Per oltre sessant’anni, l’industria ha corso seguendo un'unica metrica: riuscire a infilare sempre più transistor in una determinata area di silicio. La Legge Tau ribalta questa prospettiva. Il nuovo parametro da misurare è il tempo (τ) , ovvero quanto velocemente un segnale riesce ad attraversare un dispositivo, un circuito, un chip e, infine, un intero sistema di calcolo . In pratica, non si cerca più di rispondere alla domanda "quanto piccolo possiamo farlo?", ma a "quanto veloce possiamo farlo viaggiare?" .
L’architettura che traduce questa idea in realtà si chiama LogicFolding. Poiché la strada della miniaturizzazione spinta è sbarrata dalle sanzioni, Huawei impila i circuiti logici in verticale, creando una struttura tridimensionale. Secondo i dati forniti dall’azienda, questo approccio aumenta la densità dei transistor di circa il 55%, migliorando al contempo l’efficienza energetica, e tutto questo usando nodi produttivi maturi e già accessibili . He Tingbo ha inoltre pubblicato un articolo con l’apparato matematico della teoria su ChinaXiv.org, intitolato "A Time Scaling Theory for Multi-Layer Electronic Systems" .
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere densità di transistor equivalenti a un processo produttivo di classe 1,4 nanometri entro il 2031, senza mai possedere le più avanzate macchine litografiche EUV . Il primo chip Kirin progettato secondo questi principi è atteso in un dispositivo della serie Mate entro la fine dell’anno .
È impossibile separare la Legge Tau dal contesto delle restrizioni commerciali. Senza accesso agli strumenti di fabbricazione più avanzati, la tabella di marcia di Huawei sarebbe stata, sulla carta, destinata a fermarsi a nodi produttivi relativamente maturi. La Legge Tau è il tentativo di sfondare quel muro cambiando le regole del gioco .
Huawei sostiene di aver applicato questo nuovo paradigma nel silenzio più assoluto per sei anni, producendo in massa 381 diversi design di chip basati su questo approccio . In un’intervista all’agenzia Xinhua, He Tingbo ha riassunto l’esperienza con una frase che sa di resilienza: "Quando non c’è via di ritorno, quella è la via per la vittoria" .
La strategia è un ribaltamento completo della competizione. Invece di provare a inseguire la curva tradizionale della Legge di Moore – un percorso che richiederebbe libero accesso alle catene di fornitura globali della litografia – Huawei sta cercando di convincere l’industria che la vera misura del progresso dovrebbe essere il tempo di risposta a livello di sistema, non il conteggio dei transistor su una scheda tecnica . È un tentativo di ridefinire la leadership dei semiconduttori alle condizioni della Cina, con un occhio di riguardo per le prestazioni dei grandi cluster per l’intelligenza artificiale e i data center, dove la latenza complessiva conta più del singolo transistor .
Tuttavia, è doveroso sottolineare che nessuna terza parte indipendente ha ancora verificato le affermazioni di Huawei su prestazioni e rese produttive. La tanto citata densità equivalente a 1,4 nm per il 2031 è una proiezione aziendale, non un risultato misurato e certificato da un ente esterno . La reale fattibilità commerciale dei circuiti logici impilati verticalmente è da anni un rebus per l’intero settore, a causa dei problemi di dissipazione del calore e della complessità produttiva. Resta tutto da vedere se LogicFolding riuscirà a superare queste sfide su larga scala. Ma a prescindere dai futuri riscontri, la Legge Tau segna già un punto di svolta: è la prima volta che un grande colosso tecnologico cinese prova a dettare un nuovo principio guida all’industria globale dei chip, anziché limitarsi a seguire una rotta tracciata in Occidente .
Per oltre sessant’anni, l’industria ha corso seguendo un'unica metrica: riuscire a infilare sempre più transistor in una determinata area di silicio. La Legge Tau ribalta questa prospettiva. Il nuovo parametro da misurare è il tempo (τ) , ovvero quanto velocemente un segnale riesce ad attraversare un dispositivo, un circuito, un chip e, infine, un intero sistema di calcolo . In pratica, non si cerca più di rispondere alla domanda "quanto piccolo possiamo farlo?", ma a "quanto veloce possiamo farlo viaggiare?" .
L’architettura che traduce questa idea in realtà si chiama LogicFolding. Poiché la strada della miniaturizzazione spinta è sbarrata dalle sanzioni, Huawei impila i circuiti logici in verticale, creando una struttura tridimensionale. Secondo i dati forniti dall’azienda, questo approccio aumenta la densità dei transistor di circa il 55%, migliorando al contempo l’efficienza energetica, e tutto questo usando nodi produttivi maturi e già accessibili . He Tingbo ha inoltre pubblicato un articolo con l’apparato matematico della teoria su ChinaXiv.org, intitolato "A Time Scaling Theory for Multi-Layer Electronic Systems" .
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere densità di transistor equivalenti a un processo produttivo di classe 1,4 nanometri entro il 2031, senza mai possedere le più avanzate macchine litografiche EUV . Il primo chip Kirin progettato secondo questi principi è atteso in un dispositivo della serie Mate entro la fine dell’anno .
È impossibile separare la Legge Tau dal contesto delle restrizioni commerciali. Senza accesso agli strumenti di fabbricazione più avanzati, la tabella di marcia di Huawei sarebbe stata, sulla carta, destinata a fermarsi a nodi produttivi relativamente maturi. La Legge Tau è il tentativo di sfondare quel muro cambiando le regole del gioco .
Huawei sostiene di aver applicato questo nuovo paradigma nel silenzio più assoluto per sei anni, producendo in massa 381 diversi design di chip basati su questo approccio . In un’intervista all’agenzia Xinhua, He Tingbo ha riassunto l’esperienza con una frase che sa di resilienza: "Quando non c’è via di ritorno, quella è la via per la vittoria" .
La strategia è un ribaltamento completo della competizione. Invece di provare a inseguire la curva tradizionale della Legge di Moore – un percorso che richiederebbe libero accesso alle catene di fornitura globali della litografia – Huawei sta cercando di convincere l’industria che la vera misura del progresso dovrebbe essere il tempo di risposta a livello di sistema, non il conteggio dei transistor su una scheda tecnica . È un tentativo di ridefinire la leadership dei semiconduttori alle condizioni della Cina, con un occhio di riguardo per le prestazioni dei grandi cluster per l’intelligenza artificiale e i data center, dove la latenza complessiva conta più del singolo transistor .
Tuttavia, è doveroso sottolineare che nessuna terza parte indipendente ha ancora verificato le affermazioni di Huawei su prestazioni e rese produttive. La tanto citata densità equivalente a 1,4 nm per il 2031 è una proiezione aziendale, non un risultato misurato e certificato da un ente esterno . La reale fattibilità commerciale dei circuiti logici impilati verticalmente è da anni un rebus per l’intero settore, a causa dei problemi di dissipazione del calore e della complessità produttiva. Resta tutto da vedere se LogicFolding riuscirà a superare queste sfide su larga scala. Ma a prescindere dai futuri riscontri, la Legge Tau segna già un punto di svolta: è la prima volta che un grande colosso tecnologico cinese prova a dettare un nuovo principio guida all’industria globale dei chip, anziché limitarsi a seguire una rotta tracciata in Occidente .