Il mainnet è rimasto fermo al blocco 17.449.398. Prima di interrompere la rete, MANTRA ha dichiarato di aver acquisito uno snapshot completo dello stato, così da preservare la situazione della blockchain e facilitare le attività di correzione e recupero.
L’interruzione ha avuto un impatto immediato sul token nativo. I dati di mercato riportati indicano un calo di circa 18,5%, da un livello vicino a 0,005060 dollari fino a un minimo intraday di circa 0,004126 dollari. Nello stesso periodo, i volumi di scambio sono aumentati di quasi il 600%, arrivando a circa 24 milioni di dollari: un segnale dell’intensa attività degli operatori dopo l’exploit e il blocco delle funzioni on-chain.
Gli scambi sui mercati centralizzati potevano continuare in alcuni casi, ma la rete MANTRA offline ha reso impossibili o limitato i trasferimenti on-chain e sospeso i depositi e i prelievi da e verso la blockchain. In altre parole, il trading del token e la possibilità di spostarlo effettivamente sulla rete sono rimasti due aspetti separati.
MANTRA ha dichiarato che l’exploit ha interessato due indirizzi di wallet prima che la minaccia fosse contenuta. Il progetto ha inoltre affermato che i fondi di utenti terzi, exchange e partner non sono stati direttamente colpiti.
Si tratta però della valutazione comunicata dal progetto durante la gestione dell’incidente, non dell’esito di un audit indipendente già completato. La distinzione è importante: dire che i fondi degli utenti risultano al sicuro riflette quanto riferito da MANTRA; un’analisi post-mortem e una revisione esterna dovranno chiarire in modo più completo il percorso dell’attacco, gli asset coinvolti e i controlli che hanno fallito o funzionato.
La risposta si è concentrata sul blocco di qualsiasi ulteriore movimento di valore mentre gli investigatori isolavano la vulnerabilità. MANTRA ha:
Il team ha poi identificato la causa principale, esaminato i vettori d’attacco conosciuti e preparato la versione v8.4.0, una release correttiva destinata a risolvere la vulnerabilità di Cosmos EVM. La patch è stata testata con un’esecuzione di prova sulla testnet DuKong, mentre il mainnet restava offline in attesa delle verifiche finali di sicurezza.
Il piano di MANTRA prevede un riavvio coordinato dei validatori, non il ritorno online indipendente dei singoli operatori. Ai validatori è stato chiesto di seguire la procedura ufficiale di aggiornamento e di attendere l’upgrade programmato del mainnet. Il progetto ha riferito che i test a vuoto hanno avuto esito positivo, ma che la rete era ancora in attesa delle verifiche finali e della preparazione del riavvio coordinato nell’ultimo aggiornamento disponibile.
Per una rete proof-of-stake ferma, la sequenza è cruciale: riattivare i nodi prima di aver completato patch, validazione e coordinamento potrebbe reintrodurre la vulnerabilità o causare uno stato incoerente della blockchain. Per questo il ripristino è stato subordinato alla correzione e alle revisioni di sicurezza, non soltanto alla ripresa della produzione dei blocchi.
Un’interruzione della rete può offrire terreno fertile a truffatori che impersonano il team e contattano gli utenti con false istruzioni di recupero. Messaggi non richiesti che domandano seed phrase, chiavi private, “convalide” del wallet o trasferimenti verso un presunto indirizzo di recupero devono essere considerati sospetti.
Un riavvio legittimo della rete non dovrebbe richiedere agli utenti di divulgare credenziali del wallet o di inviare asset a un indirizzo controllato da un presunto operatore dell’assistenza. Durante l’emergenza, la scelta più prudente è affidarsi agli aggiornamenti ufficiali di MANTRA e alle istruzioni di upgrade verificate, evitando link e messaggi diretti ricevuti da account non confermati.
L’incidente arriva in una fase già delicata per il progetto. Nell’aprile 2025, il precedente token OM aveva perso oltre il 90%, passando da circa 6,30 dollari a meno di 0,50 dollari, secondo le ricostruzioni contemporanee. MANTRA aveva attribuito il crollo a liquidazioni forzate sugli exchange, mentre altri osservatori avevano messo in discussione questa spiegazione.
Successivamente il progetto è passato da OM a MANTRA attraverso uno split dei token 1:4 non diluitivo al blocco 13.000.000: ogni OM è stato convertito in quattro token MANTRA, con un’espansione proporzionale dell’offerta complessiva.
Inveniam Capital Partners aveva inoltre annunciato l’intenzione di acquisire MANTRA e le società affiliate, con l’obiettivo di unire l’infrastruttura di dati per i mercati privati di Inveniam a quella blockchain regolamentata di MANTRA per gli asset tokenizzati. Questo contesto societario non ha cambiato il problema tecnico immediato: l’attenzione del mercato si è concentrata sulla possibilità di riavviare la rete in sicurezza e sulla riapertura dei depositi e dei prelievi.
I prossimi segnali chiave erano tre:
Finché questi passaggi non fossero stati completati, il rischio principale non era la normale volatilità del token. Era l’affidabilità della rete stessa e la capacità di MANTRA di ripristinare operatività e fiducia dopo un nuovo duro test sul piano della sicurezza e della credibilità.
