Anthropic ha comunque un vantaggio procedurale su OpenAI: ha depositato la bozza riservata il 1° giugno, mentre OpenAI ha dichiarato di aver presentato il proprio filing il 8 giugno, senza indicare dimensioni o tempistiche dell’offerta. Questo anticipo potrebbe consentire ad Anthropic di muoversi prima nella revisione con la SEC e nel confronto con gli investitori, anche se il calendario può cambiare per entrambe le società.
Le indiscrezioni di mercato hanno descritto un’offerta Anthropic con l’obiettivo di raccogliere almeno 75 miliardi di dollari. Se la cifra diventasse un termine effettivo dell’operazione, l’IPO si collocherebbe nella stessa straordinaria fascia dell’offerta di SpaceX.
Il confronto con SpaceX richiede però cautela. MarketWatch ha parlato di quasi 75 miliardi di dollari raccolti, al netto dell’eventuale opzione di overallotment, cioè delle azioni aggiuntive che possono essere vendute per soddisfare una domanda superiore alle attese. Un’altra ricostruzione ha indicato 86,2 miliardi includendo tale opzione.
Anche per Anthropic, dunque, i 75 miliardi sono da considerare un’ambizione riportata dai media, non una cifra definitiva. Le fonti disponibili non includono un prospetto pubblico che confermi né questo obiettivo né una valutazione finale. La società è stata collegata a una recente valutazione privata superiore a 965 miliardi di dollari, ma una valutazione privata non coincide automaticamente con quella di una IPO.
Il principale argomento a favore della quotazione è la velocità con cui Anthropic avrebbe fatto crescere i ricavi.
Secondo documenti visionati da Bloomberg, i ricavi preliminari del secondo trimestre hanno superato gli 11,5 miliardi di dollari, rispetto ai 787 milioni dello stesso trimestre dell’anno precedente. I materiali indicano inoltre un risultato operativo rettificato positivo nel periodo.
Altri resoconti hanno collocato il revenue run rate annualizzato oltre i 65 miliardi di dollari alla fine di luglio. Il run rate è una proiezione su dodici mesi basata sull’andamento recente: non equivale ai ricavi annuali certificati e non costituisce una garanzia sui risultati futuri.
Questi numeri delineano una società passata rapidamente dalla fase di ricerca e sviluppo a vendite commerciali su larga scala. Il S-1 pubblico dovrà però spiegare quanto di questa crescita sia ricorrente, quanti ricavi provengano da contratti già sottoscritti e quanto dipenda da consumi variabili dei clienti.
Un utile operativo rettificato positivo non risolve da solo il problema dell’economia complessiva dell’azienda. Reuters ha riferito che Anthropic prevedeva per il secondo trimestre un utile operativo di 559 milioni di dollari e che avrebbe accettato di pagare a SpaceX 1,25 miliardi di dollari al mese per capacità di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale.
Anthropic ha confermato separatamente una collaborazione con SpaceX per ampliare la propria capacità computazionale e aumentare i limiti di utilizzo di Claude Code e della Claude API. Secondo quanto riportato sul contratto, l’impegno potrebbe valere decine di miliardi di dollari su più anni. Il trattamento contabile, le clausole di cancellazione e l’obbligazione complessiva dovranno essere verificati nei documenti societari pertinenti.
Per gli investitori, la domanda non sarà quindi soltanto se Anthropic riesce a generare profitti rettificati. Sarà necessario analizzare anche:
Sono circolate stime di una perdita netta di circa 42 miliardi di dollari nel 2025, ma la cifra precisa non è confermata dalle disclosure primarie disponibili qui e non dovrebbe essere trattata come un fatto acquisito.
Anthropic starebbe valutando una classe di azioni con poteri di voto rafforzati per l’amministratore delegato Dario Amodei e altri cofondatori. Reuters, citando un’indiscrezione pubblicata da The Information, ha riferito che la struttura servirebbe a proteggere il management dalle pressioni degli azionisti esterni. La società intenderebbe inoltre mantenere un ruolo per gli attuali trustee che non sono azionisti, ai quali potrebbe spettare l’elezione della maggioranza del consiglio di amministrazione.
Il piano non è definitivo. Il prospetto pubblico dovrà indicare il rapporto tra i voti, chi potrà detenere le azioni speciali, le regole per il loro trasferimento, eventuali clausole di scadenza e il modo in cui la struttura si coordinerà con il modello di governance di Anthropic come public-benefit corporation.
Per chi valuta l’investimento, il tema va oltre l’influenza personale dei fondatori. Le azioni a voto multiplo consentono al gruppo dirigente di mantenere il controllo strategico anche dopo la vendita di titoli al pubblico, riducendo però il peso decisionale degli azionisti ordinari. A fare la differenza saranno i termini esatti, non il semplice fatto che sia stata ipotizzata una struttura dual-class.
La crescita riportata di Anthropic sembra legata soprattutto a software aziendale, API e strumenti per sviluppatori. Analisi di terze parti hanno stimato per Claude Code un revenue run rate annualizzato superiore a 2,5 miliardi di dollari. Un’altra stima ha attribuito ad Anthropic il 32% della spesa aziendale per API di modelli linguistici di grandi dimensioni, contro il 25% di OpenAI. Queste quote, tuttavia, non sono misure aziendali certificate né dati sottoposti a revisione.
Il posizionamento enterprise è centrale per la tesi dell’IPO: contratti aziendali e API possono offrire ricavi più consistenti e integrare i modelli nei processi di lavoro dei clienti. Allo stesso tempo, espongono Anthropic al rischio di concentrazione della clientela, oscillazioni nell’utilizzo e costi infrastrutturali elevati.
Il S-1 dovrà mostrare quali clienti generano una quota rilevante dei ricavi e se le cifre annualizzate derivano da contratti, consumo effettivo, abbonamenti o semplici estrapolazioni delle vendite recenti.
Un’offerta Anthropic di dimensioni eccezionali potrebbe influenzare l’intero mercato delle quotazioni statunitensi nel 2026. Quartz ha riferito che le società americane avevano raccolto 160,6 miliardi di dollari al 19 agosto, rispetto al record annuale di 195,2 miliardi registrato nel 2021.
Un’IPO da almeno 75 miliardi sarebbe quindi abbastanza grande, da sola, da spingere il totale dell’anno ben oltre il precedente record se chiudesse effettivamente a quella cifra.
Anche questo calcolo resta condizionato. I database sulle IPO possono usare criteri diversi per cross-listing, overallotment ed emissioni azionarie collegate. L’effetto finale dipenderà dai proventi effettivi di Anthropic e dal metodo utilizzato per confrontare i dati.
Il documento decisivo dovrà rispondere ad alcune domande ancora aperte:
La conclusione più solida, per ora, è circoscritta ma rilevante: Anthropic è entrata formalmente nel processo per una possibile IPO, sta preparando il terreno con gli investitori e presenta una crescita abbastanza rapida da poter ridisegnare il mercato delle quotazioni del 2026.
Le cifre da record, però, restano proiezioni e indiscrezioni. Solo il prospetto pubblico dirà se l’offerta da 75 miliardi esiste davvero, quanto vale Anthropic sul mercato e quanto della sua crescita rimane dopo aver pagato il conto, sempre più pesante, dell’infrastruttura necessaria a far funzionare l’intelligenza artificiale.