Al 30 giugno 2026 Coinbase dichiarava 150.279 ETH detenuti per investimento, in calo di 896 ETH rispetto a fine 2025, oltre a 10.480 ETH destinati alle operazioni. La definizione di Pollak riguarda le tesorerie societarie in ETH, escludendo le aziende DAT, cioè quelle nate per accumulare asset digitali, e non compre...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What is the basis for Jesse Pollak’s claim that Coinbase is the largest non-digital-asset-treasury (non-DAT) holder of ETH by an order of ma. Article summary: Pollak’s claim is best understood as a claim about disclosed corporate ETH treasury, excluding companies whose central strategy is to accumulate ETH (“DATs”), not a verifiable ranking of every exchange, foundation, priva. Topic tags: general, general web, user generated, government. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, ch
La tesi di Jesse Pollak è più solida se interpretata come un’affermazione sulle tesorerie societarie in ETH rese pubbliche. Al 30 giugno 2026 Coinbase dichiarava di detenere circa 150.000 ETH per investimento, oltre a una posizione separata destinata alle operazioni. Il documento, però, è una fotografia del bilancio, non un registro delle transazioni: non dimostra che ogni ETH generato da Base sia stato conservato, venduto, convertito in Bitcoin o trasferito a una specifica piattaforma di trading.
Pollak ha escluso dal confronto le società di tesoreria di asset digitali, o DAT: aziende la cui strategia centrale consiste nell’accumulare criptovalute. In questa definizione ristretta, il saldo dichiarato da Coinbase — 150.279 ETH — offre una base fattuale chiara alla sua argomentazione. Le ricostruzioni contemporanee delle sue dichiarazioni descrivono una posizione nettamente superiore a quella di altre istituzioni non-DAT; Pollak ha inoltre affermato che Coinbase detiene circa 150.000 ETH da anni.
Questo non equivale a dire che Coinbase sia il maggiore detentore di ETH in assoluto. I wallet degli exchange contengono anche asset dei clienti, che non devono essere conteggiati come tesoreria societaria di Coinbase. Per questo le stime basate sui wallet pubblici possono associare a Coinbase milioni di ETH, riferendosi però in larga parte ad attività custodite per conto dei clienti e non possedute dalla società.
La rendicontazione del secondo trimestre 2026 distingue gli ETH di Coinbase in due categorie economicamente diverse:
La distinzione è importante. La categoria “per investimento” è la misura pubblica più vicina alla tesoreria societaria in ETH di Coinbase. La categoria operativa mostra che sul bilancio figurano altri ETH, ma non deve essere interpretata automaticamente come una scommessa di lungo periodo sul prezzo di Ether.
Alla fine del 2025 Coinbase deteneva 151.175 ETH per investimento; al 30 giugno 2026 ne dichiarava 150.279. La riduzione è quindi di 896 ETH, pari a circa lo 0,6%.
Nello stesso periodo, i dati riportati sulla base delle comunicazioni di portafoglio indicano che le partecipazioni in Bitcoin sono salite da 15.389 BTC a 17.311 BTC, con un aumento di 1.922 BTC, mentre il saldo di ETH detenuti per investimento è leggermente diminuito. È su questa combinazione che si fonda la critica secondo cui Coinbase avrebbe privilegiato Bitcoin rispetto a Ether.
I numeri consentono però una conclusione più limitata: la posizione dichiarata in ETH è scesa moderatamente mentre quella in Bitcoin è aumentata. Non mostrano un abbandono massiccio di Ether e non dimostrano che l’incremento del Bitcoin derivi direttamente dalla vendita degli ETH generati dai ricavi del sequencer di Base.
Alcuni critici hanno dedotto dai cambiamenti del portafoglio che Coinbase potrebbe aver venduto gli ETH generati dai ricavi del sequencer di Base, utilizzando il ricavato per acquistare Bitcoin. Questa lettura è stata presentata come un’inferenza basata sulle comunicazioni finanziarie pubbliche, non come la prova di transazioni specifiche.
Il saldo della tesoreria contrasta con la versione più ampia della narrativa del cosiddetto “dumping di ETH”. Una società che continua a detenere 150.279 ETH per investimento non ha azzerato la propria posizione societaria in Ether. Tuttavia, quel saldo non può rispondere alla domanda più circoscritta: che cosa sia accaduto agli ETH ricevuti in particolare attraverso Base.
