Il ministro degli Esteri di Singapore Vivian Balakrishnan partecipa a New York all’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite dal 22 al 28 settembre 2026. Il suo intervento a nome di Singapore nel dibattito generale è in programma il 26 settembre. Per sapere quali posizioni presenterà quest’anno, però, occorre fare riferimento al discorso stesso: non basta proiettare sul 2026 quanto disse nel 2025.
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Gli appuntamenti in agenda
- Discorso nazionale: l’intervento di Singapore nel dibattito generale, previsto per il 26 settembre.
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- Eventi ospitati: una riunione ministeriale del Global Governance Group e un ricevimento per il Forum of Small States, il forum dei piccoli Stati.
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- Riunione copresieduta: un incontro dei ministri degli Esteri dell’ASEAN, l’associazione dei Paesi del Sud-est asiatico, e del Consiglio di cooperazione del Golfo.
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- Riunione a cui parteciperà: un incontro ministeriale di alto livello dell’Alleanza globale per l’attuazione della soluzione a due Stati.
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Balakrishnan ha inoltre riferito di aver già copresieduto con Ghana e Germania una tavola rotonda intitolata «Renewal and Focus: the UN We Need Five Years from Now», dedicata all’ONU dei prossimi cinque anni. Si tratta dunque di un’attività riferita come già svolta, non di un ulteriore appuntamento da attendere.
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Nel programma della visita figura anche un intervento all’Asia Society. Gli estratti delle fonti disponibili, tuttavia, non ne precisano data, titolo o argomento.
Il filo che lega gli incontri al dibattito sulla riforma
L’Assemblea si riunisce in un contesto segnato da guerre, divisioni geopolitiche, pressioni climatiche e rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale. Il tema della sessione è ripristinare la fiducia e governare le trasformazioni affinché l’ONU sia in grado di rispondere alle esigenze di tutti.
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Per Singapore, gli incontri dedicati ai piccoli Stati e la tavola rotonda sul futuro dell’ONU richiamano le priorità espresse da Balakrishnan alla precedente Assemblea generale. Nel discorso del 2025, il ministro sostenne che il multilateralismo fondato sul diritto internazionale restava la strada migliore per tutelare pace e prosperità, soprattutto per i piccoli Stati. Chiese inoltre un’ONU più rappresentativa e moderazione nell’uso del veto al Consiglio di sicurezza.
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Gli appuntamenti del 2026 offrono occasioni diplomatiche per lavorare su quei temi. Non dimostrano, però, che il discorso del 26 settembre conterrà nuove proposte: questo si potrà valutare solo alla luce dell’intervento.
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