Tom Lee ritiene che le liquidazioni per oltre 19 miliardi di dollari del 10 ottobre 2025 abbiano eliminato parte della leva speculativa, rendendo il mercato potenzialmente meno vulnerabile. La sua tesi combina un possibile minimo del ciclo quadriennale intorno a ottobre 2026 con uno scenario di tokenizzazione da 20...
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La previsione rialzista di Tom Lee sui prossimi 12 mesi non si riduce all’idea che le criptovalute debbano rimbalzare dopo un crollo. La sua è una tesi composta da più elementi: il grande azzeramento della leva avrebbe reso il mercato meno fragile; il tradizionale ciclo quadriennale indicherebbe l’avvicinarsi di un minimo; tokenizzazione e partecipazione istituzionale potrebbero infine rafforzare la domanda. Le fonti confermano che si tratta della sua lettura, non che il mercato abbia già toccato il fondo. 3
Lee indica il 10 ottobre 2025 come momento chiave. Dopo la minaccia di dazi del 100% contro la Cina, in una sola giornata sono state liquidate scommesse crypto a leva per oltre 19 miliardi di dollari. Secondo lui, quelle vendite forzate hanno eliminato una parte dell’esposizione finanziata a debito che rendeva il mercato vulnerabile a ulteriori ribassi. 3
La distinzione è rilevante: la leva amplifica sia i rialzi sia le discese. Quando le posizioni vengono liquidate, rimangono meno scommesse speculative da chiudere forzatamente. Ma una minore leva, da sola, non prova l’arrivo di nuovi compratori, un miglioramento della liquidità o l’esistenza di un solido pavimento per i prezzi.
Nel report di settembre 2026 che riporta le sue dichiarazioni, Lee ha affermato che il minimo del ciclo quadriennale, osservato da molti operatori crypto, potrebbe arrivare il mese successivo: quindi, approssimativamente nell’ottobre 2026. 3
L’argomento è contrarian. Un minimo ciclico atteso non significa che i prezzi non possano ancora scendere prima di allora. Per Lee, chi aspetta che il minimo sia evidente rischia invece di arrivare tardi alla ripresa.
C’è però un limite evidente: gli schemi storici non sono leggi naturali. Altre ricostruzioni attribuiscono a Lee l’idea che l’ingresso degli investitori istituzionali possa modificare, o persino spezzare, il ciclo quadriennale tradizionale. Questo crea una tensione nella tesi: usare il ciclo come riferimento temporale e, al tempo stesso, sostenere che il suo peso stia diminuendo. 7
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Lee ha definito il reset della leva successivo all’ottobre 2025 un “mini crypto winter”: il 2026 sarebbe l’anno della ripresa, con guadagni potenzialmente più robusti nel 2027 e nel 2028. 12
La differenza rispetto ai precedenti inverni crypto, nella sua lettura, è che questa fase ribassista è seguita a un evento concentrato di deleveraging forzato, e non deriva esclusivamente da un deterioramento prolungato della narrativa sull’adozione. La visione rialzista presuppone che i casi d’uso di fondo — soprattutto finanza tokenizzata e infrastruttura Ethereum — continuino a svilupparsi anche durante la debolezza dei prezzi.
Resta un’interpretazione, non una relazione causale dimostrata. Una grande liquidazione può ridurre la leva, mentre le condizioni di mercato possono rimanere deboli per molte altre ragioni.
L’argomento strutturale più ambizioso di Lee riguarda la tokenizzazione: trasferire su infrastrutture blockchain i diritti economici relativi ad attività finanziarie tradizionali. La sua stima ipotizza circa 100 mila miliardi di dollari di asset portati on-chain, con una quota economica dell’1%; da qui deriverebbero circa 1.100 miliardi di dollari di ricavi annuali e un’opportunità di valutazione da 20 mila miliardi di dollari. 3
È un modello valutativo, non una previsione del valore di mercato attuale. Per realizzarsi, dovrebbe verificarsi contemporaneamente che:
Questo scenario spiega perché Lee veda un potenziale molto più ampio di una semplice operazione legata alle quotazioni delle criptovalute. Non convalida però in modo indipendente la cifra di 20 mila miliardi.
Ethereum è centrale nell’idea di Lee su dove potrebbe insediarsi una finanza on-chain in espansione. La proposta più ampia include pagamenti programmabili, sempre attivi e potenzialmente effettuati da agenti di IA autonomi, usando stablecoin e infrastrutture blockchain.
L’ipotesi dei pagamenti per agenti IA è prospettica. Le fonti disponibili sostengono l’enfasi di Lee su Ethereum e sulla tokenizzazione, ma non dimostrano in modo indipendente che Ethereum diventerà il principale livello di regolamento per gli agenti autonomi. È quindi più corretto considerarla una possibile traiettoria di adozione, non una domanda già comprovata.
Lee sostiene inoltre che rendimenti elevati possano innescare essi stessi nuova domanda. Nell’aggiornamento di BitMine di fine agosto, ha dichiarato che Ether aveva battuto l’S&P 500 di 5.430 punti base nel terzo trimestre fino al venerdì precedente; Ether, Bitcoin e Solana erano inoltre i tre asset migliori dal 30 giugno. Secondo Lee, questa sovraperformance relativa potrebbe spingere gli investitori istituzionali ad aumentare l’esposizione alle crypto. 17
Il meccanismo è quello del performance chasing: chi è poco esposto a una classe di attivi può rivedere le proprie allocazioni dopo una netta sovraperformance rispetto alle alternative macro. È uno scenario plausibile, ma condizionato. Gli investitori istituzionali potrebbero altrettanto facilmente ridurre il rischio per volatilità, necessità di ribilanciamento o cambiamenti nella propensione al rischio.
La tesi rialzista di Lee richiede che funzionino insieme tre idee: la liquidazione dell’ottobre 2025 avrebbe eliminato l’eccesso speculativo; il mercato sarebbe vicino a un punto di svolta ciclico; l’adozione trainata dalla tokenizzazione potrebbe infine creare domanda più durevole. 3
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Il modo più utile di interpretarla è come uno scenario di lungo orizzonte e ad alta convinzione, non come una previsione precisa. Il deleveraging può migliorare la struttura del mercato, ma non garantisce un minimo; le date dei cicli possono rivelarsi errate; e la domanda collegata a tokenizzazione e IA resta incerta. La tesi spiega perché Lee resti costruttivo nonostante la volatilità, ma non è un segnale autosufficiente per individuare il momento giusto di ingresso sul mercato.
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Tom Lee ritiene che le liquidazioni per oltre 19 miliardi di dollari del 10 ottobre 2025 abbiano eliminato parte della leva speculativa, rendendo il mercato potenzialmente meno vulnerabile.
Tom Lee ritiene che le liquidazioni per oltre 19 miliardi di dollari del 10 ottobre 2025 abbiano eliminato parte della leva speculativa, rendendo il mercato potenzialmente meno vulnerabile. La sua tesi combina un possibile minimo del ciclo quadriennale intorno a ottobre 2026 con uno scenario di tokenizzazione da 20 mila miliardi di dollari e il ruolo infrastrutturale di Ethereum.
Restano rischi importanti: il deleveraging non certifica un minimo dei prezzi, i cicli storici non sono leggi di mercato e la domanda legata a tokenizzazione e IA è ancora da dimostrare.