In una nota interna esaminata da Reuters, Goldman ha descritto l’IA come una tecnologia capace di cambiare interi settori e di «moltiplicare l’efficacia del processo d’investimento» della società . Il progetto, quindi, non nasce soltanto per automatizzare attività amministrative: la scommessa è che l’IA possa contribuire direttamente alla generazione di rendimenti.
A guidare AlphaAI sarà Lou D’Ambrosio, con il nuovo titolo di Chairman of Artificial Intelligence for Asset Management, ovvero presidente per l’intelligenza artificiale nella gestione patrimoniale .
D’Ambrosio è un dirigente di lunga esperienza all’interno e all’esterno di Goldman Sachs. Nel 2018 ha fondato e guidato il Value Accelerator, oggi presiede l’AI Investing Leadership Council della società e in passato è stato amministratore delegato di aziende private e quotate, tra cui Sears Holdings Corporation e Avaya .
Il lancio di AlphaAI comporta anche un riassetto della leadership. Darius Adamczyk, ex presidente e amministratore delegato di Honeywell, entrato in Goldman Sachs come partner nel 2025, diventerà global head of the Value Accelerator and portfolio operations .
Adamczyk aveva già co-guidato il Value Accelerator insieme a D’Ambrosio. Il programma aiuta le società in portafoglio a crescere e a creare valore sfruttando la rete e le risorse operative di Goldman Sachs. In nove anni, secondo la società, più di 100 dirigenti operativi sono stati inseriti direttamente nel processo d’investimento .
La sua nuova responsabilità amplia dunque il ruolo delle competenze manageriali e operative nella gestione delle partecipazioni, mentre D’Ambrosio si concentra sulla nuova piattaforma dedicata all’IA.
Il progetto non è un’iniziativa isolata. Si inserisce in una strategia con cui Goldman Sachs sta cercando di estendere l’intelligenza artificiale a gran parte delle proprie attività.
La spinta di Goldman si inserisce in un mercato più vasto. Goldman Sachs Research ha stimato che nel 2026 le grandi società tecnologiche che gestiscono infrastrutture cloud e IA — i cosiddetti hyperscaler — potrebbero investire 527 miliardi di dollari in spese in conto capitale, rispetto ai 465 miliardi stimati all’inizio dell’anno .
Questi investimenti finanziano data center, chip, reti e altri componenti necessari per addestrare e utilizzare i modelli di intelligenza artificiale. La loro scala mostra perché banche e società di gestione patrimoniale considerino l’IA non soltanto uno strumento tecnologico, ma anche un possibile fattore competitivo per individuare opportunità e valutare gli investimenti.
Il punto centrale è il cambio di prospettiva: Goldman passa dall’uso dell’IA come supporto operativo — per esempio assistenti interni e strumenti per programmatori — al suo impiego come motore del processo d’investimento.
La piattaforma riflette la crescente pressione su banche e asset manager affinché integrino l’IA nelle attività fondamentali, compresa la ricerca di nuove fonti di “alpha”, cioè rendimenti superiori a quelli di riferimento ottenuti attraverso le decisioni d’investimento. Non significa che AlphaAI garantisca risultati o elimini i rischi: indica però la direzione verso cui si sta muovendo il settore, con modelli e dati sempre più intrecciati alla gestione dei portafogli.
Nel giorno dell’annuncio, il titolo Goldman Sachs è salito di circa il 3,2% durante le contrattazioni regolari, mentre gli investitori valutavano le implicazioni strategiche della piattaforma .