Per Amanda Yap, arrivare in finale era già l’obiettivo del debutto ai Giochi asiatici 2026 in Giappone. Il 25 settembre la sedicenne singaporiana lo ha raggiunto: nella finale alla trave si è classificata sesta con 13,033 punti.
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Le medaglie non erano una garanzia
Yap aveva già dimostrato di poter competere a livello internazionale. Nel 2025 era diventata la prima ginnasta di Singapore a qualificarsi per una finale ai Mondiali, terminando sesta alla trave. A dicembre aveva conquistato l’argento nella stessa specialità ai Giochi del Sud-est asiatico; nel luglio 2026 era arrivato un altro argento ai Giochi del Commonwealth di Glasgow, la prima medaglia di Singapore nella ginnastica in quella competizione dal 2014.
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I risultati, però, avevano portato anche aspettative. Dopo i Mondiali, Yap aveva raccontato di aver sentito la pressione di chi la invitava a puntare all’oro prima dei Giochi del Sud-est asiatico. In vista dei Giochi asiatici, dove sapeva di trovare avversarie forti, aveva scelto un traguardo più concreto: dare il meglio e, se possibile, entrare in finale.
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La preparazione interrotta dall’infortunio
Un problema alla schiena l’aveva costretta a modificare il programma di allenamento. Prima dei Giochi, le cronache riferivano che stava tornando gradualmente alla sua routine abituale, senza precisare quali esercizi avesse cambiato né quanto allenamento avesse perso.
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Ai Giochi del Commonwealth, Yap aveva spiegato di aver affrontato il nervosismo cercando di godersi l’esperienza e di eseguire l’esercizio come in allenamento. Dopo il sesto posto in Giappone, ha detto che il debutto le aveva dato esperienza e fiducia in vista dei Mondiali di ottobre.
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