Nonostante questi cuscinetti di liquidità, la società ha scelto di far rispettare il tetto ai rimborsi piuttosto che attingere alle linee di credito per soddisfare tutte le richieste. Una scelta che contrasta nettamente con la strategia adottata da Blackstone per gestire una situazione simile nel suo fondo di credito privato di punta.
La pressione sul titolo del gestore patrimoniale svizzero non si è fatta attendere. Un report di Morningstar del 4 giugno ha rilevato che Partners Group Holding AG aveva messo in guardia su un " evergreen redemption drag " (un freno alla crescita degli asset dovuto ai riscatti dai fondi aperti) . In base a uno snapshot di aprile 2026, il titolo mostrava un calo a 90 giorni dell'11,62% e una perdita totale per l'azionista su un anno del 27,63%
.
La decisione di Partners Group non è un caso isolato, ma è l'ultimo tassello di un puzzle preoccupante. Il primo trimestre del 2026 ha visto una vera e propria corsa ai riscatti in tutto il settore del credito privato, innescata da un mix di tensioni geopolitiche e incertezze economiche globali.
Tra i fondi che hanno dovuto correre ai ripari, l'analisi di Business Insider sui documenti SEC ha evidenziato che gli investitori hanno chiesto di ritirare ben 19,5 miliardi di dollari dai fondi di credito diretto. Le società di gestione, però, ne hanno rimborsati solo 10,4, pari ad appena il 53% delle richieste, e ben 9 fondi su 17 hanno dovuto imporre tetti ai rimborsi . È come trovarsi in banca e scoprire che i propri risparmi sono momentaneamente "congelati".
Ecco una panoramica dei casi più eclatanti:
Le turbolenze hanno radici profonde. L'aggiornamento del primo trimestre 2026 di BCRED, ad esempio, citava la "forte volatilità e incertezza guidate da turbolenze geopolitiche e timori di disruption legata all'intelligenza artificiale" come elementi che pesavano sul sentiment degli investitori .
Fondi come il Global Value SICAV promettono agli investitori una liquidità periodica — di solito rimborsi mensili o trimestrali limitati al 5% del NAV — in cambio dell'accesso ad asset normalmente illiquidi. Pensate a un condominio dove tutti possono vendere il proprio appartamento, ma solo fino a un certo numero all'anno per non far crollare il mercato. È un modello che funziona finché le richieste di vendita (o di riscatto) restano al di sotto di quella soglia. Quando la soglia viene superata, come è accaduto per diversi veicoli all'inizio del 2026, i gestori si trovano davanti a una scelta difficile: onorare tutte le richieste vendendo asset in fretta e furia (una "svendita") o attingendo a linee di credito, oppure far scattare il blocco e rischiare un danno reputazionale.
La tensione si stava accumulando già dalla fine del 2025. Nel quarto trimestre, BDC di alto profilo come Ares Strategic Income Fund, Blackstone Private Credit Fund e Oaktree Strategic Credit Fund avevano visto richieste di riscatto tra il 2,71% e il 4,89% del NAV, ma erano comunque riusciti a soddisfarle tutte . Nel primo trimestre del 2026, quel cuscinetto di sicurezza si è completamente dissolto.
Partners Group ha riconosciuto che il tetto ai riscatti peserà sulla crescita degli asset. Se da un lato la società aveva in precedenza previsto una domanda lorda da nuovi clienti tra i 26 e i 32 miliardi di dollari per l'intero 2026, dall'altro aveva anche stimato un effetto frenante (tail-down) negativo tra i -10 e i -13 miliardi da programmi a termine in scadenza . L'aggiunta dei rimborsi bloccati sulla piattaforma evergreen rappresenta un ulteriore vento contrario, anche se l'entità precisa dell'impatto non è stata ancora quantificata nelle comunicazioni pubbliche.
Per gli investitori, l'episodio mette a nudo la tensione intrinseca del modello evergreen: la promessa di liquidità è solida tanto quanto la capacità (e la volontà) del fondo di mantenerla proprio nei momenti di stress del mercato. Con l'ansia che si sta propagando dal credito privato ai veicoli di private equity, nei prossimi mesi è probabile assistere a un numero crescente di blocchi cautelativi, iniezioni di capitale "creative" e tetti ai prelievi sempre più stringenti.
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