L’ingegnere britannico era entrato ufficialmente in Aston Martin come managing technical partner il 1° marzo 2025, dopo che il suo ingaggio era stato annunciato nel settembre 2024. In vista della stagione 2026, il team lo ha poi nominato team principal al posto di Andy Cowell, che ha assunto un incarico strategico .
Newey ha mantenuto anche la responsabilità dell’area tecnica. Nel corso della sua carriera ha contribuito a 12 titoli Costruttori e 14 titoli Piloti con Williams, McLaren e Red Bull, motivo per cui il suo arrivo a Silverstone era stato letto come il possibile catalizzatore della crescita definitiva di Aston Martin .
Il suo debutto da team principal, tuttavia, è stato tutt’altro che semplice. Newey è rimasto lontano dal muretto e, secondo alcune ricostruzioni, anche dalla fabbrica di Silverstone per più gare. L’assenza ha alimentato interrogativi nel paddock sul suo coinvolgimento e sulla situazione interna alla squadra .
Dopo aver parlato con lui, il consulente Red Bull Helmut Marko aveva dichiarato che Newey “non stava bene” nel pieno della crisi Aston Martin . Il proprietario Lawrence Stroll ha negato pubblicamente l’esistenza di una frattura, mentre le ricostruzioni sull’assenza hanno fatto riferimento anche a problemi di salute .
La AMR26 è la prima Aston Martin realizzata con il contributo di Newey e la prima monoposto del team equipaggiata con una power unit Honda ufficiale. I test pre-stagionali in Bahrain hanno però evidenziato fin da subito limiti profondi: la vettura ha completato meno giri di qualsiasi altra squadra, non ha portato a termine neppure una simulazione completa di gara e ha mostrato difficoltà nei sistemi di recupero dell’energia e nel raffreddamento .
Pedro de la Rosa aveva ammesso che Aston Martin era “chiaramente indietro”, con un distacco stimato tra i tre e i cinque secondi dai migliori . Ma il problema più urgente non era soltanto la velocità sul giro.
Le vibrazioni provenienti dalla power unit Honda hanno danneggiato più batterie del sistema ibrido e hanno provocato forti disagi fisici a Fernando Alonso e Lance Stroll. ESPN aveva persino riferito dei timori per possibili danni permanenti ai nervi dei piloti. In Australia, gara d’apertura della stagione, Aston Martin si era ritrovata con appena due batterie funzionanti e senza pezzi di ricambio disponibili .
Newey aveva indicato pubblicamente la power unit come il centro della crisi. Le tensioni sono aumentate durante un weekend terminato con il doppio ritiro di Alonso e Stroll, proprio in occasione della visita di alcuni dirigenti Honda .
Dopo il Gran Premio del Giappone, una delle due AMR26 è stata lasciata in Giappone e inviata alla struttura Honda di Sakura, dove gli ingegneri hanno lavorato al problema sul banco dinamometrico. All’inizio di maggio Aston Martin e Honda hanno annunciato di aver risolto le vibrazioni, precisando però che gli aggiornamenti capaci di migliorare davvero le prestazioni non sarebbero arrivati prima della fine dell’estate .
La previsione di Martin Brundle, secondo cui sarebbero serviti circa “sei mesi” per correggere adeguatamente problemi di questa portata, sembra quindi aver colto nel segno .
Nel mezzo della tempesta, Pedro de la Rosa è diventato il principale portavoce della linea Aston Martin. L’ambasciatore del team non ha nascosto la distanza dalle aspettative, ma ha respinto l’idea di una squadra allo sbando.
“Dall’esterno l’atmosfera intorno ad Aston Martin può sembrare pesante, ma all’interno della sede di Silverstone non c’è panico: solo realismo, pazienza e determinazione a migliorare”, ha spiegato .
De la Rosa ha inoltre insistito sul fatto che la squadra abbia “mantenuto calma e unità” e che lo sviluppo stia procedendo a un ritmo “eccellente” dietro le quinte . Ha elogiato anche il ruolo di Fernando Alonso, definendo un “lusso” poter lavorare con un due volte campione del mondo che continua a sostenere il personale e a spingere per trovare soluzioni lontano dai riflettori .
Il messaggio è chiaro: la sfida è enorme, i problemi sono numerosi e la presenza di nomi importanti non può trasformarsi automaticamente in vittorie immediate. “Servono tranquillità e realismo. La sfida è gigantesca”, ha dichiarato De la Rosa .
Il Gran Premio di Monaco si disputa dal 5 al 7 giugno 2026, in una collocazione diversa rispetto alla tradizionale data di fine maggio . Il programma prevede prove libere il venerdì 5 giugno, terze libere e qualifiche sabato 6 giugno, quindi la gara domenica 7 giugno .
Il weekend presenta inoltre due novità regolamentari importanti.
