La flottiglia Global Sumud era composta da diverse imbarcazioni a bordo delle quali si trovavano attivisti, giornalisti e aiuti destinati a Gaza. I militari israeliani sono saliti a bordo in acque internazionali, trasferendo molti dei partecipanti su navi militari per condurli in Israele.
Gli organizzatori della missione hanno riferito che almeno 31 attivisti sono rimasti feriti durante l'intercettazione, tra cui cittadini di diversi Paesi.
Dopo l'operazione, i fermati sono stati portati nei porti israeliani e trattenuti in stato di custodia, prima di essere espulsi.
All'arrivo a Istanbul, alcuni attivisti liberati presentavano lividi e ferite visibili e hanno raccontato di aver subito violenze durante la detenzione.
Le testimonianze raccolte dagli organizzatori e dagli stessi attivisti includono accuse di:
Diversi attivisti sono stati ricoverati in ospedale dopo il rilascio. Tuttavia, le fonti giornalistiche hanno sottolineato che molte di queste accuse non erano state verificate in modo indipendente al momento della loro diffusione.
Le autorità israeliane hanno respinto con fermezza le accuse di maltrattamenti.
Secondo dichiarazioni riportate dalla stampa internazionale, il servizio penitenziario israeliano ha definito le accuse «false e del tutto prive di fondamento fattuale».
I funzionari israeliani hanno generalmente inquadrato l'operazione come un'esecuzione del blocco navale di Gaza e una risposta a un tentativo di violarlo.
L'incidente ha portato alla presentazione di denunce anche in Europa. La procura di Roma ha aperto un'indagine dopo che erano state presentate querele relative all'intercettazione e alla detenzione di attivisti presenti su imbarcazioni battenti bandiera italiana.
L'inchiesta, secondo le prime informazioni, si concentra su potenziali reati connessi al sequestro e al trattamento dei fermati, tra cui le accuse di sequestro di persona o di detenzione illegale legate all'operazione della flottiglia.
L'intercettazione è diventata rapidamente una questione diplomatica, in particolare per i Paesi i cui cittadini erano tra i fermati.
Numerosi governi – tra cui Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Canada e Belgio – hanno convocato i diplomatici israeliani o hanno presentato proteste formali per il trattamento riservato agli attivisti.
Spagna e Brasile hanno anche emesso una condanna congiunta per la detenzione di due loro cittadini coinvolti nella missione della flottiglia.
Le tensioni diplomatiche si sono intensificate dopo la diffusione sui social media di un video che mostrava attivisti detenuti inginocchiati con le mani legate. Le immagini hanno suscitato ulteriori critiche da parte di governi e funzionari stranieri.
L'episodio della Global Sumud mette in luce la controversia internazionale che perdura intorno al blocco navale israeliano di Gaza e la legalità dei tentativi degli attivisti di sfidarlo via mare. Dimostra inoltre come questi scontri possano rapidamente degenerare in crisi diplomatiche quando sono coinvolti cittadini stranieri, che vengano fermati o subiscano danni.
Al momento della pubblicazione di questo articolo, le indagini e le controversie politiche legate all'intercettazione della flottiglia – e le contrapposte ricostruzioni su cosa sia accaduto ai detenuti – erano ancora in corso, lasciando molte delle accuse principali senza una risoluzione definitiva.