Una serie di intrusioni segnalate nei sistemi di refrigerazione ha interrotto il raffreddamento in alcuni supermercati europei. Il 5 novembre 2026 la CISA, l’agenzia statunitense per la sicurezza informatica e delle infrastrutture, ha diffuso un avviso con FBI e dipartimenti della Salute, dell’Agricoltura e dei Trasporti. Le autorità parlano di attività malevole dirette contro i sistemi di refrigerazione industriale e di monitoraggio della catena del freddo. Le notizie documentano rischi concreti per le attività, ma non chiariscono chi ci sia dietro né dimostrano che tutti gli episodi siano collegati.
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Quali sistemi sono stati presi di mira
L’avviso statunitense cita i controllori elettronici della temperatura e i sistemi di controllo della refrigerazione commerciale usati nei supermercati e nei magazzini frigoriferi. Questi dispositivi regolano la temperatura e funzioni come i cicli di sbrinamento. Secondo le agenzie, chi attacca potrebbe sfruttare controllori non aggiornati o raggiungibili da Internet per modificarne da remoto le impostazioni.
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Le ricostruzioni degli episodi europei descrivono unità di refrigerazione impostate sullo sbrinamento o su temperature molto elevate, con alcune segnalazioni vicine ai 50 °C.
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16 È un esempio di come una violazione dei sistemi di tecnologia operativa — quelli che controllano apparecchiature e processi fisici — possa avere conseguenze sui beni e sulle scorte, non soltanto sui sistemi informatici aziendali. Le agenzie USA avvertono di possibili sprechi alimentari, danni alle attrezzature e rischi d’incendio.
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L’allerta non riguarda solo i supermercati: secondo le agenzie, sistemi di refrigerazione industriale e monitoraggio della catena del freddo sono ampiamente utilizzati nei settori sanitario, chimico, alimentare e agricolo, oltre che nei trasporti. La sicurezza dei controlli è quindi importante ovunque merci o processi dipendano dal mantenimento della temperatura.
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Gli episodi segnalati in Europa
In Francia, le notizie hanno descritto attacchi a centinaia di supermercati nel mese di ottobre. Secondo i dati dei rivenditori citati da WFAE, sarebbero stati coinvolti tra 150 e 200 punti vendita Intermarché e quasi 100 Coopérative U.
2 Le stime del totale variano da una fonte all’altra: non è quindi possibile indicare un conteggio preciso e definitivo.
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Il 2 novembre Reuters ha riferito di problemi alla refrigerazione in oltre 100 negozi di vari Paesi europei.
45 Le prime ricostruzioni non coincidevano sul numero dei Paesi coinvolti; in seguito la BBC ha parlato di episodi in almeno 10 Paesi e di prodotti buttati da alcuni rivenditori dopo l’aumento delle temperature.
44 Le differenze riflettono notizie pubblicate in momenti diversi e non costituiscono un bilancio definitivo di tutti i luoghi interessati.
Un episodio distinto ha coinvolto il monitoraggio o il controllo della temperatura in tre siti di conservazione a freddo utilizzati dal servizio nazionale francese del sangue. Secondo le notizie disponibili, il servizio ha dichiarato che non è andato perso alcun emoderivato. NPR ha riferito che Health ISAC, un’organizzazione che condivide informazioni sulle minacce informatiche in ambito sanitario, ha inviato un’allerta ai propri membri dopo attacchi ai sistemi di conservazione a freddo, incluso quello al servizio del sangue. Le informazioni disponibili non dimostrano che questo episodio fosse collegato agli attacchi ai supermercati.
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Le misure consigliate dalle autorità
La scheda congiunta invita i responsabili dei sistemi a ridurre l’esposizione e rafforzare i controlli sugli accessi:
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- Usare metodi di autenticazione robusti.
- Mantenere aggiornati i sistemi.
- Individuare i dispositivi di refrigerazione raggiungibili da Internet.
- Eliminare gli accessi remoti non necessari.
- Proteggere gli accessi remoti che devono restare attivi.
Queste misure rispondono alle criticità evidenziate nell’avviso: controllori esposti online o non aggiornati possono essere più facili da raggiungere o da compromettere. Chi gestisce gli impianti dovrebbe quindi verificare sia i dispositivi sia le connessioni remote che li supportano, senza considerare la refrigerazione estranea alle responsabilità di sicurezza informatica dell’organizzazione.
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Chi c’è dietro? Per ora non è accertato
Le fonti pubbliche disponibili non stabiliscono chi abbia condotto gli attacchi né se i diversi episodi siano opera dello stesso gruppo. NoName057(16) e Z-Pentest avrebbero rivendicato alcune azioni, ma una rivendicazione non equivale a una conferma indipendente.
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33 Le evidenze consentono di descrivere gli episodi e l’allerta delle agenzie, non di considerare certa l’attribuzione.
Il punto pratico è chiaro: i controlli della refrigerazione e della catena del freddo sono sistemi critici. Limitarne l’esposizione, proteggere gli accessi remoti necessari e installare gli aggiornamenti disponibili può ridurre il rischio che un incidente informatico si trasformi in un’interruzione delle attività.