La causa principale è un difetto di autenticazione debole (CWE-1390) nella pipeline di validazione dei JWT di SharePoint. Secondo Rapid7, che ha scoperto il bug, la vulnerabilità deriva da diverse debolezze distinte nel modo in cui le classi SPJsonWebSecurityTokenHandlerV2 e SPJsonWebSecurityBaseTokenHandlerV2 di SharePoint analizzano i token Bearer per comunicazioni da servizio a servizio . Un attaccante può inviare un JWT appositamente modificato che il server considera affidabile senza una corretta verifica crittografica, assumendo di fatto l'identità di qualsiasi utente del sito SharePoint o amministratore della farm
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Microsoft ha descritto la falla in modo semplice: "La funzione di autenticazione può essere elusa poiché questa vulnerabilità consente l'impersonificazione" . Lo sfruttamento permette a un attaccante di divulgare file e modificare dati, ma Microsoft afferma che non può compromettere la disponibilità del sistema
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Il ricercatore di Rapid7 Stephen Fewer ha scoperto la falla, sottolineando che si tratta del primo di una catena di due vulnerabilità che, se combinata con un secondo difetto (ancora sotto embargo), può ottenere l'esecuzione di codice in remoto non autenticata contro server SharePoint vulnerabili .
La CISA (l'agenzia per la cybersicurezza e la sicurezza delle infrastrutture statunitense) ha pubblicato indicazioni urgenti per l'hardening il 14-15 luglio 2026, aggiornandole con l'escalation degli attacchi . Le organizzazioni che utilizzano SharePoint on-premise devono adottare immediatamente le seguenti misure:
CVE-2026-55040 non è un caso isolato. Lo stesso giorno del rilascio delle patch, la CISA ha confermato lo sfruttamento attivo di altre tre vulnerabilità SharePoint :
Gli attaccanti stanno concatenando queste vulnerabilità: utilizzano CVE-2026-32201 per l'accesso iniziale, CVE-2026-45659 o CVE-2026-56164 per l'esecuzione di codice e CVE-2026-55040 come moltiplicatore di forza per l'elusione dell'autenticazione . La campagna di sfruttamento coordinata è stata soprannominata "SharePoint chain" da alcuni ricercatori
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