Il Minnesota può continuare ad applicare la sua nuova legge contro i falsi nudi generati dall’intelligenza artificiale mentre xAI, la società di Elon Musk, la contesta davanti a un tribunale federale. Non si tratta però di una decisione definitiva sulla costituzionalità della norma: il giudice Donovan W. Frank ha negato a xAI un’ingiunzione preliminare, lasciando la legge in vigore durante il contenzioso.
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Che cosa vieta la legge del Minnesota
La House File 1606 del Minnesota è entrata in vigore il 1° agosto 2026. Prende di mira i fornitori che permettono agli utenti di usare tecnologie IA coperte dalla norma per generare determinate immagini sessuali o di parti intime riferite a persone identificabili, anche tramite strumenti come Grok Imagine di xAI.
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La legge viene spesso descritta come un divieto di «nudificazione» tramite IA: l’uso dell’intelligenza artificiale per alterare o generare un’immagine o un video realistico facendo apparire una persona identificabile con una parte intima del corpo che non era presente nel materiale originale. Secondo le ricostruzioni sul caso, è la prima legge statale di questo tipo negli Stati Uniti.
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Il procuratore generale del Minnesota può chiedere provvedimenti inibitori e sanzioni civili fino a 500.000 dollari per ciascuna violazione.
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La tesi di xAI sul Primo Emendamento
xAI ha citato in giudizio il procuratore generale del Minnesota, Keith Ellison, alla fine di luglio. L’azienda sostiene che la HF 1606 sia una restrizione incostituzionale, fondata sul contenuto, della libertà di espressione e degli strumenti di creazione visiva tutelata dal Primo Emendamento USA. Nei documenti depositati, xAI afferma che la responsabilità dipende da ciò che l’immagine modificata raffigura e che la legge potrebbe estendersi oltre i contenuti sessuali non consensuali, coinvolgendo espressioni protette.
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La società aveva chiesto un intervento d’urgenza prima dell’entrata in vigore e poi un’ingiunzione preliminare, che avrebbe sospeso l’applicazione della norma fino alla conclusione del procedimento costituzionale. xAI ha inoltre sostenuto che la legge avrebbe inciso sugli utenti di Grok e Grok Imagine in Minnesota.
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Il Minnesota contesta questa lettura. Ellison ha sostenuto che la legge sia calibrata in modo mirato per contrastare immagini sessuali non consensuali create con l’IA e che la funzione contestata sia una capacità del prodotto soggetta a regolamentazione, non un’espressione protetta nel senso invocato da xAI.
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Perché il giudice ha respinto l’ingiunzione preliminare
Il 4 settembre il giudice Frank ha respinto la richiesta di xAI. L’ordinanza non stabilisce se la HF 1606 violi il Primo Emendamento. Conclude invece che xAI non ha dimostrato il danno immediato e irreparabile necessario per ottenere il rimedio eccezionale dell’ingiunzione preliminare.
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Ha pesato anche la tempistica. Il tribunale aveva già respinto il 31 luglio la richiesta di un’ordinanza restrittiva temporanea, rilevando che l’azienda aveva aspettato fino a ridosso dell’entrata in vigore per chiedere tutela urgente. La causa è quindi proseguita con un calendario accelerato per esaminare la domanda di ingiunzione preliminare.
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Nella decisione successiva, il giudice ha inoltre valutato il bilanciamento dei danni e l’interesse pubblico a favore del Minnesota. Frank ha descritto la norma come una misura civile approvata democraticamente per affrontare i danni associati alla diffusione di immagini IA fotorealistiche e sessualizzate.
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Che cosa cambia ora — e che cosa resta da decidere
Sul piano pratico, l’esito è chiaro: il Minnesota può applicare la HF 1606 mentre la causa continua. I fornitori di IA interessati dalla norma restano quindi esposti alle potenziali sanzioni previste.
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La decisione, però, non equivale a un via libera definitivo alla costituzionalità della legge. Il tribunale non ha deciso nel merito le argomentazioni di xAI sul Primo Emendamento. xAI ha dichiarato di voler impugnare il rigetto, mentre il ricorso principale resta pendente.
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Perché Grok e gli strumenti di «nudificazione» sono al centro del caso
La causa mette in evidenza una questione più ampia: se gli Stati possano imporre obblighi diretti ai fornitori di prodotti IA quando i loro strumenti possono produrre immagini sessuali realistiche e non consensuali di persone identificabili. Per il Minnesota, funzioni di nudificazione facilmente accessibili possono causare danni gravi e giustificano una regolamentazione specifica; per xAI, la legge introduce invece una restrizione dell’espressione basata sul contenuto su una tecnologia creativa di impiego generale.
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Per ora, la decisione procedurale favorisce il Minnesota. Resta irrisolta la questione più rilevante: se limitazioni di questo tipo sugli strumenti IA possano superare il vaglio del Primo Emendamento statunitense.