A questo si aggiunge il database Government Terms Translated, curato dal MDDI. La raccolta contiene i nomi ufficiali di ministeri, enti pubblici, organizzazioni, iniziative e programmi governativi, oltre ai nomi delle stazioni MRT e LRT, nelle quattro lingue ufficiali. Il suo scopo è mantenere uniformi le traduzioni della terminologia istituzionale.
Gli sviluppatori hanno indicato alcuni casi in cui la traduzione più ovvia non sarebbe necessariamente quella più corretta per Singapore:
Il punto, quindi, non è solo evitare errori grammaticali. Una traduzione istituzionale deve rispettare anche la storia dei luoghi, la struttura politica del Paese e le espressioni consolidate tra le comunità locali.
Durante il periodo di test, chi visita mddi.gov.sg visualizza un banner che indirizza alla versione beta, disponibile all’indirizzo beta.mddi.gov.sg. Una volta entrati, gli utenti possono selezionare inglese, cinese, malese o tamil dal menu a tendina nell’angolo superiore destro della pagina.
Il sito permette inoltre di inviare segnalazioni. Gli utenti possono indicare una traduzione errata oppure suggerire una formulazione più naturale e precisa. Questo riscontro serve a mettere alla prova lo strumento su pagine, argomenti e strutture diverse da quelle considerate nei test interni.
Polyglot è progettato per accelerare la produzione delle traduzioni, non per sostituire automaticamente il controllo degli esperti. Gli operatori del MDDI possono modificare manualmente i testi, consentendo agli specialisti della materia e ai revisori linguistici di intervenire su errori, sfumature, nomi propri, indirizzi e tono.
Le pagine indicano inoltre che il contenuto è stato tradotto con l’AI. L’avvertenza è importante: i modelli linguistici possono ancora generare risultati inesatti o formulazioni fuorvianti. La traduzione automatica può aiutare a comprendere un’informazione, ma non deve essere considerata per definizione una versione ufficiale infallibile, soprattutto quando sono in gioco scadenze, requisiti o procedure amministrative.
Il progetto segue dunque un modello a tre livelli: generazione automatica, revisione umana e feedback pubblico. È anche il motivo per cui Polyglot è ancora un progetto pilota e non un sistema già esteso a tutti i siti governativi.
Il prototipo è nato da un team di cinque persone di OGP durante l’edizione 2026 di Hack for Public Good, l’hackathon annuale dedicato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per l’interesse pubblico.
La struttura è stata pensata per essere indipendente dalla piattaforma. Un ente può inserire il widget nel front-end del proprio sito con un semplice script, mentre un portale amministrativo separato consente di gestire e aggiornare le traduzioni. In questo modo non sarebbe necessario integrare il sistema manualmente nel sistema di gestione dei contenuti di ogni singolo sito.
Un’architettura di questo tipo potrebbe facilitare l’adattamento a siti governativi diversi. Tuttavia, l’eventuale espansione dipenderà dalla qualità dei risultati, dalla sostenibilità della revisione umana e dai commenti raccolti durante il test. Al momento non è stata annunciata una data per una distribuzione completa.
Nel linguaggio istituzionale, anche un carattere o un’ortografia sbagliata possono cambiare il senso di una comunicazione. Un caso citato nelle informazioni sul progetto risale al 2017, quando uno striscione della Campagna per parlare il mandarino utilizzò un carattere cinese associato a “mancanza di rispetto” o “disprezzo”, invece di quello corretto per “leggere”.
Nel 2020, anche il testo in tamil della canzone “My Singapore”, eseguita durante le celebrazioni per la Festa nazionale, conteneva errori nei tratti e nell’ortografia che rendevano alcune parti difficili da comprendere. Furono segnalate anche grafie errate per parole come “amici” e “fratelli e sorelle”.
Questi episodi non dimostrano che il lavoro umano sia esente da errori. Evidenziano però la necessità di gestire con continuità la terminologia, controllare i testi e correggere rapidamente le imprecisioni. Polyglot prova a riunire questi passaggi in uno strumento digitale riutilizzabile, invece di lasciare che ogni ente affronti separatamente lo stesso problema.
I siti del governo di Singapore sono in gran parte redatti in inglese. Preparare, aggiornare e verificare anche le versioni in cinese, malese e tamil richiede tempo e risorse. Un sistema capace di produrre rapidamente una prima traduzione, utilizzando termini locali e sottoponendola poi al controllo di persone competenti, potrebbe rendere più tempestivo l’accesso alle informazioni pubbliche.
Il beneficio potenziale riguarda in particolare chi preferisce leggere nella propria lingua d’uso, compresi alcuni residenti più anziani. In una società multilingue e multiculturale, poter scegliere la lingua di un sito non dovrebbe essere un servizio aggiuntivo o occasionale, ma una parte normale dell’accesso ai servizi pubblici.
Il valore duraturo di Polyglot dipenderà però da tre fattori: accuratezza delle traduzioni, continuità della revisione umana e capacità di trasformare i suggerimenti degli utenti in miglioramenti reali. L’obiettivo dichiarato è fare delle traduzioni multilingue affidabili una funzione standard di tutti i siti e servizi digitali del governo di Singapore. Il test iniziato il 26 giugno è il primo banco di prova per capire se questo obiettivo sia concretamente raggiungibile.