Il calendario, invece, resta fermo per circa quattro settimane: dopo il Gran Premio d’Ungheria, disputato dal 24 al 26 luglio, la F1 tornerà in pista a Zandvoort dal 21 al 23 agosto .
La pausa agonistica comincia lunedì 27 luglio, il giorno successivo al GP d’Ungheria, e prosegue fino a giovedì 20 agosto . La stagione ripartirà venerdì 21 agosto con il Gran Premio dei Paesi Bassi, che sarà anche un fine settimana Sprint .
La chiusura delle fabbriche non ha però una data d’inizio identica per tutte le scuderie. Ogni team deve scegliere un periodo continuo di 14 giorni tra luglio e agosto e comunicarlo alla FIA prima dell’inizio del campionato . Nel 2026, la collocazione del calendario fa sì che la maggior parte delle squadre concentri la propria chiusura tra il GP d’Ungheria e quello di Zandvoort; diversi team hanno iniziato il 31 luglio .
Le regole operative FIA, nella sezione F e all’articolo F3.1.1, vietano qualsiasi attività finalizzata a migliorare le prestazioni della monoposto dell’anno in corso . In concreto, durante lo shutdown sono bloccati:
L’immagine delle fabbriche vuote rende bene l’idea: per due settimane non si può approfittare della pausa per preparare un aggiornamento tecnico o trovare un vantaggio sugli avversari.
Sono invece consentite le ferie del personale e, in misura limitata, le attività non legate alla F1. Un costruttore può quindi proseguire eventuali progetti stradali, mentre la preparazione ai regolamenti futuri è ammessa solo se non porta alcun beneficio alla vettura impegnata nel campionato in corso .
La regola ha due obiettivi principali .
Contenere i costi. Senza una sospensione obbligatoria, la pausa potrebbe trasformarsi in una nuova corsa allo sviluppo, favorendo le squadre con i budget e le strutture più grandi. Fermare gallerie del vento, simulatori e reparti produttivi riduce questo rischio.
Proteggere il personale. In una stagione da 24 gare distribuite nell’arco di circa nove mesi, meccanici, ingegneri e tecnici affrontano un ritmo particolarmente intenso. La chiusura garantisce loro un periodo di riposo effettivo prima della volata finale .
Dopo 11 appuntamenti, il campionato piloti presenta una gerarchia sorprendente, soprattutto per la posizione dei protagonisti più attesi:
Antonelli arriva alla pausa da leader con un rendimento descritto come maturo e costante. Il pilota italiano ha sottolineato l’importanza di «restare umile e concentrato» in vista della seconda metà della stagione .
Tra i Costruttori, Mercedes è la squadra da battere: ha conquistato 8 delle prime 11 vittorie . Ferrari è seconda con 307 punti, a 72 lunghezze dalla scuderia tedesca .
Il vantaggio di Mercedes non viene considerato una garanzia matematica. Simone Resta, vice direttore tecnico della squadra, ha avvertito: «La storia ci insegna che il campionato cambia sempre dopo la pausa estiva. La pressione aumenta sulle squadre al comando, ma cresce anche per quelle che cercano di recuperare» .
Dall’altra parte, Max Verstappen ha espresso perplessità sulle nuove regole tecniche del 2026. Secondo il pilota Red Bull, le monoposto hanno una potenza inferiore rispetto agli standard abituali della F1, con conseguenze anche sullo spettacolo in pista .
Il ritorno a Zandvoort sarà immediatamente importante per due motivi. Innanzitutto, il Gran Premio dei Paesi Bassi sarà un weekend Sprint. Inoltre, il 2026 dovrebbe essere l’ultima edizione del GP olandese per il prossimo futuro, aumentando il peso simbolico dell’appuntamento .
La prima parte della stagione ha indicato una Mercedes molto forte sul fronte delle nuove power unit. La domanda è se Ferrari e Red Bull riusciranno a ridurre il distacco con il lavoro svolto prima della chiusura e con le strategie della seconda metà del campionato .
Il calendario prevede ancora una lunga serie di gare, comprese alcune trasferte decisive: Singapore dal 9 all’11 ottobre, Austin dal 16 al 18 ottobre, il Messico dal 30 ottobre al 1° novembre, Las Vegas dal 20 al 22 novembre e il finale di Abu Dhabi dal 5 al 7 dicembre .
La pausa, dunque, non assegnerà nuovi punti né porterà aggiornamenti in pista. Ma potrebbe rivelarsi il momento in cui le squadre ridisegnano le proprie priorità: Mercedes dovrà difendere il margine, mentre Ferrari e Red Bull cercheranno il modo di trasformare le undici gare già disputate in un campionato ancora aperto.