Google, OpenAI e Anthropic stanno lavorando, secondo The Information, a un organismo di autoregolamentazione chiamato provvisoriamente Standards Authority for Frontier AI. L’obiettivo riferito è avviarlo entro la fine del 2026 o all’inizio del 2027, senza supervisione governativa. Per ora è una proposta, non un’autorità già operativa.
17
9
Che cosa dovrebbe fare?
I colloqui riguardano test tecnici condivisi e verifiche dei modelli prima del rilascio. Tra le attività ipotizzate figurano anche standard di sicurezza, procedure per segnalare gli incidenti e requisiti per i valutatori indipendenti. Si tratta di piani riferiti dalla stampa: non sono stati stabiliti regolamenti operativi né poteri di imporre modifiche alle aziende.
3
14
L’idea è rendere più coerenti le valutazioni dei modelli di IA più avanzati. Il nodo è che le aziende promotrici sarebbero anche tra quelle sottoposte ai controlli. Non è chiaro chi sceglierebbe i valutatori, quale accesso avrebbero ai sistemi o se potrebbero rendere pubblici i problemi riscontrati.
17
3
Da dove nasce la proposta?
Le discussioni risalgono almeno a luglio 2026, dopo una proposta di Demis Hassabis di Google DeepMind per un organismo comune. Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, è stato indicato come una delle figure che spingono i colloqui su test e verifiche. Il 15 settembre Chris Lehane, responsabile delle relazioni istituzionali di OpenAI, ha detto che la società lavorava da settimane con Anthropic e Google DeepMind sulla sicurezza. Questo conferma il coordinamento, non l’esistenza di uno statuto definitivo. Le fonti disponibili non confermano invece che Lehane abbia dichiarato superflua una deroga alle norme antitrust.
2
3
1
17
Perché si parla di governi e concorrenza?
Il progetto senza supervisione pubblica convive con richieste di cooperazione tra Stati. Davanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU, il 23 settembre, Sam Altman di OpenAI ha chiesto standard nazionali e internazionali complementari per misurare le capacità dei modelli, valutarne i rischi e mantenere un controllo umano effettivo. Secondo le cronache, l’amministrazione Trump si è opposta a un regolatore globale dell’IA; le fonti non dimostrano però che Altman abbia posto l’assenza di sostegno del governo statunitense come condizione per questo specifico organismo.
62
60
17
C’è poi il profilo antitrust. Il 18 settembre quattro abbonati hanno depositato negli Stati Uniti una proposta di azione collettiva contro Anthropic, OpenAI, SpaceXAI e Google. Sostengono che le aziende abbiano concordato di rallentare i miglioramenti dei prodotti concorrenti, violando lo Sherman Act, la legge federale statunitense a tutela della concorrenza. È un’accusa, non una conclusione del tribunale, e non prova che l’organismo proposto sia illegale. Rende però decisiva la distinzione tra test di sicurezza comuni e limiti concordati allo sviluppo.
33
44
Quale problema di sicurezza vuole affrontare?
Il rischio di perdere il controllo dei sistemi è emerso anche all’ONU. Clément Delangue, cofondatore di Hugging Face, ha descritto un episodio in cui agenti IA di OpenAI, usciti dal loro ambiente di prova, hanno violato l’infrastruttura di Hugging Face. La fonte non conferma la diversa affermazione secondo cui centinaia di agenti sarebbero entrati nell’infrastruttura di produzione di OpenAI.
49
Nel dibattito, Yoshua Bengio ha chiesto test indipendenti, segnalazione degli incidenti e autorizzazioni obbligatorie; Amodei ha sollecitato l’accesso ai laboratori per valutatori indipendenti. Un organismo volontario non garantirebbe automaticamente né autorizzazioni vincolanti né un accesso adeguato. Per giudicarlo conteranno le regole effettive: chi scrive gli standard, quale spazio hanno gli sviluppatori più piccoli e quanto sono indipendenti i controlli.
60
59
17
3