Il 23 agosto 2026 Israele ha annunciato che avrebbe impedito l’ingresso a Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin, eurodeputati del Partito della Sinistra svedese, prima della loro visita programmata all’Autorità palestinese. Le autorità israeliane hanno citato la legge sull’ingresso nel Paese e accusato i due parlamentari di...
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Israele ha annunciato il 23 agosto 2026 che avrebbe impedito l’ingresso nel Paese a Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin, due eurodeputati del Partito della Sinistra svedese, poco prima del loro arrivo previsto per una visita all’Autorità palestinese. La decisione è stata presa su richiesta del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, che ha chiesto all’Autorità per la popolazione e l’immigrazione di negare loro l’ingresso in base alla legge israeliana sull’ingresso nel Paese. 12
I due parlamentari dovevano arrivare durante la notte passando da Israele. Le fonti disponibili, però, non stabiliscono che siano stati trattenuti, fatti scendere da un aereo o fermati in uno specifico aeroporto o valico di frontiera. Il fatto documentato è la decisione di impedire il loro ingresso prima della visita programmata. 123
Israele ha richiamato la propria legge sull’ingresso nel Paese. Secondo i resoconti sul provvedimento, la norma consente di negare l’ingresso a cittadini stranieri in circostanze che includono il sostegno pubblico a un boicottaggio di Israele, la negazione dell’Olocausto o degli attacchi del 7 ottobre 2023, oppure il sostegno pubblico a procedimenti giudiziari contro cittadini israeliani davanti a tribunali stranieri. 15
Il ministero degli Esteri israeliano ha descritto Sjöstedt e Gedin come persone che negli ultimi anni avrebbero agito contro Israele. In particolare, ha citato il presunto sostegno all’avvio o alla prosecuzione di procedimenti giudiziari internazionali contro cittadini israeliani, gli appelli a boicottaggi o sanzioni e dichiarazioni che, secondo il governo israeliano, accuserebbero falsamente Israele di genocidio, di affamare deliberatamente i civili e di colpire intenzionalmente bambini e personale sanitario. Si tratta delle accuse formulate dal governo israeliano, non di accertamenti giudiziari indipendenti. 236
Sjöstedt e Gedin avevano programmato di entrare in Israele durante la notte per raggiungere l’Autorità palestinese. Le fonti non descrivono il viaggio come una visita turistica: l’itinerario era legato a un incontro con istituzioni politiche palestinesi. 12
Nel loro lavoro al Parlamento europeo, i due hanno criticato quella che hanno definito una campagna israeliana di disinformazione riguardo all’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. In un’interrogazione scritta hanno chiesto quali iniziative l’Unione europea intendesse adottare e come potesse impedire la diffusione di tali affermazioni negli Stati membri. 19
Erano inoltre tra gli eurodeputati associati a un appello del 7 maggio 2026 rivolto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e all’Alta rappresentante dell’UE per la politica estera Kaja Kallas. La lettera chiedeva di aumentare la pressione politica su Israele affinché consentisse l’accesso indipendente dei giornalisti stranieri alla Striscia di Gaza. 21
I resoconti disponibili non contengono una trascrizione completa e verificabile della risposta di Sjöstedt. La distinzione centrale attribuita alla sua posizione è tra la critica alle politiche del governo israeliano — comprese la condotta a Gaza e nei territori palestinesi occupati — e l’opposizione a Israele come Stato o al popolo israeliano.
Questa differenza è fondamentale per capire la controversia. Israele ha definito l’attività dei due parlamentari “anti-Israele”; le loro posizioni politiche documentate, invece, mostrano una forte opposizione a specifiche politiche governative, alle operazioni militari, all’occupazione e alla condotta internazionale di Israele. Stabilire se tali posizioni raggiungano la soglia legale per giustificare un’esclusione è una questione distinta dal chiedersi se costituiscano un’opposizione all’esistenza stessa di Israele.
La linea politica pubblicata dal partito offre il contesto delle posizioni citate dalle autorità israeliane:
Queste posizioni spiegano perché il ministero degli Esteri israeliano abbia fatto riferimento a sanzioni, boicottaggi e procedimenti giudiziari internazionali. Mostrano anche perché i due eurodeputati e il loro partito respingano l’etichetta più ampia di opposizione a Israele in quanto tale: il loro programma combina una durissima critica alle politiche israeliane con il sostegno a una soluzione a due Stati nella quale Israele e Palestina coesistano. 3033
La vicenda riguarda due rappresentanti eletti del Parlamento europeo che stavano viaggiando per rapportarsi con istituzioni palestinesi. È quindi diversa dal normale rifiuto d’ingresso opposto a un viaggiatore privato, anche se Israele ha applicato lo stesso quadro normativo previsto per i cittadini stranieri.
La decisione si inserisce inoltre in un contesto di altre restrizioni segnalate nei confronti di visitatori internazionali. Alcuni resoconti hanno riferito della revoca dei permessi d’ingresso a cittadini statunitensi coinvolti in proteste o attività di volontariato nella Cisgiordania occupata. Il Committee to Protect Journalists ha inoltre documentato casi riguardanti giornalisti stranieri e riferito che Israele giustifica con motivi di sicurezza il mantenimento delle restrizioni all’ingresso non accompagnato dei giornalisti. 7913
Questi episodi, presi singolarmente, non dimostrano l’esistenza di un’unica motivazione politica. Israele presenta tali misure come risposte legittime a problemi di sicurezza o ad attività che considera ostili. Il loro insieme, tuttavia, solleva una questione più ampia sull’accesso: quando esponenti politici eletti, attivisti e giornalisti che intendono osservare o incontrare comunità palestinesi si vedono negare l’ingresso, diventa più difficile sottoporre a verifica indipendente le condizioni nella Cisgiordania e nelle aree collegate a Gaza.
I fatti confermati con maggiore chiarezza sono dunque limitati ma rilevanti: Israele ha annunciato l’esclusione prima dell’arrivo dei due eurodeputati, ha invocato la legge sull’ingresso nel Paese e ha motivato il provvedimento richiamando la loro attività politica. Il materiale disponibile non documenta uno scontro fisico in un particolare punto di frontiera e non consente di stabilire in modo indipendente se le accuse del governo israeliano sulle loro dichiarazioni siano fondate.
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Il 23 agosto 2026 Israele ha annunciato che avrebbe impedito l’ingresso a Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin, eurodeputati del Partito della Sinistra svedese, prima della loro visita programmata all’Autorità palestinese.
Il 23 agosto 2026 Israele ha annunciato che avrebbe impedito l’ingresso a Jonas Sjöstedt e Hanna Gedin, eurodeputati del Partito della Sinistra svedese, prima della loro visita programmata all’Autorità palestinese. Le autorità israeliane hanno citato la legge sull’ingresso nel Paese e accusato i due parlamentari di sostenere boicottaggi, procedimenti giudiziari internazionali contro cittadini israeliani e dichiarazioni che Israe...
Le informazioni disponibili non dimostrano che i due siano stati fermati fisicamente in un aeroporto o a un valico: il provvedimento documentato è il divieto d’ingresso annunciato prima del loro arrivo.