Capcom ha deciso di riportare in auge una meccanica amatissima del primo Dark Arisen: il sistema di perizia (item appraisal). Durante l'esplorazione troverete reperti non identificati e dovrete portarli da uno specialista per svelarne la natura. Solo dopo questa valutazione potrete brandire nuove armi, equipaggiare armature o apprendere abilità fino a quel momento nascoste . Non mancheranno, ovviamente, missioni inedite, nemici aggiuntivi, un nuovo equipaggiamento e un aumento del livello massimo per il nostro alter ego
.
Le modalità di acquisto variano a seconda della piattaforma. Preparatevi a fare un po' di ordine:
L'annuncio ufficiale non è stato un fulmine a ciel sereno. La community aveva raccolto indizi sempre più concreti nei mesi precedenti.
A marzo 2026, per festeggiare il secondo anniversario del gioco, Capcom diffuse un'illustrazione promozionale. Uno sguardo più attento rivelò una pergamena scritta nell'alfabeto di Gransys. Il messaggio era inequivocabile: "Avvistamenti confermati di grifoni in arrivo dalla regione settentrionale di Organ", un chiaro riferimento a quella che oggi conosciamo come la regione di Norgan .
Ad aprile 2026, un dietrofront su SteamDB fece scattare l'allarme rosso. Comparve un repository di circa 77 GB, ben 12 GB in più rispetto ai 65 GB dell'installazione base, per poi essere rimosso nel giro di poche ore. La dimensione del "malloppo" corrispondeva fin troppo bene a un'espansione corposa, alimentando il tam-tam tra i giocatori fino alla conferma di giugno .
Nonostante l'entusiasmo, Capcom mantiene il massimo riserbo su alcuni aspetti fondamentali, e la diplomazia delle "investor relations" non aiuta:
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