I dati pubblici non chiariscono se tali entrate siano state:
Questa provenienza non tracciata è il limite centrale dell’argomento. Una variazione netta delle partecipazioni non stabilisce l’origine o la destinazione di ogni singola unità di ETH.
Le operazioni di unstaking e i trasferimenti verso Coinbase Prime, da soli, non provano una liquidazione. Potrebbero riflettere un ribilanciamento della tesoreria, la gestione dello staking, attività istituzionali o OTC, esigenze di liquidità oppure una vendita. Senza un’attribuzione dei wallet, registri degli scambi o una comunicazione societaria che colleghi il trasferimento a uno scopo preciso, le prove disponibili non risolvono la questione.
Anche per questo l’attività dei wallet degli exchange va letta con cautela. Coinbase gestisce sia un portafoglio societario di investimento sia una grande attività di custodia. Gli asset detenuti per clienti, istituzioni, utenti dello staking e conti collegati agli ETF non equivalgono agli ETH posseduti direttamente da Coinbase. La società ha dichiarato di agire come custode per oltre l’80% degli asset degli ETF statunitensi su Bitcoin ed Ether, dando un’idea della scala della custodia separata dalla tesoreria aziendale.
La risposta di Pollak non riguardava soltanto la dimensione del saldo in ETH. Ha anche descritto Coinbase come un partecipante attivo e un cliente dell’ecosistema Ethereum attraverso Base e le infrastrutture collegate, non semplicemente come un’azienda che estrae valore dalla rete. Le ricostruzioni delle sue dichiarazioni lo descrivono mentre sottolinea il ruolo di Coinbase nell’ecosistema e nello sviluppo di Ethereum; materiali precedenti documentano inoltre il suo sostegno a iniziative di scalabilità come l’EIP-4844.
Pollak ha anche sostenuto che la comunità Ethereum dovrebbe smettere di giudicare moralmente i propri clienti e utenti, comprese le persone coinvolte nel trading, nella finanza decentralizzata e nelle memecoin. È un’argomentazione su come l’ecosistema dovrebbe trattare i partecipanti commerciali; non è la prova che Coinbase non venda mai ETH o che ogni ricavo generato da Base rimanga nel bilancio societario.
La difesa collegata di Jason Chaskin segue una logica simile di integrazione nell’ecosistema: Coinbase è contemporaneamente detentore di ETH, gestore di Base, cliente di Ethereum, custode e punto di accesso per utenti e asset. Questi ruoli dimostrano un rapporto ampio con Ethereum, ma non sostituiscono una politica trasparente che spieghi come Coinbase gestisca i ricavi del sequencer.
La dichiarazione di Pollak ha una base credibile, ma circoscritta: Coinbase ha dichiarato circa 150.000 ETH detenuti per investimento, e questa posizione è rimasta quasi invariata tra il 31 dicembre 2025 e il 30 giugno 2026. La società ha inoltre riportato 10.480 ETH detenuti per le operazioni, mentre le sue partecipazioni in Bitcoin sono aumentate nel primo semestre del 2026.
Le prove sostengono quindi tre conclusioni:
La lettura corretta non è dunque né “Coinbase ha venduto tutti i suoi ETH” né “Coinbase non vende mai ETH”. Il quadro pubblico stabilisce la dimensione e la persistenza della posizione societaria, lasciando però irrisolto lo scopo di determinate transazioni storiche.
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Al 30 giugno 2026 Coinbase dichiarava 150.279 ETH detenuti per investimento, in calo di 896 ETH rispetto a fine 2025, oltre a 10.480 ETH destinati alle operazioni.
Al 30 giugno 2026 Coinbase dichiarava 150.279 ETH detenuti per investimento, in calo di 896 ETH rispetto a fine 2025, oltre a 10.480 ETH destinati alle operazioni. La definizione di Pollak riguarda le tesorerie societarie in ETH, escludendo le aziende DAT, cioè quelle nate per accumulare asset digitali, e non comprende gli ETH dei clienti custoditi da Coinbase.
I documenti indeboliscono l’idea che Coinbase abbia semplicemente liquidato la propria posizione in Ether mentre aumentava quella in Bitcoin, ma non permettono di ricostruire il destino di specifici ETH generati da Base.