Il punto contestato è una funzione spesso chiamata “Speed Offset”, che consente di impostare un margine oltre il limite vigente. Per il regolatore svedese, non si tratta di un dettaglio secondario: un sistema automatizzato che può scegliere di viaggiare oltre il limite entra in conflitto con le regole stradali europee e non dovrebbe essere autorizzato sulle strade dell’Unione finché questa capacità non verrà disattivata .
La posizione del TRV si inserisce in un quadro più ampio di cautela da parte delle autorità del Nord Europa.
Tesla ha presentato a regolatori svedesi e olandesi statistiche elaborate internamente, sostenendo che FSD riduca in modo significativo il numero di collisioni. Reuters e ricercatori indipendenti di sicurezza stradale hanno però definito quei confronti fuorvianti: i dati metterebbero a confronto i veicoli Tesla con FSD attivo e disattivato nella stessa flotta, senza correggere adeguatamente altri fattori che possono influenzare il rischio di incidenti .
Le autorità di Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca hanno inoltre messo in dubbio la completezza e l’affidabilità delle informazioni fornite .
Un altro interrogativo riguarda la capacità del sistema di operare in condizioni molto diverse da quelle più comuni nei dati di addestramento statunitensi. I regolatori nordici chiedono garanzie sul comportamento dell’auto su strade ghiacciate, durante l’inverno e in situazioni come l’attraversamento improvviso di alci, un rischio particolarmente rilevante nelle aree scandinave .
La dicitura “Full Self-Driving” è finita a sua volta sotto esame. Secondo la corrispondenza interna europea analizzata da Reuters, un investigatore dell’autorità svedese per i trasporti ha ritenuto il nome potenzialmente fuorviante, perché potrebbe spingere gli automobilisti a sopravvalutare le capacità del sistema.
I regolatori hanno anche espresso dubbi sull’efficacia del monitoraggio del conducente nel prevenire una disattenzione prolungata o il progressivo “disimpegno” dalla guida .
Test indipendenti hanno infine segnalato che FSD non avrebbe rilevato in modo affidabile i motociclisti in alcuni scenari . È un problema particolarmente delicato per qualunque sistema di assistenza che intervenga su sterzo, accelerazione e frenata in un ambiente stradale complesso.
Il percorso verso un riconoscimento valido in tutta l’UE sta procedendo più lentamente del previsto. La procedura ruota intorno al TCMV e alla richiesta olandese di un’autorizzazione ai sensi dell’articolo 39, una disposizione che può consentire deroghe o autorizzazioni specifiche rispetto alle regole di omologazione.
| Passaggio | Situazione |
|---|---|
| L’autorità olandese RDW concede la prima omologazione nazionale nell’UE | 10 aprile 2026 |
| La RDW presenta il caso al TCMV | 5 maggio 2026, con un briefing di 20 minuti e senza voto |
| Riunione del TCMV del 30 giugno | Solo discussione: sono previsti circa 50 minuti sull’esenzione dell’articolo 39; il voto non figura all’ordine del giorno |
| Possibile voto a livello UE | Rinviato all’autunno 2026 o a una data successiva |
Al 11 giugno 2026, il contesto fornito indica cinque Paesi europei con un’approvazione nazionale per FSD: Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca, Svezia e Spagna. Germania, Francia, Belgio e altri Stati risultano ancora in attesa . Un via libera nazionale, tuttavia, non equivale automaticamente all’approvazione uniforme in tutti i 27 Paesi membri.
Mentre il dossier europeo resta in sospeso, Tesla continua la distribuzione internazionale del sistema. Secondo le informazioni disponibili, FSD (Supervised) è attivo in:
Tesla ha inoltre indicato 12 Paesi in cui l’approvazione era ancora pendente: Cile e Colombia in Sud America; Regno Unito, Irlanda, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Danimarca e Norvegia in Europa . L’elenco riflette lo stato delle pratiche regolatorie e può sovrapporsi a Paesi che hanno già compiuto passi nazionali, ma non hanno ancora completato il percorso di riconoscimento più ampio.
A giugno 2026, Tesla Taiwan ha presentato ufficialmente la domanda per FSD (Supervised) al Vehicle Safety Certification Center (VSCC). La pratica è così passata dallo stato di “non registrato” a quello di “in valutazione” .
Alcune stime di settore ipotizzano un possibile lancio già a settembre 2026, ma la tempistica formale indicata punta più prudentemente al quarto trimestre del 2026 .
Per Tesla, dunque, il problema europeo non è soltanto ottenere un’autorizzazione: è dimostrare che il sistema possa adattarsi a regole più rigide, condizioni meteorologiche diverse e aspettative dei regolatori che non intendono trattare i limiti di velocità come semplici suggerimenti.