Il mainnet è rimasto fermo al blocco 17.449.398. Prima di interrompere la rete, MANTRA ha dichiarato di aver acquisito uno snapshot completo dello stato, così da preservare la situazione della blockchain e facilitare le attività di correzione e recupero.
L’interruzione ha avuto un impatto immediato sul token nativo. I dati di mercato riportati indicano un calo di circa 18,5%, da un livello vicino a 0,005060 dollari fino a un minimo intraday di circa 0,004126 dollari. Nello stesso periodo, i volumi di scambio sono aumentati di quasi il 600%, arrivando a circa 24 milioni di dollari: un segnale dell’intensa attività degli operatori dopo l’exploit e il blocco delle funzioni on-chain.
Gli scambi sui mercati centralizzati potevano continuare in alcuni casi, ma la rete MANTRA offline ha reso impossibili o limitato i trasferimenti on-chain e sospeso i depositi e i prelievi da e verso la blockchain. In altre parole, il trading del token e la possibilità di spostarlo effettivamente sulla rete sono rimasti due aspetti separati.
MANTRA ha dichiarato che l’exploit ha interessato due indirizzi di wallet prima che la minaccia fosse contenuta. Il progetto ha inoltre affermato che i fondi di utenti terzi, exchange e partner non sono stati direttamente colpiti.
Si tratta però della valutazione comunicata dal progetto durante la gestione dell’incidente, non dell’esito di un audit indipendente già completato. La distinzione è importante: dire che i fondi degli utenti risultano al sicuro riflette quanto riferito da MANTRA; un’analisi post-mortem e una revisione esterna dovranno chiarire in modo più completo il percorso dell’attacco, gli asset coinvolti e i controlli che hanno fallito o funzionato.
La risposta si è concentrata sul blocco di qualsiasi ulteriore movimento di valore mentre gli investigatori isolavano la vulnerabilità. MANTRA ha:
Il team ha poi identificato la causa principale, esaminato i vettori d’attacco conosciuti e preparato la versione v8.4.0, una release correttiva destinata a risolvere la vulnerabilità di Cosmos EVM. La patch è stata testata con un’esecuzione di prova sulla testnet DuKong, mentre il mainnet restava offline in attesa delle verifiche finali di sicurezza.
Il piano di MANTRA prevede un riavvio coordinato dei validatori, non il ritorno online indipendente dei singoli operatori. Ai validatori è stato chiesto di seguire la procedura ufficiale di aggiornamento e di attendere l’upgrade programmato del mainnet. Il progetto ha riferito che i test a vuoto hanno avuto esito positivo, ma che la rete era ancora in attesa delle verifiche finali e della preparazione del riavvio coordinato nell’ultimo aggiornamento disponibile.
Per una rete proof-of-stake ferma, la sequenza è cruciale: riattivare i nodi prima di aver completato patch, validazione e coordinamento potrebbe reintrodurre la vulnerabilità o causare uno stato incoerente della blockchain. Per questo il ripristino è stato subordinato alla correzione e alle revisioni di sicurezza, non soltanto alla ripresa della produzione dei blocchi.
Un’interruzione della rete può offrire terreno fertile a truffatori che impersonano il team e contattano gli utenti con false istruzioni di recupero. Messaggi non richiesti che domandano seed phrase, chiavi private, “convalide” del wallet o trasferimenti verso un presunto indirizzo di recupero devono essere considerati sospetti.
Un riavvio legittimo della rete non dovrebbe richiedere agli utenti di divulgare credenziali del wallet o di inviare asset a un indirizzo controllato da un presunto operatore dell’assistenza. Durante l’emergenza, la scelta più prudente è affidarsi agli aggiornamenti ufficiali di MANTRA e alle istruzioni di upgrade verificate, evitando link e messaggi diretti ricevuti da account non confermati.
L’incidente arriva in una fase già delicata per il progetto. Nell’aprile 2025, il precedente token OM aveva perso oltre il 90%, passando da circa 6,30 dollari a meno di 0,50 dollari, secondo le ricostruzioni contemporanee. MANTRA aveva attribuito il crollo a liquidazioni forzate sugli exchange, mentre altri osservatori avevano messo in discussione questa spiegazione.
Successivamente il progetto è passato da OM a MANTRA attraverso uno split dei token 1:4 non diluitivo al blocco 13.000.000: ogni OM è stato convertito in quattro token MANTRA, con un’espansione proporzionale dell’offerta complessiva.
Inveniam Capital Partners aveva inoltre annunciato l’intenzione di acquisire MANTRA e le società affiliate, con l’obiettivo di unire l’infrastruttura di dati per i mercati privati di Inveniam a quella blockchain regolamentata di MANTRA per gli asset tokenizzati. Questo contesto societario non ha cambiato il problema tecnico immediato: l’attenzione del mercato si è concentrata sulla possibilità di riavviare la rete in sicurezza e sulla riapertura dei depositi e dei prelievi.
I prossimi segnali chiave erano tre:
Finché questi passaggi non fossero stati completati, il rischio principale non era la normale volatilità del token. Era l’affidabilità della rete stessa e la capacità di MANTRA di ripristinare operatività e fiducia dopo un nuovo duro test sul piano della sicurezza e della credibilità.