incoerente.
McLaren ha citato pubblicamente preoccupazioni per "l'equità sportiva" e "l'integrità" nel suo appello. Red Bull ha un interesse competitivo più diretto: quando Gasly era stato inizialmente retrocesso al settimo posto, Isack Hadjar aveva ereditato il terzo posto e quello che sarebbe stato il suo primo podio in Red Bull. Quando Gasly è stato reintegrato, Hadjar ha perso quel risultato.
Alcune fonti indicano che fino a tre team — Mercedes, McLaren e Red Bull — hanno ora attivato una procedura di diritto di revisione sul risultato di Monaco.
Il caos legale di Monaco è lungi dall'essere finito. Con quattro team ora formalmente coinvolti nel processo, la FIA affronta una prova su come gestire un caso in cui il proprio sistema di cronometraggio ha prodotto il risultato sbagliato — e solo un pilota ha finora beneficiato della correzione.