La Formula 1 ha cancellato la regola introdotta nel 2025 che imponeva almeno due pit stop a Monaco. L’esperimento aveva prodotto strategie molto speculative e risultati a sorpresa per alcune squadre di fondo classifica, senza però migliorare in modo evidente la qualità dei duelli in pista .
Nel 2026 i team tornano quindi a essere liberi di scegliere la propria strategia, con le qualifiche e la posizione in griglia nuovamente decisive su un tracciato dove i sorpassi sono tradizionalmente complicati .
Con i regolamenti 2026, il vecchio DRS è stato sostituito dall’aerodinamica attiva. Le vetture possono alternare una configurazione ad alto carico per le curve e una modalità a bassa resistenza, chiamata Straight Mode, sui rettilinei .
A Monaco, però, la FIA non ha previsto alcuna zona in cui utilizzare la modalità a bassa resistenza. Le strade strette, i muretti ravvicinati e la natura cittadina del circuito hanno portato l’organo di governo a considerare più prudente vietarla per l’intero giro .
Sarà la prima gara del 2026 senza alcuna zona Straight Mode. La scelta potrebbe ridurre, almeno in parte, il vantaggio delle squadre più efficienti sul piano della power unit, anche se non cancella i problemi strutturali della AMR26 .
Il ritorno di Newey al muretto non risolverà da solo i limiti della vettura, ma a Monaco potrebbe avere un peso particolare. Il circuito privilegia il comportamento del telaio, il carico aerodinamico e il grip meccanico più di altri tracciati, rendendo meno centrale il puro vantaggio di potenza del motore.
Krack ha sottolineato proprio l’esperienza di Newey nel Principato: “Ha molta esperienza anche qui, con numerose vittorie. Penso quindi che durante il weekend potrà dare uno o più contributi importanti” .
Per Aston Martin, il Gran Premio di Monaco è soprattutto un’occasione per riordinare le idee. Le vibrazioni Honda sono state dichiarate risolte, gli aggiornamenti più sostanziali sono attesi nei prossimi mesi e le regole specifiche del circuito possono offrire un contesto leggermente più equilibrato.
Il ritorno del team principal al muretto è dunque un segnale, non ancora una garanzia. Ma dopo un avvio in cui l’obiettivo principale era semplicemente arrivare al traguardo, Newey torna finalmente nel cuore dell’azione: davanti ai monitor, alle strategie e alle curve senza vie di fuga di Monte Carlo.
L’ingegnere britannico era entrato ufficialmente in Aston Martin come managing technical partner il 1° marzo 2025, dopo che il suo ingaggio era stato annunciato nel settembre 2024. In vista della stagione 2026, il team lo ha poi nominato team principal al posto di Andy Cowell, che ha assunto un incarico strategico .
Newey ha mantenuto anche la responsabilità dell’area tecnica. Nel corso della sua carriera ha contribuito a 12 titoli Costruttori e 14 titoli Piloti con Williams, McLaren e Red Bull, motivo per cui il suo arrivo a Silverstone era stato letto come il possibile catalizzatore della crescita definitiva di Aston Martin .
Il suo debutto da team principal, tuttavia, è stato tutt’altro che semplice. Newey è rimasto lontano dal muretto e, secondo alcune ricostruzioni, anche dalla fabbrica di Silverstone per più gare. L’assenza ha alimentato interrogativi nel paddock sul suo coinvolgimento e sulla situazione interna alla squadra .
Dopo aver parlato con lui, il consulente Red Bull Helmut Marko aveva dichiarato che Newey “non stava bene” nel pieno della crisi Aston Martin . Il proprietario Lawrence Stroll ha negato pubblicamente l’esistenza di una frattura, mentre le ricostruzioni sull’assenza hanno fatto riferimento anche a problemi di salute .
La AMR26 è la prima Aston Martin realizzata con il contributo di Newey e la prima monoposto del team equipaggiata con una power unit Honda ufficiale. I test pre-stagionali in Bahrain hanno però evidenziato fin da subito limiti profondi: la vettura ha completato meno giri di qualsiasi altra squadra, non ha portato a termine neppure una simulazione completa di gara e ha mostrato difficoltà nei sistemi di recupero dell’energia e nel raffreddamento .
Pedro de la Rosa aveva ammesso che Aston Martin era “chiaramente indietro”, con un distacco stimato tra i tre e i cinque secondi dai migliori . Ma il problema più urgente non era soltanto la velocità sul giro.
Le vibrazioni provenienti dalla power unit Honda hanno danneggiato più batterie del sistema ibrido e hanno provocato forti disagi fisici a Fernando Alonso e Lance Stroll. ESPN aveva persino riferito dei timori per possibili danni permanenti ai nervi dei piloti. In Australia, gara d’apertura della stagione, Aston Martin si era ritrovata con appena due batterie funzionanti e senza pezzi di ricambio disponibili .