Il punto contestato è una funzione spesso chiamata “Speed Offset”, che consente di impostare un margine oltre il limite vigente. Per il regolatore svedese, non si tratta di un dettaglio secondario: un sistema automatizzato che può scegliere di viaggiare oltre il limite entra in conflitto con le regole stradali europee e non dovrebbe essere autorizzato sulle strade dell’Unione finché questa capacità non verrà disattivata .
La posizione del TRV si inserisce in un quadro più ampio di cautela da parte delle autorità del Nord Europa.
Tesla ha presentato a regolatori svedesi e olandesi statistiche elaborate internamente, sostenendo che FSD riduca in modo significativo il numero di collisioni. Reuters e ricercatori indipendenti di sicurezza stradale hanno però definito quei confronti fuorvianti: i dati metterebbero a confronto i veicoli Tesla con FSD attivo e disattivato nella stessa flotta, senza correggere adeguatamente altri fattori che possono influenzare il rischio di incidenti .
Le autorità di Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca hanno inoltre messo in dubbio la completezza e l’affidabilità delle informazioni fornite .
Un altro interrogativo riguarda la capacità del sistema di operare in condizioni molto diverse da quelle più comuni nei dati di addestramento statunitensi. I regolatori nordici chiedono garanzie sul comportamento dell’auto su strade ghiacciate, durante l’inverno e in situazioni come l’attraversamento improvviso di alci, un rischio particolarmente rilevante nelle aree scandinave .
La dicitura “Full Self-Driving” è finita a sua volta sotto esame. Secondo la corrispondenza interna europea analizzata da Reuters, un investigatore dell’autorità svedese per i trasporti ha ritenuto il nome potenzialmente fuorviante, perché potrebbe spingere gli automobilisti a sopravvalutare le capacità del sistema.
I regolatori hanno anche espresso dubbi sull’efficacia del monitoraggio del conducente nel prevenire una disattenzione prolungata o il progressivo “disimpegno” dalla guida .
Test indipendenti hanno infine segnalato che FSD non avrebbe rilevato in modo affidabile i motociclisti in alcuni scenari . È un problema particolarmente delicato per qualunque sistema di assistenza che intervenga su sterzo, accelerazione e frenata in un ambiente stradale complesso.
Il percorso verso un riconoscimento valido in tutta l’UE sta procedendo più lentamente del previsto. La procedura ruota intorno al TCMV e alla richiesta olandese di un’autorizzazione ai sensi dell’articolo 39, una disposizione che può consentire deroghe o autorizzazioni specifiche rispetto alle regole di omologazione.
| Passaggio | Situazione |
|---|---|
| L’autorità olandese RDW concede la prima omologazione nazionale nell’UE | 10 aprile 2026 |
| La RDW presenta il caso al TCMV | 5 maggio 2026, con un briefing di 20 minuti e senza voto |
| Riunione del TCMV del 30 giugno | Solo discussione: sono previsti circa 50 minuti sull’esenzione dell’articolo 39; il voto non figura all’ordine del giorno |
| Possibile voto a livello UE | Rinviato all’autunno 2026 o a una data successiva |
Al 11 giugno 2026, il contesto fornito indica cinque Paesi europei con un’approvazione nazionale per FSD: Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca, Svezia e Spagna. Germania, Francia, Belgio e altri Stati risultano ancora in attesa . Un via libera nazionale, tuttavia, non equivale automaticamente all’approvazione uniforme in tutti i 27 Paesi membri.
Mentre il dossier europeo resta in sospeso, Tesla continua la distribuzione internazionale del sistema. Secondo le informazioni disponibili, FSD (Supervised) è attivo in:
Tesla ha inoltre indicato 12 Paesi in cui l’approvazione era ancora pendente: Cile e Colombia in Sud America; Regno Unito, Irlanda, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Danimarca e Norvegia in Europa . L’elenco riflette lo stato delle pratiche regolatorie e può sovrapporsi a Paesi che hanno già compiuto passi nazionali, ma non hanno ancora completato il percorso di riconoscimento più ampio.
A giugno 2026, Tesla Taiwan ha presentato ufficialmente la domanda per FSD (Supervised) al Vehicle Safety Certification Center (VSCC). La pratica è così passata dallo stato di “non registrato” a quello di “in valutazione” .
Alcune stime di settore ipotizzano un possibile lancio già a settembre 2026, ma la tempistica formale indicata punta più prudentemente al quarto trimestre del 2026 .
Per Tesla, dunque, il problema europeo non è soltanto ottenere un’autorizzazione: è dimostrare che il sistema possa adattarsi a regole più rigide, condizioni meteorologiche diverse e aspettative dei regolatori che non intendono trattare i limiti di velocità come semplici suggerimenti.