Newey aveva indicato pubblicamente la power unit come il centro della crisi. Le tensioni sono aumentate durante un weekend terminato con il doppio ritiro di Alonso e Stroll, proprio in occasione della visita di alcuni dirigenti Honda .
Dopo il Gran Premio del Giappone, una delle due AMR26 è stata lasciata in Giappone e inviata alla struttura Honda di Sakura, dove gli ingegneri hanno lavorato al problema sul banco dinamometrico. All’inizio di maggio Aston Martin e Honda hanno annunciato di aver risolto le vibrazioni, precisando però che gli aggiornamenti capaci di migliorare davvero le prestazioni non sarebbero arrivati prima della fine dell’estate .
La previsione di Martin Brundle, secondo cui sarebbero serviti circa “sei mesi” per correggere adeguatamente problemi di questa portata, sembra quindi aver colto nel segno .
Nel mezzo della tempesta, Pedro de la Rosa è diventato il principale portavoce della linea Aston Martin. L’ambasciatore del team non ha nascosto la distanza dalle aspettative, ma ha respinto l’idea di una squadra allo sbando.
“Dall’esterno l’atmosfera intorno ad Aston Martin può sembrare pesante, ma all’interno della sede di Silverstone non c’è panico: solo realismo, pazienza e determinazione a migliorare”, ha spiegato .
De la Rosa ha inoltre insistito sul fatto che la squadra abbia “mantenuto calma e unità” e che lo sviluppo stia procedendo a un ritmo “eccellente” dietro le quinte . Ha elogiato anche il ruolo di Fernando Alonso, definendo un “lusso” poter lavorare con un due volte campione del mondo che continua a sostenere il personale e a spingere per trovare soluzioni lontano dai riflettori .
Il messaggio è chiaro: la sfida è enorme, i problemi sono numerosi e la presenza di nomi importanti non può trasformarsi automaticamente in vittorie immediate. “Servono tranquillità e realismo. La sfida è gigantesca”, ha dichiarato De la Rosa .
Il Gran Premio di Monaco si disputa dal 5 al 7 giugno 2026, in una collocazione diversa rispetto alla tradizionale data di fine maggio . Il programma prevede prove libere il venerdì 5 giugno, terze libere e qualifiche sabato 6 giugno, quindi la gara domenica 7 giugno .
Il weekend presenta inoltre due novità regolamentari importanti.
La Formula 1 ha cancellato la regola introdotta nel 2025 che imponeva almeno due pit stop a Monaco. L’esperimento aveva prodotto strategie molto speculative e risultati a sorpresa per alcune squadre di fondo classifica, senza però migliorare in modo evidente la qualità dei duelli in pista .
Nel 2026 i team tornano quindi a essere liberi di scegliere la propria strategia, con le qualifiche e la posizione in griglia nuovamente decisive su un tracciato dove i sorpassi sono tradizionalmente complicati .
Con i regolamenti 2026, il vecchio DRS è stato sostituito dall’aerodinamica attiva. Le vetture possono alternare una configurazione ad alto carico per le curve e una modalità a bassa resistenza, chiamata Straight Mode, sui rettilinei .
A Monaco, però, la FIA non ha previsto alcuna zona in cui utilizzare la modalità a bassa resistenza. Le strade strette, i muretti ravvicinati e la natura cittadina del circuito hanno portato l’organo di governo a considerare più prudente vietarla per l’intero giro .
Sarà la prima gara del 2026 senza alcuna zona Straight Mode. La scelta potrebbe ridurre, almeno in parte, il vantaggio delle squadre più efficienti sul piano della power unit, anche se non cancella i problemi strutturali della AMR26 .
Il ritorno di Newey al muretto non risolverà da solo i limiti della vettura, ma a Monaco potrebbe avere un peso particolare. Il circuito privilegia il comportamento del telaio, il carico aerodinamico e il grip meccanico più di altri tracciati, rendendo meno centrale il puro vantaggio di potenza del motore.
Krack ha sottolineato proprio l’esperienza di Newey nel Principato: “Ha molta esperienza anche qui, con numerose vittorie. Penso quindi che durante il weekend potrà dare uno o più contributi importanti” .
Per Aston Martin, il Gran Premio di Monaco è soprattutto un’occasione per riordinare le idee. Le vibrazioni Honda sono state dichiarate risolte, gli aggiornamenti più sostanziali sono attesi nei prossimi mesi e le regole specifiche del circuito possono offrire un contesto leggermente più equilibrato.
Il ritorno del team principal al muretto è dunque un segnale, non ancora una garanzia. Ma dopo un avvio in cui l’obiettivo principale era semplicemente arrivare al traguardo, Newey torna finalmente nel cuore dell’azione: davanti ai monitor, alle strategie e alle curve senza vie di fuga di Monte Carlo.